Secondo un’indagine condotta da Zety, piattaforma internazionale di consulenza per la carriera, il 38% dei lavoratori non denuncerebbe un episodio di molestia sessuale, mentre tra le donne la percentuale salirebbe al 44%. Il rapporto, che ha coinvolto quasi mille persone, rivela un quadro di diffusa sfiducia nei meccanismi interni di tutela e nella capacità delle risorse umane di intervenire con efficacia. Per una lettura completa: https://zety.it/blog/rapporto-sulle-relazioni-tra-hr-e-lavoratori.
Non si tratta solo di molestie: il 43% degli intervistati ammette che eviterebbe di segnalare anche casi di discriminazione, e il 42% preferirebbe non denunciare neppure quando assiste a comportamenti inappropriati verso altri colleghi. Alla base di questa reticenza ci sarebbero la paura di ripercussioni, il timore di essere giudicati o la convinzione che la denuncia resterebbe senza esito.
Il paradosso, spiega il rapporto, è che gli stessi dipendenti si mostrano più pronti a segnalare questioni di ordine pratico: oltre il 60% direbbe alle HR di episodi di furto, frode, vandalismo o assenteismo, mentre solo poco più della metà si rivolgerebbe all’ufficio personale per parlare di un disagio personale o di un conflitto interno.
In particolare:
● Il 65% denuncerebbe casi di furto di beni aziendali da parte dei colleghi.
● Il 62% denuncerebbe colleghi che evitano di lavorare.
● Il 62% denuncerebbe minacce o violenze fisiche tra colleghi.
● Il 62% riporterebbe atti di vandalismo.
● Il 61% esporrebbe casi di frode.
● Il 60% segnalerebbe colleghi che indossano abiti inappropriati.
● Il 60% riporterebbe colleghi che gestiscono questioni private durante l’orario di lavoro.
● Il 58% segnalerebbe colleghi che si presentano ubriachi o sotto l’effetto di stupefacenti.
Nonostante ciò, quasi la metà dei lavoratori (48%) considera le risorse umane il primo punto di riferimento in caso di problemi sul posto di lavoro, più dei manager o dei colleghi. Tuttavia, meno di uno su due descrive le proprie esperienze con le HR come “positive”, segno di un rapporto ancora fragile, spesso influenzato dalla percezione di distanza o scarsa trasparenza. Solo un quarto (26%) si rivolge al proprio manager o capo,
mentre un’altra parte uguale (26%) preferisce chiedere consiglio a un collega.
I lavoratori cercano inoltre consigli dalle HR quando hanno difficoltà a interpretare procedure
aziendali complesse (26%), vengono esclusi da una promozione (25%), o hanno problemi di
gestione del team (21%). Altre occasioni in cui si rivolgono alle risorse umane includono:
● Supporto per questioni personali (20%)
● Problemi di salute e benessere (20%)
● Difficoltà con i collaboratori diretti (20%)
● Cambiamenti nella cultura aziendale (19%)
● Consigli per lo sviluppo professionale (19%)
● Richiesta di migliori attrezzature d’ufficio (18%)
● Consulenza legale (18%)
● Questioni relative a stipendi e benefit (18%)
● Mentorship o coaching (16%)
Secondo gli autori dello studio, il quadro evidenzia la necessità di rafforzare la fiducia tra dipendenti e uffici HR, creando canali sicuri e riservati di segnalazione, ma anche promuovendo una cultura aziendale basata sull’ascolto e sul rispetto. «Le aziende devono garantire spazi in cui ogni persona si senta libera di parlare – sottolineano gli esperti di Zety – perché solo così un’organizzazione può davvero definirsi sana».