Michelangelo Iossa, in questo volume su John Lennon, ricostruisce la dimensione privata di un’artista che continua a generare un capitale simbolico ancora in espansione.
Esce “I giorni di Lennon”, per la casa editrice Diarkos, il lavoro di un esperto dei Beatles, Michelangelo Iossa. La figura di John Lennon continua a sfuggire a ogni tentativo di definizione univoca: artista proteiforme, cantore pacifista, icona pop e dissidente visionario, Lennon si sdoppia e moltiplica in un numero indefinibile di identità, tanto da rendere plausibile la domanda «quanti Lennon esistono?». La sua parabola creativa, maturata in soli diciotto anni di carriera, ha inciso con una profondità rara sul secolo breve, al punto da trasformarlo nell’emblema culturale di un’epoca che procede simbolicamente “da Lenin a Lennon”, dalla rivoluzione politica alla rivoluzione estetica e spirituale. Gli ultimi anni di vita, che Iossa restituisce con nitidezza narrativa in questo volume dedicato al suo soggiorno newyorchese, quando Lennon si svincolò dagli obblighi contrattuali di Apple e Emi, si collocano nello spazio domestico sospeso tra intimità e leggenda del Dakota Building, epicentro di un ritiro volontario che coincide con la nascita del figlio Sean nel 1975 e con una dilatazione esistenziale nella quale Lennon abbandona contratti e scadenze per ritrovare un’identità più umana e meno scenica.
Attraverso materiali inediti e interviste esclusive a Yoko Ono, Sean Lennon e Julian Lennon, il libro ricostruisce la dimensione privata di un artista che, pur ritirandosi dalla scena, continua a generare significati. Il mosaico Imagine, dedicato a Lennon e collocato nell’area Strawberry Fields di Central Park, ne è la metafora urbana: Iossa lo analizza nei suoi livelli simbolici, dal valore memoriale al ruolo che esercita nell’immaginario collettivo, trasformando il lutto in un rituale civico. In quello stesso periodo Lennon firma Double Fantasy, un disco che evoca un nuovo inizio ma che anticipa, con ironica tragicità, la fine: all’ingresso del suo appartamento, l’8 dicembre 1980, l’artista cade vittima dell’ossessione di Mark David Chapman, nel punto esatto in cui la biografia terrena si chiude e quella mitica si apre definitivamente.
Il 2025 amplifica questo processo di risemantizzazione attraverso una costellazione di anniversari: l’85° compleanno di Lennon, il 50° compleanno di Sean, il 45° della sua scomparsa, nonché il rilascio del cofanetto Power to the People e della riedizione monumentale della Anthology dei Beatles. Questi eventi mostrano come la sua opera continui a funzionare come un capitale simbolico in espansione, capace di generare valore culturale ed economico a distanza di decenni.
Michelangelo Iossa, tra i massimi esperti italiani del fenomeno Beatles, interpreta questa stagione finale di Lennon non come un epilogo ma come una nuova fase del suo lascito: un laboratorio di idee, sonorità, posture esistenziali che ancora influenzano il pop contemporaneo, dalle estetiche minimaliste alla poetica dell’autenticità. La sua analisi, forte di una lunga esperienza critica e giornalistica, colloca Lennon nel pantheon degli innovatori globali, restituendo la complessità di un artista che ha trasformato la propria vulnerabilità in un dispositivo narrativo e politico. Così, mentre la sua voce continua a riecheggiare in nuove edizioni discografiche e nuove generazioni di musicisti, Lennon rimane una lente attraverso cui leggere le metamorfosi culturali dell’Occidente: uno, nessuno e centomila, eppure ancora sorprendentemente contemporaneo.