Aumentano i passaggi di proprietà di auto e moto, calano le radiazioni e il parco circolante continua ad ampliarsi
Il 2025 conferma un dato ormai strutturale per l’industria dell’automotive italiana: il mercato dell’usato continua a rappresentare il vero baricentro della domanda di mobilità. In un contesto segnato da prezzi elevati del nuovo, transizione tecnologica incompleta e maggiore attenzione alla spesa, le compravendite di veicoli già immatricolati registrano una crescita diffusa, sia per le quattro sia per le due ruote.
Secondo le elaborazioni contenute nel bollettino Auto-Trend dell’Automobile Club d’Italia, nel corso dell’anno i passaggi di proprietà delle autovetture hanno superato i 3,2 milioni, con un incremento del 2,1% rispetto all’anno precedente. Ancora più dinamico il comparto motociclistico, che segna una crescita del 3,1%, arrivando a circa 644 mila trasferimenti. Sono numeri che descrivono un mercato dell’usato ormai più che doppio rispetto a quello del nuovo: nel 2025, per ogni 100 auto immatricolate, si sono registrati oltre 200 passaggi di proprietà.
Un parco circolante che continua ad allargarsi
Parallelamente alla vitalità delle compravendite, emerge un altro fenomeno rilevante per il sistema industriale e ambientale: la riduzione delle radiazioni dal Pubblico Registro Automobilistico. Le cancellazioni di autovetture sono diminuite del 6,5% su base annua, attestandosi poco sopra 1,16 milioni. In termini strutturali, ciò significa che il parco circolante continua ad espandersi: ogni 100 vetture nuove entrate in circolazione, solo 75 sono state radiate.
Questo dato evidenzia una doppia tendenza. Da un lato, la maggiore durata media dei veicoli, favorita dal miglioramento tecnologico e dalla manutenzione; dall’altro, la difficoltà di accelerare il ricambio del parco, soprattutto nelle fasce di reddito medio-basse, dove l’usato rappresenta l’unica alternativa sostenibile all’acquisto del nuovo.
Dicembre rafforza il trend positivo
L’analisi mensile conferma il quadro complessivo. Nel solo mese di dicembre 2025, i passaggi di proprietà delle auto sono cresciuti del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le moto hanno segnato un +4,2%. Anche nell’ultimo mese dell’anno il rapporto tra usato e nuovo resta sbilanciato: per ogni 100 vetture nuove vendute, ne sono state scambiate oltre 200 già immatricolate.
Sul fronte opposto, a dicembre si osserva un temporaneo aumento delle radiazioni. Le cancellazioni di auto sono cresciute del 6%, spinte soprattutto dalle demolizioni, mentre le esportazioni si sono mosse in modo più contenuto. Il tasso di sostituzione mensile – pari a 0,82 – indica che, in quel periodo, per ogni 100 nuove immatricolazioni sono state radiate 82 auto. In crescita anche le radiazioni dei motocicli, con un aumento a doppia cifra.
Alimentazioni: tradizionale ancora dominante, ma l’elettrico accelera
Uno degli elementi più interessanti per l’industria dell’usato riguarda la composizione del mercato dell’usato per tipologia di alimentazione. Tre veicoli su quattro scambiati restano alimentati a benzina o diesel, a conferma del peso ancora predominante delle motorizzazioni tradizionali nel parco circolante italiano. Tuttavia, all’interno di questo quadro emergono segnali di cambiamento.
Se le auto a benzina mostrano una crescita moderata degli scambi, il diesel continua a perdere terreno. Al contrario, le alimentazioni alternative registrano incrementi molto sostenuti: l’ibrido diesel segna l’aumento più marcato nei passaggi di proprietà, seguito dall’elettrico e dall’ibrido a benzina, un’evoluzione che suggerisce come il mercato dell’usato stia diventando uno dei principali canali di diffusione delle nuove tecnologie di trazione, rendendole progressivamente accessibili a una platea più ampia di consumatori.
Un indicatore chiave per l’industria automotive
Nel suo complesso, il 2025 restituisce l’immagine di un mercato dell’usato centrale per l’equilibrio dell’intera filiera automotive. Le dinamiche osservate non sono solo un riflesso della congiuntura, ma indicano una trasformazione strutturale dei comportamenti di acquisto. Per costruttori, operatori della distribuzione e decisori pubblici, la seconda mano non è più un segmento accessorio, ma un indicatore chiave per comprendere l’evoluzione della domanda, il ritmo del rinnovo del parco e l’effettiva penetrazione delle nuove tecnologie di mobilità.
La Redazione
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