IL CONFINE TRA GORIZIA E NOVA GORICA MESSO IN FOTOGRAFIA

La mostra “Tre sguardi. Racconti fotografici inediti per GO! 2025”, ospitata nella sede restaurata di Casa Morassi Panizzolo a Gorizia fino al 18 gennaio 2016, rappresenta uno dei progetti culturali più significativi collegati al programma GO! 2025 – Nova Gorica e Gorizia unite come Capitale europea della Cultura. La peculiare condizione che le due città hanno vissuto dalla fine del secondo conflitto mondiale al 2004, anno in cui la Slovenia è entrata a far parte dell’area di Schengen, fisicamente in continuità, ma separate da recinzioni, diventa teatro ideale e metaforico di un racconto capace di restituire nuove scenografie in un’iniziativa avente l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso nuovi contenuti iconografici di alto profilo.

“Tre sguardi” raccoglie i lavori inediti realizzati nell’estate 2024 da tre autori di fama internazionale: Steve McCurryAlex Majoli e Meta Krese, chiamati a confrontarsi con il tema del confine tra Gorizia e Nova Gorica, luogo emblematico della storia europea recente. 

Steve McCurry (foto in alto) affronta il tema attraverso una serie di ritratti di testimoni di vicende emblematiche della storia isontina, selezionate con la collaborazione del giornalista Roberto Covaz. Le immagini mantengono il caratteristico approccio fotogiornalistico dell’autore, basato sulla relazione diretta con i soggetti e sulla capacità di far emergere il valore umano della memoria locale. Alex Majoli costruisce, invece, un viaggio visivo lungo l’Isonzo, fiume-confine che ha separato e oggi unisce le comunità delle due città. Il suo linguaggio scenografico trasforma gli abitanti in “attori” delle proprie storie, mentre la narrazione si muove tra riti quotidiani, feste popolari, presenze migranti e segni della natura, restituendo la vitalità di un territorio attraversato da continue trasformazioni. Meta Krese, giornalista e fotografa slovena, concentra il proprio lavoro su famiglie che vivono quotidianamente entrambe le Gorizie. I suoi ritratti, concepiti come polittici che combinano immagini in bianco e nero e una fotografia centrale a colori, raccontano identità ibride, confini mentali e territoriali, vite reali sospese tra due mondi ormai comunicanti.

Nel complesso, la mostra offre una riflessione contemporanea sul tema del confine come spazio di tensione, dialogo e futuro. Attraverso tre prospettive complementari, il progetto contribuisce a rafforzare il posizionamento culturale di Gorizia e Nova Gorica, sottolineando il valore strategico della fotografia come strumento di narrazione territoriale e come asset capace di generare impatto culturale, turistico ed economico per l’intera area transfrontaliera.

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