Made in Italy 2030: presentato il libro bianco Mimit

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Made in Italy 2030, la nuova bussola dell’industria italiana

“Made in Italy 2030. Per una nuova strategia industriale” è il libro bianco elaborato e presentato nei giorni scorsi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’obiettivo di definire una strategia industriale nazionale per il prossimo decennio. Nato grazie a un percorso partecipativo che ha coinvolto amministrazioni pubbliche, Regioni, imprese, università, associazioni di categoria, sindacati e organizzazioni del terzo settore, il libro bianco vuole fornire un quadro unitario per affrontare le trasformazioni globali. L’Italia si trova a dover affrontare quattro grandi transizioni che stanno rimodellando il contesto economico e sociale: demografica, con l’invecchiamento della popolazione; digitale, con la diffusione delle tecnologie abilitanti; green, con l’impegno verso la sostenibilità e la decarbonizzazione; geopolitica, con il mutato equilibrio internazionale e nuove dinamiche di potere. Il testo sottolinea la necessità di un approccio strategico dello Stato, capace di coordinare politiche pubbliche e investimenti in modo proattivo, superando un approccio prevalentemente regolatorio per guidare la crescita industriale e rafforzare la competitività internazionale.

“Made in Italy 2030” evidenzia i punti di forza dell’economia italiana, come la manifattura, che resta un pilastro fondamentale, il Made in Italy riconosciuto per eccellenza in settori come moda, agroalimentare, design e meccanica, le imprese di media dimensione competitive a livello internazionale e la capacità di innovare nei beni strumentali; oltre al potenziale dell’economia green e circolare come motore di sviluppo futuro. Non mancano le criticità strutturali: gli inferiori investimenti in ricerca e sviluppo rispetto ai principali competitor europei, le dimensioni piccole e frammentate delle imprese, gli elevati costi energetici e delle materie prime, le carenze di capitale umano e risorse finanziarie e infine la burocrazia continua a ostacolare l’innovazione e la crescita.

Il documento delinea le principali filiere produttive italiane dalle più tradizionali, come agroalimentare, moda, arredo, automazione e automotive, alle emergenti con forte potenziale di sviluppo, tra cui il biomedicale, lo spazio e la difesa, la cantieristica e la blue economy, il turismo e le industrie culturali e creative. Accanto a queste filiere, sono individuati settori abilitanti fondamentali per l’intero sistema produttivo, come digitale e microelettronica, logistica, siderurgia, chimica e packaging, la cui integrazione e sviluppo rappresentano un fattore chiave di competitività.

Il libro bianco propone azioni per rafforzare il Made in Italy, sostenere le piccole e medie imprese, semplificare gli incentivi, favorire investimenti nazionali e internazionali e stimolare l’innovazione e le competenze. La strategia punta anche a promuovere la sostenibilità ambientale, l’attrattività del Paese, il rafforzamento delle filiere tecnologiche e la riduzione dei divari territoriali, con un approccio inclusivo che valorizzi il capitale umano e le capacità delle imprese italiane.

Gli obiettivi delineati per il 2030 includono il consolidamento dell’Italia tra le prime dieci economie mondiali, il potenziamento della manifattura avanzata, l’aumento della produttività, dell’occupazione e dei salari, la coesione territoriale, l’autonomia energetica, la governance delle transizioni globali, la sicurezza economica e la cooperazione industriale internazionale. Per raggiungere questi obiettivi vengono proposti investimenti in energia sostenibile, strumenti finanziari mirati come gli industry bond, politiche sulle materie prime strategiche e i semiconduttori, incentivi all’integrazione e alla crescita delle imprese, programmi di formazione e attrazione di competenze e capitale umano, nonché iniziative di cooperazione europea e globale.

In conclusione, “Made in Italy 2030” si propone come una strategia complessiva e coordinata per guidare il Paese attraverso le sfide globali e interne del prossimo decennio, valorizzando le eccellenze italiane, rafforzando la competitività industriale, promuovendo innovazione e sostenibilità e costruendo un modello di sviluppo equilibrato e inclusivo.

La Redazione

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