Gioielli genderless, boom tra gli uomini

Dalle passerelle alle piattaforme social, dai red carpet di Hollywood ai palchi del K-pop, la gioielleria maschile sta vivendo una trasformazione che va ben oltre la moda. Collane, anelli, bracciali e perle non sono più accessori legati a un genere, ma strumenti attraverso cui raccontare la propria personalità. Un cambiamento culturale che, secondo le previsioni di settore, porterà il mercato globale della gioielleria maschile a raggiungere un valore di circa 13 miliardi di euro entro il 2035.

A fotografare questa crescita è un’analisi di Market Research Future, che stima un incremento dai circa 8 miliardi di euro registrati nel 2025 fino ai 13 miliardi previsti nel prossimo decennio, con un tasso medio annuo di crescita del 5,22%. Alla base di questa evoluzione non c’è soltanto un aumento della domanda di accessori maschili, ma soprattutto una nuova concezione del gioiello come elemento di espressione individuale.

A guidare questa rivoluzione è soprattutto la Generazione Z. Le ricerche di McKinsey & Company evidenziano infatti come il 48% dei giovani consumatori preferisca marchi che evitano di distinguere rigidamente i prodotti tra “maschili” e “femminili”, contro il 38% delle altre fasce generazionali. La richiesta è quella di collezioni capaci di superare gli stereotipi tradizionali e lasciare spazio a uno stile personale, libero da etichette.

Una tendenza confermata anche dalle analisi di Fortune Business Insights, secondo cui il design genderless rappresenta oggi uno dei principali motori di crescita dell’intero comparto. L’interesse verso gioielli dal linguaggio estetico universale continua infatti ad aumentare, sostenuto da consumatori che ricercano autenticità, versatilità e libertà espressiva.

A contribuire a questo cambiamento è anche l’influenza delle celebrità internazionali. Attori, cantanti e artisti della scena pop mondiale sfoggiano con naturalezza collane, anelli, perle e orecchini senza alcun riferimento ai tradizionali codici di genere. Dagli interpreti di Hollywood agli idol coreani, il messaggio è chiaro: il gioiello non identifica più un ruolo, ma racconta chi lo indossa.

Secondo l’Osservatorio #BrandGioielli, proprio le collane rappresentano oggi il segmento più dinamico della gioielleria unisex, arrivando a coprire oltre il 30% del mercato nel 2026. Il successo è legato anche all’utilizzo di materiali naturali, pietre dure e lavorazioni materiche che privilegiano autenticità e design contemporaneo rispetto ai tradizionali simboli del lusso. Spiega Alessandro Zucchi, CEO di #BrandGioielli:

«Il gioiello oggi non deve essere confinato in categorie rigide, ma deve poter raccontare l’identità di chi lo sceglie con totale libertà. Stiamo assistendo a un’evoluzione culturale che porta il design verso una maggiore fluidità. Materiali naturali e pietre dure assumono un significato nuovo, diventando elementi trasversali che parlano di autenticità e individualità. Il gioiello non serve più a definire il genere di chi lo indossa, ma a valorizzarne l’unicità».

Anche il mercato italiano mostra segnali di forte vitalità. Secondo i dati dell’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio, il fatturato delle gioiellerie e delle oreficerie ha raggiunto circa 7,4 miliardi di euro nel 2025, confermando la capacità del comparto di intercettare le nuove esigenze dei consumatori e di aprirsi a linguaggi estetici sempre più inclusivi.

L’estate 2026 conferma dunque un cambiamento destinato a lasciare il segno: il gioiello non è più soltanto un accessorio prezioso, ma diventa un mezzo di espressione personale, capace di superare i confini tra moda maschile e femminile. Un’evoluzione che riflette il cambiamento della società e che, secondo le previsioni, continuerà a sostenere la crescita di uno dei segmenti più dinamici dell’intero settore del lusso.

La Redazione

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