I campioni di ghiaccio prelevati da Col du Dôme (Monte Bianco, Francia) nel 2016 e dal Grand Combin (Svizzera) nel 2025 e depositati a -52° nella grotta inaugurata in Antartide
“Un ponte attraverso il tempo”, così sono stati definiti i campioni di ghiaccio prelevati da Col du Dôme (Monte Bianco, Francia) nel 2016 e dal Grand Combin (Svizzera) nel 2025 e depositati a -52°C nella grotta inaugurata il 14 gennaio in Antartide: è il progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con Cnrs (Centre national de la recherche scientifique), Ird (Institut de Recherche pour le Developpement), Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera). Queste carote di ghiaccio rappresentano un’eredità dal valore inestimabile per le generazioni future: costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono l’atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per il futuro.
Ghiacciai compromessi e segnali d’allarme
La salvaguardia degli archivi climatici glaciali del nostro pianeta è di fondamentale importanza. Non è raro trovare ghiacciai già compromessi – spiega Carlo Barbante, vicepresidente di Ice Memory Foundation, professore a Ca’ Foscari e senior associate del CNR-ISP: anche durante la campagna di trivellazione del 2025, a soli 25 metri di profondità, è stato trovato un fiume di acqua di disgelo tra la neve e il ghiaccio, praticamente offuscando tutti i segnali climatici. Un segnale molto allarmante. I ghiacciai montani stanno arretrando a una velocità senza precedenti: dal 2000, hanno perso a livello regionale tra il 2% e il 39% della loro massa di ghiaccio e circa il 5% a livello globale. Dal 1975, hanno perso più di 9.000 miliardi di tonnellate, equivalenti a un blocco di ghiaccio delle dimensioni della Germania e dello spessore di 25 metri.
La grotta antartica come archivio permanente
Nel contesto del decennio d’azione per le scienze della criosfera dell’Unesco, la grotta ricavata nel ghiaccio è stata progettata appositamente per fungere da archivio permanente di ice cores, salvaguardando quindi campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio. Per ora sono ancora pochi quelli provenienti da ghiacciai alpini in ritiro; come sono arrivati in Antartide?
Un viaggio lungo 50 giorni verso Concordia
Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, hanno raggiunto la stazione italo-francese di Concordia, nel cuore dell’altopiano antartico. Nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) il trasporto è stato gestito dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). I campioni sono salpati a metà ottobre 2025 a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, nell’ambito della 41ª campagna PNRA. Operato dall’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale (OGS), il carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura costante di -20°C/-4°F per l’intera durata del viaggio. Dopo aver attraversato il Mediterraneo, l’Atlantico, il Pacifico, quindi l’Oceano Meridionale e il Mare di Ross, ha raggiunto la stazione Mario Zucchelli in Antartide (sulla penisola di Terra Nova) il 7 dicembre 2025. Da qui, un volo speciale, reso possibile dall’Enea nell’ambito del PNRA e operato senza riscaldamento nella stiva di carico per garantire l’integrità dei campioni a -20°C, ha trasportato le carote di ghiaccio fino alla stazione italo-francese Concordia, a 3.233 metri di altitudine.
L’Ice Memory Sanctuary: una struttura senza precedenti
L’Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri, scavata con la tecnica del “pallone gonfiato e poi sgonfiato” (ndr) interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la superficie per una profondità totale di 9 metri. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell’Unità Tecnica Antartica dell’ENEA e con la collaborazione dell’Istituto Polare Francese (IPEV), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l’impatto della costruzione sull’ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid. La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta o sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l’anno si mantengono prossime a -52 °C. La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni.
Valutazione ambientale e investimenti
La valutazione iniziale di impatto ambientale per questa grotta di ghiaccio naturale è stata approvata nel 2024 nell’ambito della 46° riunione consultiva del Trattato Antartico (ATCM46). Grazie al finanziamento della Fondazione Principe Alberto II, partner filantropico storico della Ice Memory Foundation, l’archivio rappresenta una delle strutture scientifiche di conservazione più innovative e remote mai realizzate. L’investimento iniziale per la grotta e il primo trasporto è stato di 400.000 dollari.
Un’eredità scientifica per l’umanità

Ingresso alla grotta (foto di Gaetano Maccri, PNRA-IPEV)
Già da decenni la paleoclimatologia glaciale contribuisce ai processi decisionali politici, in particolare attraverso l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc). In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di tredici Paesi. Decine di altri esemplari di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo – Ande, Pamir, Caucaso – si uniranno a queste prime due nel loro nuovo ‘rifugio’ negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell’umanità. Sulla porta della grotta, internamente, si legge “quo vadis?”, e in effetti dove vuoi andare in quel bianco infinito. In realtà, con scienza e ricerca, si va molto lontano.
Giosetta Ciuffa
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