MAE MUSEUM, APRE IL PRIMO MUSEO SULLA FIBRA DI CARBONIO

A Fiorenzuola d’Arda prende forma il MAE Museum, il primo museo in Europa interamente dedicato alla fibra di carbonio e alla storia della fibra acrilica da cui essa deriva. Progettato da CRA – Carlo Ratti Associati insieme a Italo Rota e voluto da MAE SpA, leader internazionale nella progettazione di impianti per fibre chimiche, il museo nasce come luogo in cui scienza, tecnologia e cultura industriale convergono per raccontare un patrimonio unico al mondo, in un progetto che unisce la salvaguardia degli archivi tecnici ereditati da Montefibre, SNIA ed ENI a una visione proiettata verso il futuro attraverso laboratori, attività formative e iniziative di divulgazione tecnologica.

Il percorso espositivo è concepito come una narrazione immersiva: un archivio luminoso introduce il visitatore alle radici della fibra acrilica in Italia, un lungo tunnel rappresenta il processo di trasformazione della fibra acrilica in fibra di carbonio, mentre una scultura monolitica in carbonio, slanciata e futuristica, simboleggia la spinta verso nuove frontiere applicative. L’allestimento è arricchito da installazioni e prototipi provenienti dai settori automotive e aerospaziale, trasformando il museo in un laboratorio permanente di innovazione.

Accanto alla componente espositiva, il MAE Museum si propone come polo culturale dinamico: incontri, dibattiti, workshop e programmi educativi, in collaborazione con istituzioni, scuole, università e imprese, mirano a diffondere conoscenza tecnico-scientifica e avvicinare le nuove generazioni alla ricerca industriale. A sostegno di questo ecosistema si affianca il centro GALILEO, che ospita il primo impianto pilota italiano per la fibra di carbonio, frutto della collaborazione con Leonardo e CNR.

“Attraverso quest’opera, che nasce dall’intento di valorizzare il nostro archivio e il nostro patrimonio di idee e produzioni che hanno accompagnato le trasformazioni della società, puntiamo a creare una maggior consapevolezza sul ruolo cruciale che le realtà industriali italiane giocano nel supportare la crescita del Paese, anche da un punto di vista culturale e sociale. Questo è un punto di partenza, a cominciare dal quale il museo punterà a integrarsi sempre più con il territorio, le istituzioni e le accademie per dimostrare come il progresso tecnologico sia esso stesso cultura – e porta sul futuro,” ha commentato Paola Rovellini, CFO di MAE SpA e direttrice del museo.

«MAE ha ereditato per passione una tecnologia italiana e ha voluto valorizzarla», afferma il presidente Marco Rovellini, ricordando come «nel museo sia raccolta la storia scritta dagli anni Sessanta da centinaia di ricercatori». Il MAE Museum e GALILEO, spiega, incarnano «la nostra visione di futuro: unire esperienza e conoscenza con la spinta verso nuovi scenari tecnologici». Per Carlo Ratti, la struttura celebra «un materiale emblematico della modernità», la fibra di carbonio, che «sta guidando l’innovazione in settori che vanno dalle biciclette da competizione alla Lamborghini Aventador». Il progetto, sottolinea, nasce dalla capacità di MAE «di aprire la strada alla transizione dalla fibra acrilica nel tessile all’impiego del carbonio nell’aerospazio e nell’automotive». Quindi Italo Rota evidenzia il valore archivistico del museo, «una collezione internazionale con documenti preziosi che raccontano non solo MAE ma l’intero territorio». Il museo, aggiunge, «collettivizza la storia industriale e la proietta nel futuro, diventando un hub di ricerca per aziende, università e associazioni».

Per il mondo istituzionale, il museo rappresenta un nuovo presidio di cultura tecnologica italiana. Il deputato Federico Mollicone parla di un luogo in cui «estetica, ricerca e passione per l’eccellenza si incontrano», mentre Amedeo Teti (capo del Dipartimento Mercato e Tutela presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy), sottolinea come i musei d’impresa «custodiscano il patrimonio di aziende che hanno saputo innovare e restare leader». Il sindaco di Fiorenzuola d’Arda Romeo Gandolfi lo definisce «un omaggio alla vocazione del territorio, fatto di capacità, competenza e lavoro», e per Nicola Parenti, presidente di Confindustria Piacenza, il museo è «un’eccellenza che testimonia il ruolo del territorio piacentino nelle filiere strategiche europee». Andrea Resca (referente Forum Strategico Promozione Aerospazio per l’Emilia-Romagna) aggiunge che il museo è «un indicatore di cultura del materiale, essenziale per diffondere la conoscenza della fibra di carbonio».

Il MAE si afferma così come un nuovo centro di riferimento per la cultura dei materiali avanzati e per la memoria dell’ingegneria italiana: un ponte permanente tra passato industriale e innovazione che definisce le tecnologie del domani.

(foto MAE Museum ©️ Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio)

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