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Chiara Coricelli: con il nostro olio d’oliva eccellenza e qualità sulle tavole di tutto il mondo

Era il 1939 quando l’olio extra vergine di oliva Pietro Coricelli faceva il proprio debutto sulle tavole italiane, a Spoleto, nel cuore dell’Umbria. Una passione per i sapori più genuini tramandata di generazione in generazione che ha visto sempre coinvolti i membri della famiglia, fianco a fianco, nella gestione dell’azienda.

Oggi la Pietro Coricelli, tra le più grandi aziende olearie in Europa, esporta in oltre 110 Paesi del mondo, rappresentando così uno dei marchi italiani più distribuiti a livello globale. Ne parla a Specchio Economico il direttore commerciale dell’azienda, Chiara Coricelli: terminati gli studi superiori si è trasferita a Roma, dove si è laureata alla Sapienza in Comunicazione d’impresa. Dopo un’esperienza lavorativa negli Stati Uniti, è rientrata in Italia e insieme ai fratelli ha seguito personalmente la gestione dell’azienda di famiglia. L’obiettivo ha portato i suoi frutti, dando una spinta internazionale all’azienda con i prodotti Coricelli presenti sulle tavole di tutto il mondo.
Domanda. In che modo l’azienda Pietro Coricelli si impegna a portare sulla tavola tutta la qualità e la sicurezza dell’olio d’oliva fin dal 1939? In che modo fa conoscere e apprezzare i suoi prodotti e i sapori della cucina mediterranea nel mondo?
Risposta. Da oltre 70 anni ci impegniamo a portare sulla tavola tutta la sicurezza e la qualità dei nostri prodotti a marchio grazie a una tradizione mai interrotta, fatta di aromi e sapori intensi, ma anche di grande competenza e professionalità che nostro nonno Pietro ci ha insegnato. La nostra mission è far conoscere e far apprezzare l’olio d’oliva e i sapori della cucina mediterranea nel mondo; siamo da sempre attenti a garantire l’eccellenza dei nostri processi, prodotti e servizi, adottando i più importanti standard di qualità applicabili alle aziende alimentari. Inoltre per salvaguardare il territorio, insieme alle tradizioni, operiamo nel rispetto dell’ambiente e della comunità in un’ottica di crescita sostenibile; infatti siamo la prima azienda olearia italiana ad aver messo in campo sin dal 2010 un progetto di responsabilità sociale e ambientale finalizzato alla riduzione delle emissioni di CO2 nei propri stabilimenti. Facendo parte della terza generazione, abbiamo seguito il «percorso» filosofico di nostro nonno ma incrementando e implementando il suo pensiero con un’innovazione dei prodotti caratterizzata sia dall’evoluzione verso il futuro, sia verso nuovi mercati.
D. Dalla raccolta delle olive all’imbottigliamento dell’olio: in che cosa consiste la vostra filosofia e il vostro processo produttiva?
R. All’interno del nostro stabilimento di Spoleto è possibile assistere all’intero ciclo produttivo dell’olio dove tecnologia, competenza, rispetto della tradizione e passione per la qualità sono indissolubilmente legate. Il frantoio si avvale della più moderna tecnologia di estrazione grazie alla quale si ottiene un olio estratto a freddo di altissima qualità. La Pietro Coricelli dispone di un vasto parco serbatoi che assicura un idoneo stoccaggio alla materia prima, conservandola al riparo da luce e calore, un’area per la filtrazione e brillantatura degli oli grezzi, un reparto confezionamento con linee di imbottigliamento dedicate e tecnologicamente avanzate, nonché efficienti sistemi di ispezione del processo e dei contenitori. Dedichiamo la massima attenzione e cura alla qualità, come attestato dai controlli effettuati lungo tutto il processo: dalle materie prime in ingresso, sino alla spedizione del prodotto finito. L’azienda dispone di un moderno laboratorio chimico in grado di svolgere con competenza sia analisi di routine per la verifica dei parametri legali, sia per lo sviluppo di nuovi metodi di analisi. Un team professionale specializzato garantisce l’efficienza di tutto il processo di controllo; tali competenze sono altresì confermate da varie certificazioni di conformità a diversi standard di qualità internazionalmente riconosciuti.
D. Quali sono i vostri punti di forza e le peculiarità in un mercato agguerrito come quello dell’olio di oliva?
R. La nostra base è in Umbria ma la vocazione dell’azienda è internazionale e per essere competitivi dobbiamo offrire il meglio che c’è sul mercato. Essendo il nostro oliveto sulle colline umbre una  risorsa produttiva limitata, ci affidiamo a fornitori selezionati nel bacino del Mediterraneo come Spagna (Paese primario in termini di produzione), e Grecia (volumi più ridotti ma di alto valore qualitativo). Essendo noi sostanzialmente un’industria, naturalmente acquistiamo la materia prima anche e soprattutto nel nostro Paese, in quelle produzioni del Sud che sono di elevato valore qualitativo come in Puglia, in Sicilia e in Calabria. Per noi la grande forza è quella di saper selezionare le materie prime in maniera eccellente, andando a scegliere le qualità migliori nelle diverse regioni in Italia e in Europa, e saperle «miscelare» dando così vita a un prodotto unico, anche per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo. E proprio questa diversificazione territoriale del business, fortemente voluta e perseguita dall’azienda negli ultimi anni, è divenuta il punto di forza che ha messo la Pietro Coricelli al riparo dalla crisi del mercato interno italiano, aprendola a quelle aree del globo che continuano a crescere e scoprono con entusiasmo i migliori prodotti della tradizione italiana.
D. Da quale gamma di prodotti è composta la linea Pietro Coricelli?
R. Una vasta gamma di oli di oliva per tutte le esigenze, nuovi prodotti e sapori che raccontano la continua innovazione e dinamicità dell’azienda:
t«classico extra vergine di oliva», il prodotto di base e più promozionale della grande distribuzione organizzata, incarna tutti i valori della nostra famiglia; il sapore equilibrato e intenso, il gusto pieno e armonioso, lo rendono protagonista della tavola in Italia e nel mondo e adatto per tutti gli usi in cucina;
tl’extravergine «Còlto», come il frutto alla base del prodotto, che lo connota con un fruttato maturo, rotondo e amabile; è il frutto del nostro sapere, racchiude ciò che da ormai tre generazioni si tramanda nella nostra famiglia: olio la cui fragranza è legata alla conoscenza del prodotto;
tl’olio extra vergine di oliva «100% italiano», risultato di una sapiente selezione dei migliori oli extra vergine di oliva derivanti da olive coltivate e frante in Italia; quest’olio presenta un’intensa nota aromatica di oliva che conferisce una piacevole nota gustativa dal leggero retrogusto piccante;
tla linea oli di Semi VeganOk: riso e vinacciolo;
tl’olio extra vergine di oliva biologico e VeganOk, una linea composta da un olio extra vergine di oliva altamente pregiato che produciamo con grande cura e passione. Dai terreni alle coltivazioni, dai sistemi di raccolta all’estrazione in frantoio, tutto avviene nel rispetto dei principi dell’agricoltura biologica e dell’eccellenza nella qualità. Dal profumo fruttato fresco, ha un gusto rotondo e deciso, con una leggera nota piccante;
tla linea di oli speciali «Ethnos» dedicata ai palati gourmand, a chi va alla ricerca dei migliori abbinamenti di gusti e profumi, ispirandosi alle tradizioni culinarie di tutto il mondo. Otto oli ricercati (argan, avocado, sesamo, noce, zucca, canapa, pistacchio, cocco) di sola spremitura per conservarne tutta l’integrità e il sapore, che offrono a tutti una nuova esperienza nel gusto, ricca e ricercata. Ideali per completare il profilo di ricette creative dove l’olio non è solo un ingrediente, ma il vero protagonista;
tInfine, al latere di tutto questo, c’è anche una linea di oli aromatizzati extra vergine di oliva delle migliori qualità, aromatizzati con pregiate erbe e spezie dal mondo. L’olio extra vergine d’oliva aromatizzato si rivela essere indispensabile per una cucina creativa: un ingrediente rivolto agli intenditori, a chi vuole avere il meglio e un gusto speciale. Accanto ai gusti tradizionali, è un modo per scoprire la nuova linea di sapori per aggiungere un tocco di fantasia in più in cucina.
D. Qualche dato: fatturato 2016, stabilimenti produttivi, numero di dipendenti, esportazione all’estero, mercati di riferimento.
R. Il nostro cuore batte a Spoleto, dove si trova l’Oliveto del Barbarossa, il tradizionale bacino di approvvigionamento della famiglia, al quale, negli ultimi anni, è stato aggiunto un moderno oliveto intensivo, distribuito su 98 ettari con 130 mila piante. L’impianto è situato proprio attorno allo stabilimento dell’azienda dove lavorano 75 dipendenti. Da qui partono ogni giorno centinaia di migliaia di litri di olio che vanno negli Stati Uniti, Canada, Giappone, Brasile, Cina, Hong Kong, Taiwan, India, Sudafrica, Belgio, Germania. Nel 2016 abbiamo fatturato 120 milioni di euro, il 60 per cento in export e il restante 40 per cento nel mercato nazionale; 30 milioni di litri di olio venduti nel 2016 segnano un incremento del 4 per cento rispetto al 2015 a livello internazionale e un +20 per cento solo in Italia. Il nostro intento è diffondere la cultura dell’olio in Italia e in tutto il mondo, trasmettendo la tradizione che c’è dietro, ma anche l’innovazione e la ricerca con cui fare vincere la cultura alimentare mediterranea in tavola. Uno dei nostri punti di forza è il costante investimento in ricerca e sviluppo, grazie al quale abbiamo migliorato le infrastrutture e le strumentazioni.
D. Per identificare un buon olio extra vergine di oliva, cosa deve essere scritto sull’etichetta del prodotto?
R. L’etichetta dell’olio di oliva racchiude la storia del prodotto e rappresenta il «biglietto da visita» presentato al consumatore finale, e deve quindi fornire le necessarie informazioni per comprendere l’identità del prodotto, il suo livello di qualità e le indicazioni sulla provenienza dell’olio. L’etichetta deve menzionare con altezza di carattere previsto dalla normativa di almeno due millimetri l’origine del prodotto, e questa è una caratteristica che purtroppo il consumatore tende a non guardare, sia perché la normativa viene scritta in angoli seminascosti dell’etichetta, sia perché c’è ancora una scarsa attenzione alla lettura dell’etichetta dei prodotti in generale. L’Italia per sua natura è un Paese importatore di olio; compriamo olio dai Paesi europei ed extra-europei e poi lo confezioniamo e lo mettiamo sul mercato come «blend», ovvero come miscele di oli. Per esempio il 2015, anno in cui la disponibilità di materia prima nazionale ha scarseggiato, c’è stato un ampio ricorrere a risorse provenienti dalla Tunisia; per una scelta di politica interna noi abbiamo deciso di non farlo, ma l’importante è saper scegliere accuratamente i fornitori.
D. Quali sono le regole da seguire per acquistare un olio extravergine di qualità? I consumatori italiani sono informati sulle diverse caratteristiche dell’olio d’oliva o è sempre il prezzo a giocare il ruolo primario negli acquisti? Può essere il prezzo un indicatore della qualità del prodotto?
R. L’olio, come tutti i prodotti, non è uno solo e non ha una fascia di prezzo sola. Come per il vino, anche per l’olio si va da quello di medio-bassa qualità fino al D.O.P. Ogni tipologia ha il suo prezzo, ed è il consumatore che deve informarsi e capire quanto è disposto a pagare per un determinato prodotto e per la sua destinazione d’uso. Il prezzo non è sempre determinante per la qualità del prodotto poiché viene spesso usato come driver dalla grande distribuzione per attirare consumatori con le attività promozionali. Quello che il consumatore dovrebbe fare è imparare a conoscere il prodotto in maniera diversa, sperimentare, curiosare; infatti proprio negli ultimi anni si sta assistendo a una fase di conoscenza e di «miglioramento» da parte del consumatore a categorie più elevate e diversificate di prodotto, dove il prezzo non è più il driver esclusivo nella scelta.
D. Come l’Unione europea tutela il mercato italiano? Quali sono i passi che il Governo italiano sta portando avanti per la sicurezza alimentare e per la tutela delle produzioni tipiche del nostro Paese?
R. Il Governo italiano sta lavorando nella protezione e tutela della produzione nazionale, anche se il problema di fondo è che la nosta produzione è molto scarsa. La vera tutela sarebbe quella di investire in agricoltura e far sì che quelle 200-250 mila tonnellate all’anno raddoppino e triplichino; non è stata fatta una vera attività di formazione sull’olio extravergine, e questo sarebbe un compito molto importante da fare, al contrario della Spagna che investe milioni di euro in campagne promozionali.
D. Quali altri provvedimenti normativi sarebbero urgenti per migliorare la qualità degli oli extra vergini in commercio?
R. La tutela degli standard con cui mettere in commercio il prodotto; oggi c’è ancora tanta confusione sull’olio, l’olio è un prodotto vivo, non scade ma si altera nel tempo, e oggi non c’è una normativa precisa se non per macroregole del profilo chimico e fisico ben preciso, mentre sul profilo di gusto è ancora molto vaga perché si basa su test soggettivi. Quindi bisognerebbe trovare il modo per avere dei parametri certi a tutela sia del consumatore che del produttore.
D. Gli uliveti e i terreni dai quali nasce l’olio che le aziende producono e commercializzano sono parte integrante del territorio italiano. Quali valori legati all’ambiente e al suo patrimonio naturale, storico e culturale è in grado di veicolare un vostro prodotto?
R. Il nostro prodotto è il più naturale che esista nel senso che viene fuori da un frutto che si spreme; nel nostro caso racconta le radici e la storia della nostra famiglia, ed è questo che nel mondo viene apprezzato, il fatto di avere una storia che da tre generazioni si lega alla terra e a un prodotto naturale che fa di tutto non solo per mantenerlo tale, ma cerca di portarlo nel mondo proprio a testimonianza della validità dello stesso. Condividere l’amore e la passione per l’olio extravergine di oliva, offrendo un prodotto di qualità superiore e dal gusto inconfondibile uguale nel tempo, convinti che le cose buone siano le uniche che si distinguono e rimangono.
D. L’azienda si conferma anche quest’anno tra i protagonisti in veste di sponsor ufficiale dell’Umbria Jazz 2017 in programma dal 7 al 16 luglio. Ci può parlare di questa iniziativa?
R. Anche quest’anno abbiamo deciso di sposare la manifestazione divenendo sponsor ufficiale e dando vita al «Pietro Coricelli Jazz Club», una sorta di bottega del gusto dove si terranno esibizioni live di musica jazz in orario aperitivo. Un incontro innovativo tra musica e tradizione olearia mediterranea, all’insegna del piacere di scambiarsi esperienze e culture diverse. Siamo felici di dare anche quest’anno il nostro contributo ad uno degli appuntamenti più attesi del panorama musicale italiano. L’Umbria è una regione ricca di preziose risorse, come l’olio ed altri frutti della terra, ma ha saputo anche farsi conoscere nel mondo con forme d’arte capaci di coinvolgere milioni di persone, come la musica, grazie all’Umbria Jazz. Ecco perché ci è sembrato naturale partecipare all’evento firmando anche uno spazio in cui cibo e musica potranno unirsi all’insegna della convivialità tutta italiana in un’atmosfera internazionale. Tra i nostri valori spiccano innovazione e tradizione, valori che indubbiamente rivivono nell’Umbria Jazz, e nella Pietro Coricelli.                 

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