Lisbona, guida sincera ed esatta: ecco cosa fare

Viaggiare a Lisbona, lo si può fare per vari motivi. Per la città stessa, per ubriacarsi nel Bairro Alto, per dimenticare qualcuno, per perdersi. Se non consideriamo le salite e discese dei suoi sette colli (proprio come Roma, ma più ripidi e concentrati), questa città è alla portata di tutti. Elaboro qui sotto un programma ben ordinato, che faccia sì che la lusitana possa essere esplorata senza porsi troppi problemi. Tutto con Uber, scaricare la app, le corse costano pochissimo e spesso convengono molto di più dei mezzi pubblici.

Bairro Baixo

Di certo tutto comincia nella splendida Praça do Comerço, affacciata sul fiume Tago e circondata da edifici gialli porticati: è uno dei simboli della città, dominata dalla statua del re José I de Portugal. Da essa e dal suo Arco si accede alla lunga e larga Rua Augusta, corrispondente alla “via del Corso” italiana, quella per lo shopping, sempre affollata, in cui campeggiano al centro decine di ristoranti – molti italiani. I grandi marchi sono qui, se si vuole fare shopping c’è tutto e a un prezzo più basso di quanto non lo si trovi altrove, considerando il costo della vita lusitano, a noi favorevole. Ci si fermi a guardare l’Elevador de Santa Justa (Rua de Santa Justa), affatto invisibile, uno storico ascensore in ferro che collega la Baixa al quartiere Chiado/Bairro Alto, offrendo una delle migliori viste panoramiche sulla città. Attenzione, è ormai chiuso, forse definitivamente. Costruito all’inizio del ’900 in stile neogotico, è oggi una delle icone urbane più riconoscibili.

Chiado

Muovendosi sulle scale laterali dell’ascensore e superandolo, spostandosi più in alto, è possibile già giungere al quartiere Chiado, elegante e culturale, noto per caffè storici, librerie, boutique e atmosfera artistica tra tradizione e modernità. E, a proposito di caffè storici, è qui il caso di sedersi, dopo la foto con la statua di Fernando Pessoa, proprio di fronte ad essa alla caffetteria A Brasileira (Rua Garrett 120-122), celebre perché, fin dalla sua apertura nel 1905, è stato uno dei principali ritrovi di artisti e intellettuali di Lisbona: qui si incontravano scrittori, poeti e pensatori della modernità portoghese, tra cui lo stesso Pessoa, diventando un simbolo della vita culturale del quartiere Chiado. Ancora oggi è famoso per questa eredità letteraria e per aver introdotto e diffuso il caffè “alla brasiliana” in città.

Bairro Alto

La pausa è di rigore, perché ora si sale. E, per l’appunto, si sale in una salita ripida (Rua da Misericordia), si passa vicino alla Igreja de Saõ Roque, e si giunge al primo belvedere di questa gita, il Miradouro de São Pedro de Alcântara. Attenzione: da qui non si vede il tramonto (pôr do sol), per farlo è il caso di andare al Miradouro de Santa Catarina, con chiosco d’uopo ma sempre pienissimo, dove però si può anche prendere da bere e riversarsi sugli alti gradini lì sotto. Fatto il tramonto, si può cenare in uno di quei mille localetti del Bairro Alto, che è pieno ogni giorno, quindi si può continuare a bere o andare a ballare praticamente tutte le sere. Il consiglio, dunque: si resti lì, e ivi si finisca la giornata.

Cascais

Subito, uscire da Lisboa: prima tappa mare, Cascais. Si va alla stazione Cais do Sodré (il molo è noto anche per la sua movida, spesso rode brasiliane, e per la “pink street”, la via rosa per il colore della sua pavimentazione, prima a luci rosse anche per via della “pensione dell’amore”), e con tre euro alla macchinetta (anche contactless) si prende un biglietto. Meglio correre a prendere dei posti a sedere o si faranno 45/50 minuti in piedi. Se possibile, i posti alla sinistra del treno: è dove si vedrà il mare (Algès, Caxias, Paço de Arcos, Oeiras, Carcavelos, Estoril). Se è bel tempo si potrà scegliere di sdraiarsi in spiaggia (la prima e più evidente è quella cittadina, Praia da Rainha, ma ci sono spiagge molto più aperte alla sinistra della stazione, con una passeggiata più elaborata. Se non si hanno costume o telo è possibile comprarli nei negozietti di souvenir che hanno un’ottima scelta di tutto a un prezzo bassissimo. Dopo qualche ora di mare, si può mangiare in qualunque delle decine di locali della bella ed elegante Cascais, e prendere una birra (anche all’Irish pub O’Luain’s), visitare il moletto, passeggiare, dunque riprendere il trenino per Lisbona (ce ne sono in continuazione).

Alfama

Un’altra giornata deve essere tutta dedicata alla splendida Alfama, dove qualche turista c’è ma il senso è quello di un posto sovrannaturale nel quale davvero si può stare in pace incamminandosi tra le sue stradine e perdendosi. Il consiglio è quello di farla in discesa, dunque di partire dall’alto. Farsi portare al Miradouro da Nossa Senhora e da lì iniziare a scendere. Ci si imbatterà in numerose localetti, dove si potrà sostare per bere o mangiare qualcosa. Un brunch molto interessante è quello offerto dal Quase Café, in Rua do Salvador, mentre, se si preferisce cucina tipica, ci sono le tapas del Vinhaça, nella stessa strada, od O velho Eurico (Largo de São Cristóvão 3). Ci si perderà per queste strade con i suoi mille miradoures che offriranno una vista dettagliata della città e delle sue case colorate. Locali per fermasi dinanzi a cotanta vista ce ne sono a bizzeffe, uno carino e speciale è il Terraço de Santa Luzia. L’Alfama offre anche il suo castello a chi lo voglia visitare (17 euro): non ci sono interni, tutti esterni da cui ammirare i paesaggi a 360 gradi, molto turistico. Nel giardino strillano i pavoni. Se poi si passa per il Beco das Farinhas si potrà vedere sui muri l’omaggio ai residenti della zona. Meritevole di uno sguardo. Si scende, si scende, ci si perde, poi ci ritrova: si è nuovamente al Bairro Baixo e la Rua Augusta comincia anche qui.

Belém

Una cena vale la pena fare alla Portugália Cervejeria, che ha più sedi ma vale la pena quella di Belem dinnanzi alle cui vetrate si staglia il Monumento aos Descobrimentos, che celebra i navigatori portoghesi e l’epoca delle grandi scoperte marittime. Vale la pena per assaggiare il tipico bacalhau à brás, un baccalà sfilacciato, uova, patate sottili fritte, cipolla e prezzemolo, cremoso e molto saporito, e, soprattutto, un dolce molto particolare, “l’uovo” (ovo) che può confondersi del tutto con un uovo al tegamino ma in realtà è una cheesecake con un centrale flor de sal arancione come il rosso dell’uovo.

Si è nel quartiere di Belem, noto per la sua affollatissima pasteleira Pastéis de Belém, famosa per la ricetta originale dei pastéis de nata, qui chiamati appunto “pastéis de Belém”. Fondata nel 1837, utilizza una ricetta segreta tramandata nel tempo, nata dai monaci del vicino monastero. I dolci sono piccole tartellette di pasta sfoglia croccante con crema calda all’uovo, servite con zucchero a velo e cannella.

Dunque si passi di qui, prima o dopo una visita al Mosteiro dos Jerónimos, tra i monumenti più importanti di Lisbona, capolavoro dello stile manuelino legato all’epoca delle grandi scoperte. Costruito nel XVI secolo, celebra la potenza marittima portoghese: qui pregavano i navigatori prima di partire per i viaggi oceanici. Il monastero colpisce per la ricchezza decorativa, con motivi marini scolpiti nella pietra, chiostri armoniosi e una chiesa imponente; è anche luogo simbolico della storia nazionale, poiché ospita le tombe di figure come Vasco da Gama, diventando un punto di riferimento culturale e identitario del Portogallo.

Time Out Market e LX Factory

Quindi, due capisaldi della vita di Lisbona: il Time Out Market e l’LX Factory.

Il Time Out Market è un grande mercato gastronomico coperto nel cuore della città, ricavato dallo storico Mercado da Ribeira. Non tranquillo, a volte addirittura difficile per la numerosità dei presenti che, non è raro, occupano totalmente i tantissimi tavoli. Riunisce in un unico spazio alcuni dei migliori chef e locali della città, offrendo una varietà ampia: cucina portoghese (come baccalà e carne), street food, sushi, hamburger gourmet, piatti vegetariani e dessert. L’ambiente è dinamico e conviviale con grandi tavolate condivise in legno, luci calde, rumore e un via vai costante di persone. È un luogo informale, ma troppo affollato, dove si mangia senza ritualità e con un’alta qualità, ideale per assaggiare più cose diverse nello stesso momento.

LX Factory è un ex complesso industriale nel quartiere Alcântara, trasformato in uno dei poli creativi più dinamici della città. Nato dalla riconversione di vecchie fabbriche e magazzini, oggi ospita un mix eterogeneo di ristoranti, bar, concept store, atelier di design, studi artistici e spazi di coworking. L’identità del luogo è fortemente urbana e contemporanea: muri coperti di street art, strutture industriali mantenute quasi intatte, insegne creative e cortili che si animano durante tutto il giorno. È uno spazio dove convivono cultura, imprenditoria creativa e vita sociale, con un pubblico internazionale e un’atmosfera informale ma curata. Tra i punti più iconici c’è la libreria Ler Devagar, celebre per i suoi scaffali altissimi e l’installazione della bicicletta sospesa, simbolo dell’immaginario creativo del luogo.

LX Factory è anche un punto di riferimento per eventi, mercatini e serate, diventando soprattutto nel weekend un luogo molto frequentato, tra musica, luci soffuse e locali sempre pieni. Consiglio per pranzo: La Selllva.

Da provare anche l’happy hour del Sophia, in cui tutto è alla metà del prezzo, e l’open bar di prosecco: con 14 euro si prendono tutti i prosecchi che si vuole, considerando che il loro di punta è il prosecco alla menta, seguito subito da quello alla pesca.

Cais do Sodré

Cais do Sodré è uno dei quartieri più vivaci di Lisbona, storicamente zona portuale e oggi cuore della vita notturna. Un tempo frequentato da marinai e locali popolari, si è trasformato in un’area dinamica piena di bar, ristoranti e club. Nella piazza di fronte al mare si tengono spesso rode di samba brasiliane o altri concerti. Il centro simbolico è la Rua Nova do Carvalho, conosciuta come “Pink Street” per il suo asfalto rosa.

Di giorno è tranquilla, ma la sera si anima con musica, luci e persone in strada: un luogo informale, caotico e molto sociale, dove si beve all’aperto e si passa da un locale all’altro. Qui si concentra una nightlife spontanea e internazionale, meno elegante di altre zone ma più autentica e libera, tra energia continua e atmosfera festiva fino a notte fonda. In passato era uno dei principali quartieri a luci rosse della città: la vicinanza al porto lo rendeva un punto di ritrovo per marinai, locali notturni, bordelli e taverne, con un’atmosfera cruda e popolare, lontana dall’eleganza del centro. Simbolo di quell’epoca è la cosiddetta “Pensão do Amor”, oggi trasformata in locale culturale e bar, ma un tempo bordello. Gli interni conservano ancora richiami sensuali e decorazioni evocative, a testimonianza di un passato legato al desiderio, alla trasgressione e alla vita notturna più nascosta. La rinascita del quartiere ha mantenuto tracce di questa identità, trasformandola però in un elemento estetico e narrativo: da zona marginale a spazio creativo e libero, senza perdere del tutto la sua anima originaria.

Tram 28

Il Tram 28 Lisbon di Lisbona è molto più di un semplice mezzo di trasporto: è un percorso continuo dentro la città, quasi un racconto in movimento che collega il capolinea di Martim Moniz a quello di Campo de Ourique (Prazeres), attraversando alcuni dei quartieri più autentici e complessi dal punto di vista urbano. Partendo da Martim Moniz, il tram si arrampica subito verso Graça, offrendo scorci panoramici e un’atmosfera più popolare, per poi entrare nel cuore di Alfama, dove passa tra vicoli strettissimi, case ravvicinate e curve così strette da sembrare impossibili per un mezzo su rotaia; qui si incontrano fermate simboliche come Portas do Sol e la Sé, la cattedrale, prima di scendere verso la Baixa attraverso Rua da Conceição, entrando nella parte più ordinata e commerciale della città. Proseguendo, il tram risale verso Chiado e Camões, zona culturale e letteraria, per poi attraversare Estrela, più elegante e tranquilla, fino a raggiungere il capolinea di Prazeres, in un’area residenziale lontana dal turismo più intenso. L’intero tragitto è caratterizzato da salite, discese e cambi di prospettiva continui, con viste che si aprono improvvisamente sui tetti, sui miradouros e sulla vita quotidiana dei quartieri, rendendo il viaggio unico e immersivo.

Si prende idealmente da Martim Moniz, dove è più facile trovare posto a sedere e godersi il percorso completo, mentre lungo il tragitto – ad esempio a Chiado – è spesso già pieno; è consigliato salirci al mattino presto o nel tardo pomeriggio per evitare l’affollamento. Il suo valore sta proprio nella capacità di condensare in un unico percorso l’identità stratificata di Lisbona, tra storia, paesaggio e vita urbana.

Sintra

È difficile inserire Sintra tra le cose da fare a Lisbona perché, salvo che non si è di quei turisti da file lunghe, il posto pullula più di Fontana di Trevi. È tutta una fila il simbolico e iconico Palàcio da Pena, un castello romantico situato sulle colline di Sintra, famoso per i suoi colori vivaci e l’architettura fiabesca. Costruito nell’Ottocento, domina il paesaggio con viste panoramiche sull’oceano e sulla foresta, e con la fila, che inizia da subito e, dopo un lungo tratto in (molta) salita nella foresta, riprende senza interruzione fino alla fine della visita. Il Palàcio si potrà vedere solo così: incollati. Lo stesso vale per il centro di Sintra, non quello “vero” (che è poco prima del Pàlacio) ma quello “finto” (Rua das Padarias), cui si arriva camminando dieci minuti dalla stazione: solo turisti, locali con menu in inglese e file anche lì per visitare lo stretto (e carino) paesino. Si sta in fila per i vicoli. E ciò accade anche per la Quinta da Regaleira, tenuta storica famosa per i suoi giardini scenografici. È meno dominante l’effetto turista perché più che un semplice palazzo, è un percorso tra grotte, tunnel sotterranei e il celebre pozzo iniziatico a spirale, legato a significati esoterici. Un suggerimento: Uber ad andare da casa alla stazione (quella di Rossio), biglietto del treno, e Uber per arrivare al Pàlacio da Pena – tutto questo (stressante) tragitto lo si paga quanto un Uber da sotto casa a Lisbona sino al Palàcio. Ossia conviene Uber, andata e ritorno. Metto Sintra alla fine dell’articolo perché la consiglio ma, anche, la sconsiglio. Potrebbe essere deludente e sfiancante, mentre Lisbona con noi era stata molto buona.

Romina Ciuffa

Romina Ciuffa

Romina Ciuffa è direttore di Specchio Economico dal 2016.

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