Al MACC un percorso espositivo mette in relazione il maestro della metafisica con immagini e paesaggi dell’isola siciliana.
Dal 18 maggio al 1° novembre 2026 il MACC – Museo d’Arte Contemporanea del Carmine di Scicli accoglie “Giorgio de Chirico. Il sole della Metafisica”, mostra curata da Lorenzo Canova che propone una rilettura del lavoro di Giorgio de Chirico attraverso una prospettiva capace di mettere in relazione la sua ricerca artistica con il paesaggio culturale e simbolico della Sicilia. Il progetto espositivo, promosso dall’associazione culturale Sikarte, si sviluppa come un’indagine sulle connessioni profonde tra immaginario metafisico, luce mediterranea e memoria dei luoghi.
L’esposizione riunisce circa cinquanta opere di Giorgio de Chirico e costruisce un dialogo con i lavori fotografici di Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone, Pino Ninfa e Armando Rotoletti. L’intento curatoriale non si limita a presentare una successione di opere ma costruisce un percorso interpretativo nel quale la fotografia diventa elemento narrativo e strumento di lettura, capace di stabilire un confronto tra la dimensione visionaria dell’artista e l’identità fisica e culturale del territorio siciliano.
Nel percorso artistico di Giorgio de Chirico la relazione con il Mediterraneo e con il mondo classico ha rappresentato una componente essenziale. Il progetto allestito a Scicli sceglie di soffermarsi su una dimensione spesso meno esplorata: il rapporto con la Sicilia come spazio culturale e simbolico. Non soltanto la Magna Grecia, il mito o il richiamo alle radici classiche, ma anche una precisa atmosfera visiva fatta di luce intensa, architetture sospese e scenografie urbane che sembrano collocarsi in una dimensione fuori dal tempo. Un legame che assume anche un valore biografico, considerando le origini siciliane della famiglia dell’artista.
Le piazze assolate, le ombre allungate, i silenzi architettonici e quella particolare sospensione temporale che attraversa molte città dell’isola sembrano infatti richiamare alcuni elementi centrali dell’universo dechirichiano. Le città dipinte dal maestro della Metafisica non appaiono semplicemente come luoghi, ma come spazi mentali nei quali l’ordinario si trasforma in qualcosa di enigmatico. È proprio questo dialogo tra realtà e percezione a costituire uno dei punti centrali dell’esposizione.
Le fotografie di Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone, Pino Ninfa e Armando Rotoletti accompagnano il visitatore lungo il percorso come una sorta di controcampo reale delle visioni metafisiche. Le immagini non assumono una funzione documentaria ma sembrano intercettare quella stessa tensione tra presenza e mistero che attraversa la pittura di de Chirico. La Sicilia ritratta dai quattro autori appare fatta di vuoti, prospettive inattese, silenzi e geometrie urbane capaci di evocare una dimensione sospesa, nella quale il paesaggio reale sembra avvicinarsi alle scenografie interiori dell’artista.
Mario Marino, sindaco di Scicli, ha evidenziato:
«Scicli, con le sue quinte sceniche sorprendenti e le sue piazze dominate da un tempo sospeso, è il luogo in cui la luce è essa stessa sostanza dell’architettura. Ci piace pensare che questa mostra rappresenti l’occasione per un incontro inedito tra Giorgio de Chirico e la nostra città».
Anche Graziana Papale, presidente dell’associazione culturale Sikarte, ha posto l’attenzione sulla volontà di offrire un contributo di approfondimento critico attorno a un aspetto meno indagato dell’opera dell’artista, ricostruendo il sistema di riferimenti che lega la sua produzione a una dimensione culturale e simbolica radicata nell’isola. Il curatore Lorenzo Canova ha spiegato come il titolo dell’esposizione richiami il rapporto tra l’opera di de Chirico, la luce mediterranea e il contesto architettonico di Scicli. Il sole, elemento centrale nella costruzione delle atmosfere del Sud, diventa così componente attiva della narrazione espositiva: non semplice elemento naturale ma presenza capace di trasformare gli spazi, generare ombre e ridefinire la percezione.
Promossa con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, della Regione Siciliana, del Comune di Scicli e di altre realtà territoriali, l’iniziativa si inserisce in un programma culturale più ampio che punta a valorizzare il dialogo tra arte contemporanea, patrimonio storico e identità del territorio. La mostra conferma inoltre il ruolo crescente del MACC come luogo dedicato alla ricerca e alla costruzione di progetti capaci di mettere in relazione esperienze artistiche differenti. L’esposizione restituisce un’immagine di De Chirico che va oltre la lettura più canonica del fondatore della Metafisica. A emergere è un artista il cui universo visivo continua a generare connessioni inattese, attraversando geografie, memorie e paesaggi. E proprio nella luce della Sicilia, nelle sue piazze e nei suoi silenzi, quella dimensione enigmatica sembra trovare una nuova possibilità di racconto.
La Redazione