IL SINDACO GUALTIERI RISPONDE A CARLO CALENDA SU ROMA

Il partito “Azione”, di orientamento centrista e liberale, guidato da Carlo Calenda, nell’incontro “Idee per Roma” tenutosi presso il Teatro Rossini il primo dicembre 2025, ha chiesto al sindaco capitolino Roberto Gualtieri di dare risposte su dieci punti: 1 Energia e rifiuti (termovorizzazione, riduzione e Tari); 2 Sicurezza urbana (vigili di prossimità, illuminazione di Roma); 3 Mobilità (cura del ferro, Bus Rapid Transit); 4 Giovani (housing sociale, metro aperte la notte); 5 Città bene comune (decoro, osservatorio salute urbana, abbattimento barriere architettoniche); 6 Sicurezza stradale (prevenzione, strade scolastiche); 7 Scuola (mettere in sicurezza tutte le scuole); 8 Ambiente (tutela del verde, parchi sicuri); 9 Periferie, litorale (spazi pubblici, aumento dei servizi); 10 Cultura (spazi culturali, cinema).

Il sindaco ha aperto il suo intervento ringraziando Azione e Carlo Calenda per il confronto “sempre basato sul merito”. Ha sottolineato che, nel corso del mandato, l’opposizione di Azione è stata spesso “partecipata e costruttiva”, con critiche e condivisioni espresse in modo corretto e con l’obiettivo di migliorare la città. Secondo Gualtieri, questo incontro consente non solo di fare un bilancio di quanto fatto, ma anche di definire un percorso di dialogo e collaborazione futura, partendo dalle proposte concrete presentate da Azione, che in molti casi – sostiene – sono coerenti con l’impostazione del lavoro portato avanti dalla sua giunta (in linea generale, infatti, risponde non contrastandone i punti, e specifica invece di essere di certo contrario a uno in particolare, relativo alla proposta di eliminare i concerti al Circo Massimo). Il sindaco di Roma ha risposto così:

Gualtieri ha affrontato il tema del termovalorizzatore, spiegando che la sua posizione è cambiata rispetto alla campagna elettorale: una volta diventato sindaco, avendo accesso ai dati completi, si è reso conto che Roma produce ogni anno 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti, con oltre 1 milione di indifferenziato. Anche raggiungendo gli obiettivi europei più ambiziosi di riciclo, resteranno comunque circa 600.000 tonnellate di rifiuti non riciclabili.

Per questo il Comune ha deciso di costruire un termovalorizzatore dimensionato sulla produzione futura, quando il riciclo sarà più alto e realizzare due biodigestori per la frazione organica, così da trasformare l’umido in compost e biometano anziché inviarlo fuori regione a costi altissimi. Il sindaco ribadisce che il termovalorizzatore non sostituirà la differenziata, ma sarà comunque parte del modello europeo: riduzione, riuso, riciclo e recupero energetico solo per la parte residua.

Sulla Tari, Gualtieri ha ricordato il forte recupero dell’evasione — da 651 a 827 milioni di euro — che ha permesso di migliorare i servizi. I risparmi generati dalla nuova impiantistica saranno destinati in parte alla riduzione della Tari, in parte al potenziamento della pulizia cittadina.

“Roma è più pulita di prima, ma vogliamo fare molto di più”, ha dichiarato.

Il sindaco ha ricordato il potenziamento della Polizia Locale, che negli ultimi anni era scesa ai minimi storici. Sono stati assunti 1.300 nuovi agenti, che diventeranno 1.800 con i nuovi ingressi. L’obiettivo è avere più agenti giovani e presenti in strada, condizione indispensabile durante un anno impegnativo come quello del Giubileo. Inoltre, grazie agli investimenti sulla rete 5G, Roma disporrà di un numero molto più ampio di telecamere, collegate a sistemi di analisi in tempo reale, che permetteranno interventi più rapidi ed efficaci.

Parallelamente, è in corso un grande lavoro di riqualificazione dei quartieri più difficili, come Tor Bella Monaca, Corviale e Quarticciolo, attraverso interventi strutturali e sociali.

Gualtieri ha poi chiesto al Governo più risorse per il presidio notturno delle Forze dell’Ordine statali: “Di giorno il livello è buono, ma di notte servono fondi per gli straordinari. È una misura semplice ma molto efficace”.

Dal 2013, a causa di un contenzioso, Roma non aveva più fatto investimenti significativi sull’illuminazione, limitandosi alle riparazioni. La città è risultata quindi più buia, anche per effetto dei nuovi led con fasci più diretti. Ora è stato sbloccato un piano da 60 milioni per potenziare i punti luce, illuminare meglio le strade e valorizzare monumenti anche in periferia.

“Portare la luce è fondamentale: nei prossimi due anni si vedrà un cambiamento evidente”, ha assicurato il sindaco.

La mobilità, per Gualtieri, si fonda sulla cura del ferro: nuove metropolitane, potenziamento delle ferrovie urbane e trasformazione delle ferrovie locali in metro di superficie grazie a innovazioni tecnologiche. Il sindaco ha criticato l’ipotesi di tagliare 50 milioni di fondi, ricordando che un intervento così piccolo rischia di bloccare progetti da oltre un miliardo di euro. Ha poi spiegato che il trasporto pubblico locale può funzionare solo grazie a finanziamenti pubblici, perché le tariffe coprono meno di un terzo dei costi.

La Giunta ha trasformato il mobility sharing (bici, monopattini, car sharing) da servizio accessorio a parte della rete di trasporto con mezzi più diffusi anche fuori dal centro ed intermodalità (sharing + ferro) per collegare i quartieri lontani dalle metro.

Sul tema della metro di notte, Il sindaco definisce l’apertura notturna della metro “un sogno molto bello”, ma oggi economicamente insostenibile. Apre però alla possibilità di ridurre gli abbonamenti per i residenti ed aumentare le tariffe per i turisti, come avviene in molte capitali europee.

Il tema della casa è definito da Gualtieri “il grande pilastro mancante del welfare italiano”.
Il sindaco ricorda che scuola, sanità e pensioni hanno continuato a esistere come politiche pubbliche, mentre la casa è stata quasi abbandonata. Per questo Roma sta puntando su un grande programma di housing sociale per giovani e ceti medi e la partecipazione alla rete europea “Mayors for Housing”, promossa insieme ad altre città come Barcellona, per ottenere politiche nazionali e comunitarie sull’abitare.

Sul tema del decoro, Gualtieri ha ricordato il lavoro dell’Osservatorio per la salute urbana e l’introduzione di un nuovo regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione. Il sindaco sottolinea che servono interventi di manutenzione strutturale e interventi rapidi in emergenza, ma serve anche la partecipazione dei cittadini, perché il decoro “non è solo estetica, è senso di comunità”.

Secondo Gualtieri, la teoria della “finestra rotta” si applica perfettamente: luoghi curati generano cura; luoghi trascurati attirano degrado.

Gualtieri ammette che, nonostante un lieve miglioramento, il numero di incidenti gravi e mortali non cala abbastanza. Denuncia che installare autovelox in Italia è complicatissimo, quasi “più difficile che costruire un termovalorizzatore”, perché basta un errore formale per annullare le sanzioni. Gli autovelox, ribadisce, non servono a fare cassa, ma a salvare vite.

Sulle strade scolastiche, il sindaco ricorda anche il progetto che prevede chiusura o limitazione del traffico nelle vie davanti alle scuole negli orari di entrata e uscita; maggiore sicurezza per bambini e famiglie; riduzione dell’inquinamento nelle aree scolastiche. L’obiettivo è estendere progressivamente il modello a tutte le scuole.

Il sindaco ha riaffermato l’impegno del Comune a mettere in sicurezza tutte le scuole di Roma, molte delle quali necessitano di adeguamento antisismico, rifacimento degli impianti, manutenzione straordinaria. La scuola deve essere un luogo sicuro, moderno e accogliente, parte integrante della qualità della vita nei quartieri.

Gualtieri ricorda la necessità di tutelare il verde pubblico con più manutenzione, nuove piantumazioni, riqualificazione delle grandi ville storiche, parchi più sicuri. “Roma deve tornare a essere una capitale del verde, non solo a parole”, afferma.

Parlando del litorale, Gualtieri ricorda che Roma ha finalmente emesso bandi per le concessioni balneari: un atto considerato a lungo “impossibile” e potenzialmente conflittuale. Sono arrivati circa 2.000 ricorsi, ma il Comune li ha vinti grazie al primato del diritto europeo. Il Comune ha introdotto anche una royalty perché i canoni pagati finora erano “scandalosamente bassi”.

Il sindaco sostiene che: il mare di Roma è una risorsa straordinaria, è pulito ma non ancora valorizzato come in una capitale europea e deve diventare un luogo vitale e frequentato. Ricorda inoltre il progetto di rifacimento del lungomare, realizzato dagli stessi progettisti del waterfront di Rimini, come una grande occasione di rilancio. Ha anche aggiunto che molti non sanno che Roma è una città di mare.

Sulla cultura, Gualtieri esprime dissenso rispetto alla proposta di eliminare i concerti al Circo Massimo. Pur condividendo l’importanza della tutela del sito, ritiene che il Circo Massimo sia un luogo straordinario per ospitare eventi, serva attenzione nel numero e nel tipo di concerti, ma vietarli sarebbe un errore. “È uno spazio pubblico da millenni – dice – e deve continuare a esserlo”.

Gualtieri chiude sottolineando che la strada per affrontare le sfide della città è ascoltarsi, collaborare, essere responsabili e concreti, lavorare insieme per “fare meglio e di più” per Roma. “Questo dialogo con Azione parte con il piede giusto. Il sindaco è qui e sarà sempre un interlocutore attento e disponibile quando l’approccio sarà costruttivo e utile alla città”.

Carlo Calenda ha aperto sottolineando che la battaglia politica di Azione «non riguarda solo Roma», ma coinvolge tutto il Mezzogiorno, «dove ci sono undici grandi aree metropolitane che richiedono un impegno coerente». L’obiettivo dell’incontro con il sindaco Gualtieri era verificare «nel merito, punto per punto», il grado di sintonia tra una forza politica costruttiva e l’amministrazione capitolina.

Calenda ha dichiarato di aver visto «un buon grado di sintonia» nelle parole espresse dall’amministrazione e ha ricordato che, al secondo turno delle elezioni comunali, Azione aveva indicato di votare Gualtieri «perché l’alternativa era fantascienza» e perché conosceva bene il lavoro svolto durante il governo Draghi, in particolare sulla vicenda MPS: «Ci dissero che eravamo a favore delle banche — oggi le vendono e vanno pure oltre. Senza quel Governo, MPS non starebbe in piedi e migliaia di persone sarebbero rimaste per strada».

Guardando al futuro, Calenda ha ribadito che le scelte di Azione, in vista delle prossime elezioni, saranno basate esclusivamente «sul merito del programma e sulla valutazione del lavoro fatto». Qualunque decisione verrà presa, ha assicurato che Azione manterrà la propria identità.

Pur rimanendo formalmente all’opposizione, il Segretario ha precisato che l’opposizione non deve mai essere pregiudiziale: «Saremo sempre costruttivi. Ogni volta che ci saranno proposte utili per la città, noi ci saremo». Sul governo nazionale, però, Calenda riconosce «meno sintonia», ricordando che il compito di un partito responsabile è «ragionare sempre nell’interesse nazionale, a qualsiasi livello: municipio, Comune o Parlamento».

Nella parte più politica del suo intervento, Calenda ha evidenziato che Roma è in una fase in cui «vi sono ancora un sacco di cose da rimettere a posto». Ha definito «assurdo» che grandi manifestazioni internazionali non vengano organizzate stabilmente nella Capitale, pur riconoscendo che non tutto dipende dal Campidoglio. Ha insistito sulla necessità di completare le infrastrutture, anche affrontando l’impopolarità: «Bisogna arrivare alla fine dei cantieri, che saranno lunghissimi e faticosi». Solo dopo, ha aggiunto, si potrà discutere di ciò che Roma potrà fare «oltre la fase emergenziale», che oggi «è stata troppo spesso devastante per la città».

Calenda ha concluso dicendosi «molto contento del lavoro che Azione sta facendo a livello romano» e ha definito l’incontro «un vero cantiere di lavoro comune». Riferendosi al rapporto personale e istituzionale con Gualtieri, ha affermato: «Anche con idee diverse, quando si lavora con serietà e rispetto istituzionale, un’intesa si trova sempre».

di ROMINA CIUFFA

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