Ice Games 2026 in Alto Adige, le sculture di ghiaccio prendono quota

Dal 12 al 15 gennaio 2026 il comprensorio sciistico Klausberg Skiworld Ahrntal ospita la 16ª edizione degli Ice Games, il concorso internazionale di scultura su ghiaccio che ogni anno, all’inizio della stagione invernale, porta in quota artisti specializzati provenienti da diversi Paesi. L’evento si svolge a oltre 2.500 metri di altitudine, trasformando le piste e le aree panoramiche del Klausberg in uno spazio espositivo all’aperto, dove l’arte incontra direttamente il paesaggio alpino. Nel cuore dell’area vacanze Valle Aurina, la valle più settentrionale d’Italia, grandi blocchi di ghiaccio e neve vengono modellati nel corso di quattro giorni di lavoro continuo. Piccozze, pale, secchi e scalpelli sono gli unici strumenti a disposizione degli scultori, che operano all’aperto, esposti alle condizioni climatiche di alta montagna, mentre sciatori e visitatori possono seguire dal vivo le diverse fasi del processo creativo.

Gli Ice Games sono giunti alla loro sedicesima edizione dopo un percorso iniziato oltre quindici anni fa, durante il quale la manifestazione si è progressivamente affermata come uno degli appuntamenti invernali più riconoscibili dell’offerta turistica della Valle Aurina. Nel corso delle edizioni precedenti, il concorso ha proposto ogni anno un tema diverso, utilizzato come traccia narrativa per le opere: dalla musica al mondo dei giochi, dai veicoli storici alle reinterpretazioni simboliche della montagna e della società contemporanea. Questo approccio tematico ha contribuito a rendere l’evento riconoscibile e a stimolare un confronto creativo tra squadre provenienti da contesti culturali differenti.

Anche l’edizione 2026 si inserisce in questa tradizione. Il tema scelto trae ispirazione dalle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 (l’intervista di Specchio Economico ad Alfredo Accatino qui), con un riferimento esplicito ai concetti di movimento, equilibrio, sfida sportiva ed energia fisica, tradotti nel linguaggio effimero della scultura su ghiaccio. Le squadre partecipanti si confrontano nella realizzazione di opere monumentali a partire da blocchi di 3 x 3 x 3 metri, che vengono progressivamente scolpiti fino a diventare figure tridimensionali visibili lungo le piste e nelle aree accessibili del comprensorio.

Al termine della manifestazione, le opere resteranno esposte in quota, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, trasformando il paesaggio innevato in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Una giuria valuterà le sculture realizzate secondo criteri tecnici e artistici, affiancata dal coinvolgimento del pubblico, che può osservare le opere nel loro contesto naturale.

La Valle Aurina, che costituisce il contesto geografico e culturale dell’evento, è situata all’estremo nord della provincia autonoma di Bolzano ed è caratterizzata da un ambiente di alta montagna dominato da vette che superano i 3 mila metri. La valle fa parte del sistema alpino delle Alpi Aurine e della Zillertal, ed è composta da diversi centri abitati e frazioni, tra cui Cadipietra (Steinhaus), principale punto di accesso al comprensorio di Klausberg. Il territorio è noto per la forte presenza della lingua e della cultura tedesca, per le tradizioni alpine e per un passato legato anche all’attività mineraria. Nel corso dell’inverno, la Valle Aurina affianca all’attività sciistica un calendario di eventi che spaziano dallo sport alla cultura, inserendo gli Ice Games in un’offerta più ampia che punta a valorizzare il paesaggio e l’esperienza in montagna anche oltre la pratica sportiva. La manifestazione rappresenta così un momento in cui arte, natura e fruizione turistica si incontrano, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che combina spettacolo visivo e contesto ambientale.

Con la loro natura effimera e la collocazione in alta quota, gli Ice Games confermano anche nel 2026 il legame tra creatività artistica e montagna, proponendo un evento che utilizza il ghiaccio non solo come materiale, ma come elemento narrativo capace di dialogare con il paesaggio dell’Alto Adige.

La Redazione

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