Con 432 milioni di investimenti in cinque anni, Michelin inaugura a Cuneo una linea in Europa per pneumatici.
Con una capacità produttiva installata pari a 14 milioni di pneumatici l’anno, Michelin Italiana celebra nel 2026 un traguardo storico che coincide con un nuovo salto tecnologico per l’industria manifatturiera nazionale. A Cuneo è stata infatti inaugurata la linea di produzione robotizzata più evoluta d’Europa per pneumatici auto di grandi dimensioni, un investimento che consolida il ruolo dell’Italia come piattaforma strategica del Gruppo Michelin.
L’avvio delle celebrazioni per i 120 anni di presenza industriale nel Paese si è svolto il 22 gennaio 2026 proprio nello stabilimento cuneese, alla presenza di rappresentanti istituzionali, organizzazioni sindacali e media. L’evento segna l’inizio di un anno di iniziative che attraverseranno tutti i siti italiani del Gruppo, coinvolgendo le persone, i prodotti e i marchi simbolo di Michelin, dalla produzione industriale fino alla presentazione della Guida Michelin prevista in novembre. Nel calendario rientra anche il compleanno dello stabilimento di Alessandria, riferimento europeo per i pneumatici autocarro.
L’Italia è stato il primo Paese, dopo la Francia, a ospitare un insediamento Michelin nel 1906. Oggi rappresenta uno dei pilastri industriali del Gruppo. Michelin Italiana è leader nazionale per capacità produttiva installata e primo datore di lavoro del settore, con oltre 3.800 addetti distribuiti tra gli stabilimenti piemontesi di Torino – che ospita anche sede legale e polo logistico – Alessandria e Cuneo, oltre alla sede commerciale di Milano.
Questa centralità è confermata anche dai dati di mercato. Secondo Assogomma, nel 2024 Michelin ha rappresentato il 63% della produzione nazionale di pneumatici in termini di tonnellaggio, una quota che evidenzia il peso determinante dell’azienda sull’intera filiera italiana. Il restante 37% è suddiviso tra altri quattro produttori, a conferma della concentrazione industriale del comparto e della posizione di assoluto rilievo di Michelin.
La nuova linea di produzione di Cuneo rappresenta un unicum nel panorama europeo. Interamente robotizzata e monotempo, è progettata per la realizzazione di pneumatici fino a 24 pollici, destinati a vetture di fascia alta e ad alte prestazioni. Grazie a questo investimento, lo stabilimento cuneese diventa il sito più avanzato del Gruppo Michelin, laboratorio di sperimentazione per nuove gamme e tecnologie pensate per l’evoluzione dell’automotive.
Negli ultimi cinque anni, Michelin ha destinato 432 milioni di euro alle fabbriche italiane, concentrando gli investimenti su innovazione, digitalizzazione dei processi e riduzione dell’impatto ambientale. Una strategia che rafforza la competitività industriale e consolida il ruolo degli impianti italiani come benchmark a livello di Gruppo.
L’impatto di Michelin va oltre i confini degli stabilimenti. Operando lungo l’intera filiera, l’azienda genera un significativo effetto moltiplicatore sull’economia locale. Nel 2024 l’indotto complessivo ha raggiunto i 328 milioni di euro, coinvolgendo circa 2.800 fornitori tra materie prime, logistica, meccanica e automazione. Un ecosistema industriale che contribuisce alla diffusione di competenze avanzate e al rafforzamento del tessuto produttivo territoriale.
A livello globale, il Gruppo Michelin conta 129.800 dipendenti, 86 stabilimenti e un fatturato di 27,2 miliardi di euro. In questo contesto, l’Italia continua a svolgere un ruolo di primo piano, con siti produttivi considerati di riferimento per qualità, innovazione e affidabilità.
Ha dichiarato Agostino Mazzocchi, amministratore delegato di Michelin Italiana:
«Celebrare 120 anni di presenza industriale in Italia significa riconoscere un legame profondo con il territorio e con le persone che ne hanno costruito l’eccellenza. I 432 milioni di euro investiti negli ultimi cinque anni testimoniano la volontà di rafforzare la nostra leadership e di prepararci alle sfide future. La nuova linea robotizzata di Cuneo, unica in Europa, dimostra come tradizione industriale e innovazione possano convivere e rendere i nostri stabilimenti sempre più all’avanguardia».
La Redazione
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