Nasce Lavormare, il nuovo hub dell’industria marittima e navale: così la blue economy avrà la propria spiaggia, nel primo luogo formale in cui il mare confluirà.
L’Italia inaugura un nuovo spazio dedicato al futuro dell’economia del mare: nel 2026 debutta LavorMare, iniziativa nazionale pensata per orientare e formare le nuove generazioni interessate a costruire una carriera nell’industria marittima, navale e nella vasta galassia della blue economy. Un settore che, pur essendo strategico per il Paese, soffre una crescente carenza di personale qualificato, dagli ufficiali di bordo ai tecnici cantieristici, dagli ingegneri navali agli addetti dei porti, fino agli specialisti delle attività offshore e subacquee.
L’evento, ideato dal consulente e imprenditore Luciano Castro, nasce proprio per colmare questo divario, offrendo ai giovani un’occasione unica di incontro diretto con professionisti, imprese, enti formativi e strutture marittime. «Le aziende del comparto sono alla ricerca continua di nuovi tecnici e professionisti per sostenere la crescita del settore», spiega Castro. «Le stime confermano un fabbisogno di migliaia di figure – ufficiali, comandanti, direttori di macchina, manutentori, personale di bordo e di terra – oggi e nei prossimi anni. È un orizzonte occupazionale in forte espansione e rappresenta un’opportunità concreta per le nuove generazioni».
Organizzato dall’associazione Ifimedia e dalla società Mediarkè, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria industriale, Elettronica e Meccanica (DIIEM) dell’Università Roma Tre, LavorMare avrà cadenza annuale e vedrà la sua prima edizione il 24 e 25 febbraio 2026 presso il Polo di Ostia dell’Università Roma Tre. Una sede strategica, recentemente ristrutturata e affacciata sul lungomare, dotata di aule moderne e ampi spazi che dialogano naturalmente con la vocazione marittima del territorio. Ostia, con il suo porto turistico da 833 posti e la vicinanza al grande scalo di Civitavecchia, diventa così il punto d’incontro tra formazione accademica e industria marittima.
Al centro dell’evento sarà un programma ricco e multidisciplinare: convegni e conferenze tenuti da manager, capitani, ingegneri ed esperti dei diversi comparti della blue economy. Dai cantieri navali alle crociere, dal trasporto passeggeri alla logistica portuale, dalle piattaforme offshore agli impianti eolici marini, ogni settore sarà rappresentato con l’obiettivo di spiegare ai giovani i percorsi formativi, le competenze richieste e le reali prospettive di carriera.
Accanto ai convegni, LavorMare offrirà un’ampia area espositiva con desk di scuole nautiche, accademie, compagnie di navigazione, società cantieristiche, associazioni e istituzioni, creando un ecosistema dove domanda e offerta di competenze possano finalmente incontrarsi. Non mancheranno mostre tematiche dedicate al mondo marino, pensate per avvicinare i partecipanti alla dimensione culturale e tecnologica dell’economia del mare.
LavorMare si propone quindi come un vero hub nazionale per i futuri professionisti del mare, un’infrastruttura culturale e formativa che risponde a un’esigenza strutturale del Paese: costruire nuove competenze per un settore che rappresenta una delle colonne portanti dell’economia italiana, ma che senza un adeguato ricambio generazionale rischia di rallentare il proprio sviluppo.
Con questa iniziativa, l’Italia mette a sistema formazione, industria e innovazione marittima, inaugurando un percorso che guarda al 2030 e oltre. LavorMare non è soltanto un evento, ma l’inizio di una strategia per restituire centralità al mare come motore economico, professionale e tecnologico del Paese.