La filiera ortofrutticola mondiale si incontra al Rimini Expo Centre dal 21 al 23 aprile: focus su area caraibica, 10 regioni presenti e Sicilia Regione partner, mango e avocado protagonisti, 800 top buyer.
Si tiene a Rimini ma sembrerà di stare ai Tropici, tante sono le suggestioni di questa 43° imminente edizione: mango e avocado sono infatti i prodotti simbolo, sempre più diffusi anche in Italia per via dei cambiamenti climatici ma Macfrut presenta anche un focus internazionale sui Paesi dell’area caraibica (valore export 30 miliardi di dollari) e la Sicilia regione partner, peraltro principale produttore di avocado in Italia. Inoltre eventi e convegni su nuova Pac, tecniche TEA per il miglioramento genetico, il Mediterranean stone fruit outlook (drupacee e pesca nettarina) ecc. E soprattutto, due campi prova di 2.500 mq sulle novità in frutticoltura e orticoltura (tra le poche fiere a farlo) e un’area start-up con 25 proposte innovative.
I padiglioni in fiera
I padiglioni si dividono come sempre secondo le fasi produttive: pre harvest, post harvest, healthy food e il focus su mango e avocado. Oltre ai due campi sperimentali, ilpre-raccolta vede vivaismo, sementi, fertilizzanti, biosolutions, agrivoltaico, tecnologie per la coltivazione e la gestione delle colture, incluse intelligenza artificiale e robotica; nel post-raccolta le attività successive quali selezione, lavorazione, refrigerazione, packaging, macchinari e logistica per l’ortofrutta, con aree su pomodoro (Red planet) e piccoli frutti (Berry area); il padiglione healthy food ospita prodotti freschi e minimamente processati dalla prima alla quarta e quinta gamma, biologici e funzionali oltre che spezie, erbe aromatiche e piante officinali con il meeting International conference on herbs & spices organizzato da AMAPMED.
Avocado e mango
Mango and avocado explosion approfondisce due prodotti il cui valore oltrepassa gli 80 miliardi di dollari. In Italia l’avocado registra un boom delle importazioni (periodo 2018-2022) con una crescita del 120%: tra i Paesi europei siamo al sesto posto nel consumo con circa 40mila tonnellate (ultimi cinque anni +179%, seconda migliore performance in Europa dietro alla Spagna con +203%). Sempre Ismea ci dice che il mango, che presenta un aumento dell’import del 37%, viene acquistato da 1 famiglia su 5, prevalentemente perché piace. Tre le giornate tematiche: il 21 si analizzano trend di mercato, varietà, supply chain e opportunità globali del mango; il 22 si parlerà di produzione, qualità, logistica e domanda internazionale dell’avocado e il 23 aprile invece focus sull’Italia come Paese produttore emergente e le tecnologie innovative per la filiera.
Area caraibica, Sudamerica, Africa e… Sicilia
Il valore delle esportazioni ammonta ad oltre 30 miliardi di dollari, ecco perché Macfrut approfondisce Repubblica Dominicana (400 metri quadrati) ma anche Cuba, Costarica, Colombia ed Ecuador; dal Sudamerica Cile e Argentina mentre le new entry sono i padiglioni nazionali di Brasile e Perù. Si conferma una massiccia presenza dall’Africa con oltre venti Paesi dall’area sub sahariana, alla ricerca in particolare di know-how e tecnologie di cui l’Italia è leader mondiale. Regione partner sarà la Sicilia in virtù degli oltre 263mila ettari ad ortofrutta (22% del totale nazionale) e la produzione di 4,6 milioni di tonnellate (19% della produzione ortofrutticola italiana); è poi la prima regione nella produzione del biologico con circa 47mila ettari coltivati, circa un quarto del totale nazionale; prima anche in valore della produzione con circa 3 miliardi di euro (il 16% del valore nazionale) grazie anche all’importante contributo delle sue Dop e Igp.
I dati del settore
Il settore in Italia vale circa 19 miliardi di euro (27% del valore della produzione agricola nazionale) e, assieme alle conserve vegetali, contribuisce al 18% dell’export agroalimentare italiano (fonte Ismea). E secondo Nomisma, l’Italia contribuisce per il 17% del valore totale dell’ortofrutta prodotta all’interno della UE ed è il secondo produttore del continente per gli ortaggi (incluso il pomodoro da industria) e il secondo per la frutta, inclusa la frutta secca.
Per Ismea, nel settore ortofrutticolo si conferma il buon andamento delle vendite di ortaggi, con una crescita dei volumi complessivamente acquistati del 2,6%, sostenuta in particolare dalla componente fresca, dove ci sono stati discreti incrementi dei volumi nel carrello sia per gli ortaggi freschi (+3,5%) che per le patate (+5,1%). Per lo più stabili gli acquisti di ortaggi di IV gamma (+0,4% la spesa e -0,1% i volumi), analogamente a quelli di ortaggi surgelati (+0,2% la spesa, stabili i volumi). In lieve incremento i volumi delle conserve di pomodoro (+1,4%) a fronte di una spesa stabile e prezzi in lieve ridimensionamento. Per la frutta la spesa complessiva è cresciuta del 2,7%. Se i volumi venduti di succhi si sono ridotti (-6,5%) tra i segmenti freschi c’è stato invece un riorientamento dei consumi verso frutti rossi, tropicali e frutta in guscio: in crescita i volumi di frutta in guscio (+2,6%), kiwi (+7,2%), fragole (+8,9%), mirtilli (+25,9%), mango (+36,4%), avocado (+47%), melograno (+25%). Crescono anche i consumi di frutta fresca bio (confezionata), rispettivamente dell’1,8% in quantità e del 7% la spesa.
I commenti in conferenza
“Macfrut dimostra come l’agroalimentare italiano sappia fare sistema e guardare al futuro”, commenta il ministro Francesco Lollobrigida, con un occhio alla tutela della salute, che passa anche per un investimento sull’alimentazione, e al piano Mattei: “La collaborazione con le Nazioni africane e con i mercati emergenti rappresenta una grande opportunità per la crescita delle nostre filiere e per costruire insieme modelli di sviluppo agricolo capaci di generare valore, lavoro e sicurezza alimentare”. L’Africa, insieme a Medio Oriente, Asia e Americhe, è del resto un’area ad alto potenziale, e lo evidenzia il presidente di Agenzia ICE Matteo Zoppas, che cita a supporto i 7 miliardi di euro dell’export 2025 italiano di ortofrutta con un +11,3% rispetto al 2024 e che colloca l’Italia al 12° posto nel ranking mondiale. I principali mercati di destinazione restano europei con Germania primo partner commerciale (2,1 miliardi di euro) seguita da Francia (722 milioni), Austria (476 milioni), Svizzera (397 milioni) e Spagna (319 milioni). Macfrut si rivela una “piattaforma strategica globale, il luogo dove l’ortofrutta italiana fa business e diventa sistema”, commenta il presidente di Cesena Fiera/Macfrut Patrizio Neri. “Siamo a un valore della produzione di 18,8 miliardi e l’export è volato a 6,4 miliardi. Sono 158mila le imprese agricole, il 23 per cento delle aziende italiane vive di questo comparto”. Insomma, si può solo sperare di “essere alla frutta“.
Giosetta Ciuffa