Nuovo sport, nuovo lusso: il pickleball arriva a Roma

Roma aggiunge un tassello inedito al suo panorama sportivo e lifestyle, introducendo un format che unisce attività fisica, ospitalità di lusso e tendenza internazionale. All’interno del Parco dei Principi Grand Hotel & SPA nasce il GZ19 Pickleball Club, un progetto che porta per la prima volta in Europa il pickleball indoor dentro un resort di alta gamma, affacciato sul verde di Villa Borghese.

Non si tratta semplicemente di un nuovo campo sportivo, ma di una visione che reinterpreta il concetto stesso di sport d’élite. In un contesto raffinato e iconico, il pickleball – disciplina in rapida espansione a livello globale che unisce elementi di tennis, padel e badminton, praticato su un campo compatto con racchette leggere e una pallina traforata – diventa parte integrante di un’esperienza pensata per coniugare movimento, benessere e stile. Le partite si svolgono in ambienti curati nei minimi dettagli. Il progetto porta la firma di Gianluca Zambrotta, che ha ideato il club insieme a Giovanni Naldi e Alessio Lazazzera, una collaborazione che segna un passaggio significativo per il pickleball europeo, dando vita al primo esempio di integrazione strutturata tra sport emergente e ospitalità di lusso. Il risultato è un modello che supera la semplice offerta fitness e punta a creare esperienze esclusive, dove prestazione atletica ed eleganza convivono.

Il GZ19 Pickleball Club è aperto agli ospiti dell’hotel, ai soci della Prince Spa – un’area di oltre 2 mila metri quadrati dedicata a wellness e fitness – e agli appassionati di sport che cercano un contesto sofisticato e non convenzionale. Il nome stesso del progetto richiama le iniziali e il numero di maglia indossato da Zambrotta in Nazionale, trasformandosi in un marchio che comunica passione, qualità e identità sportiva. Il GZ19 Pickleball Club crea un dialogo naturale tra tradizione italiana, innovazione sportiva e ospitalità esclusiva e, in questo scenario, diventa il simbolo di una nuova idea di eleganza dinamica: un gioco accessibile ma sofisticato, capace di trasformare ogni partita in un momento di energia, socialità e piacere. Ma così il pickleball?

Si tratta di uno sport di racchetta nato negli Stati Uniti nel 1965, sull’isola di Bainbridge, nello Stato di Washington, dall’intuizione di Joel Pritchard, Bill Bell e Barney McCallum, che cercavano un gioco semplice e immediato per intrattenere le loro famiglie. Da soluzione improvvisata con attrezzature di fortuna, il pickleball si è progressivamente strutturato fino a diventare una disciplina regolamentata, oggi considerata uno degli sport a più rapida crescita al mondo.

Dal punto di vista tecnico, il pickleball si gioca su un campo di dimensioni ridotte (13,41 x 6,10 metri, identico a quello del badminton in doppio), diviso da una rete più bassa rispetto al tennis. Si utilizzano racchette rigide e compatte, prive di corde, generalmente realizzate in materiali compositi come grafite o fibra di carbonio, e una pallina in plastica forata, progettata per garantire traiettorie controllabili e rimbalzi contenuti. Il servizio è eseguito dal basso e in diagonale, e una zona specifica vicino alla rete – la cosiddetta non-volley zone o kitchen – limita il gioco al volo, imponendo scelte tattiche precise. La struttura del gioco privilegia riflessi, posizionamento, controllo e strategia più che la forza pura, rendendolo accessibile a diverse fasce d’età e livelli di preparazione atletica. Le partite possono essere disputate in singolo o in doppio e seguono un sistema di punteggio semplice, che favorisce scambi rapidi e continui.

Storicamente, il pickleball è cresciuto in modo esponenziale a partire dagli anni 2000, affermandosi prima negli Stati Uniti e poi a livello internazionale, anche grazie alla sua facilità di apprendimento, al basso rischio di infortuni e alla forte componente sociale. Oggi è praticato sia in ambito amatoriale sia agonistico, con federazioni, tornei professionistici e una progressiva integrazione in contesti urbani, resort e club di fascia alta, dove viene interpretato come sport contemporaneo capace di coniugare accessibilità, performance e lifestyle.

La Redazione

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