Se avesse avuto uno smartphone, Mario Soldati avrebbe probabilmente ignorato gli algoritmi per inquadrare gli occhi di un viticoltore. Molto prima di Instagram, del food porn compulsivo e dell’overtourism lo scrittore, giornalista e regista Mario Soldati – indiscusso pioniere del reportage enogastronomico televisivo italiano – aveva già inventato il racconto autentico del territorio, ergendosi a primo vero content creator del nostro Paese. Per trasformare questa preziosa eredità in una bussola capace di orientarci nell’odierna era dei social media e dell’intelligenza artificiale, è stato ideato il talk show internazionale “Mario Soldati, il gusto di raccontare l’Italia”, iniziativa fortemente voluta dalla cugina Chiara Soldati e dall’Associazione Mario Soldati, con il patrocinio di ITA, MASAF e Verona Fiere Vinitaly. Il format ha debuttato questa mattina a Roma per poi proseguire a Milano il 6 ottobre, volare a New York per Vinitaly USA il 26 ottobre e chiudersi a Londra il 18 novembre.
Sotto il coordinamento di Anna Scafuri, giornalista RAI 1 TG Economia, il dibattito ha affrontato quattro grandi provocazioni contemporanee per fornire al pubblico un vero e proprio “kit di sopravvivenza” contro le fake news e la standardizzazione del gusto: il docente universitario Stefano Carboni, l’autore TV Marcello Masi e la giornalista di il Gusto Repubblica Manuela Zennaro hanno contrapposto il viaggio lento d’indagine di Soldati all’odierno turismo di massa per raccontare l’Italia “minore” senza i filtri di Instagram; Chiara Soldati e la Master of Wine Cristina Mercuri si sono soffermate sull’accessibilità del mondo del vino e del cibo contro l’estetica estrema del fine dining e lo snobismo elitario, raccogliendo la sfida del leggendario “Vino al vino” per restituire al calice il suo volto agricolo e umano; infine, Isabella Perugini ha approfondito l’attualità della televisione senza filtri nell’era di TikTok, immaginando l’uso dei nuovi media da parte di chi sdoganò per primo l’autenticità guardando dritto in camera. In fondo, come ha sottolineato la stessa Chiara Soldati, l’obiettivo dell’iniziativa “non è celebrare passivamente un cognome o spolverare un archivio, ma far camminare il pensiero genuino e l’insaziabile curiosità di Mario Soldati sulle gambe delle nuove generazioni, trasformandoli in strumenti vitali per decodificare il domani”.
“La sua modernità risiede nella libertà di espressione, nella capacità di rendere popolare ciò che era colto e viceversa, interfacciandosi con le storie in modo completamente umano – ha introdotto Chiara Soldati, Cavaliere del Lavoro e imprenditrice con l’azienda La Scolca, da quattro generazioni azienda vinicola di famiglia -. È questa la chiave che ha reso grande il suo messaggio: il suo modo unico di guardare il mondo e di intendere il cibo e il vino come esperienza sentimentale, fondata nella lentezza a tavola, nel consumo moderato e nella ricerca dell’origine. Per continuare e tutelare e far conoscere a tutti questa eredità porteremo avanti una serie di incontri, in città e con chiavi di letture diverse, per riscoprire una narrazione del gusto più autentica e accessibile”. Le prossime tappe del tour saranno il 6 ottobre alla Fondazione Mondadori di Milano, il 26 ottobre a New York in occasione di Vinitaly USA e il 18 novembre a Casa Italia, Londra.