George Michael, il ritorno di “Faith”

C’è un momento preciso nella storia di George Michael in cui la popstar degli Wham! lascia definitivamente spazio a qualcosa di diverso: un autore, produttore e interprete ormai consapevole di poter costruire da solo il proprio linguaggio musicale. È il 1988, l’anno del Faith Tour, la prima grande tournée mondiale da solista. A quasi quarant’anni di distanza, quella stagione torna ora al centro dell’attenzione con “George Michael: The Faith Tour”, album dal vivo in uscita il 6 novembre per George Michael Entertainment e Sony Music Entertainment, accompagnato da un film che sarà presentato in anteprima il 27 ottobre.

Non si tratta semplicemente dell’ennesima ristampa legata a un grande nome della musica pop. Il progetto recupera 18 registrazioni di esibizioni mai pubblicate prima, realizzate durante il concerto al Palais Omnisports de Paris-Bercy nell’ambito della tournée europea del 1988. È quindi il documento di un passaggio artistico decisivo: George Michael aveva appena lasciato alle spalle l’esperienza degli Wham! e stava dimostrando di poter sostenere da solo non soltanto il peso di una carriera internazionale, ma anche quello di un repertorio costruito quasi interamente secondo la propria visione.

Il 1988, l’anno della definitiva metamorfosi

Quando parte il Faith Tour, George Michael ha appena ventiquattro anni ma possiede già una notorietà mondiale. Gli Wham! hanno venduto milioni di dischi e prodotto alcune delle canzoni più riconoscibili del pop degli anni Ottanta, ma Faith segna una cesura netta. L’album, scritto, arrangiato, prodotto e in larga parte suonato dallo stesso Michael, rompe con l’immagine più leggera degli esordi e costruisce un’identità nella quale convivono soul, R&B, funk, rock e pop.

Il risultato è uno dei dischi simbolo del decennio. Faith supera i 25 milioni di copie vendute, raggiunge il primo posto in numerosi Paesi e conquista il Grammy Award come Album dell’Anno. Negli Stati Uniti produce una sequenza difficilmente replicabile: Faith, Father Figure, One More Try e Monkey arrivano tutti al numero uno della Billboard Hot 100. George Michael diventa così l’unico artista solista maschile britannico ad aver ottenuto quattro singoli in vetta alla classifica statunitense provenienti dallo stesso album.

Ma i numeri raccontano soltanto una parte della trasformazione. Sul palco del tour emerge soprattutto un interprete che non vuole più essere considerato soltanto una popstar. La voce acquista centralità, gli arrangiamenti diventano più robusti, il repertorio viene utilizzato per mostrare le diverse anime musicali di Michael. È precisamente questa dimensione che il nuovo album live cerca di restituire.

Da “Father Figure” a “Careless Whisper”, il repertorio di una generazione

La scaletta attraversa il cuore di Faith, riportando dal vivo alcuni dei brani che hanno definito la carriera di George Michael. Ci sono naturalmente Faith, Father Figure, One More Try, Monkey e I Want Your Sex, ma anche A Different Corner, Careless Whisper e due tasselli fondamentali dell’esperienza con gli Wham!: Everything She Wants e I’m Your Man.

La loro presenza non appare casuale. Nel 1988 Michael si trova infatti in una posizione singolare: deve dimostrare di essere diventato un artista autonomo senza cancellare il successo che lo ha condotto fin lì. Il concerto diventa così una sorta di ponte fra due epoche. Gli Wham! non vengono rinnegati, ma inseriti dentro una nuova narrazione nella quale il protagonista è ormai inequivocabilmente George Michael.

Particolarmente interessanti sono anche le riletture di brani appartenenti alla tradizione soul e funk americana. Tra queste figurano Love’s in Need of Love Today di Stevie Wonder, Lady Marmalade, resa celebre dalle Labelle, e Play That Funky Music. Sono scelte che raccontano molto più di quanto potrebbe fare una semplice dichiarazione d’intenti: mostrano le radici musicali di Michael e il rapporto profondo con il soul, genere che avrebbe continuato ad attraversare tutta la sua produzione successiva.

Il Faith Tour arrivò complessivamente a 109 concerti in 16 Paesi, attraversando Nord America, Europa, Asia e Oceania. Fu una tournée gigantesca per dimensioni e significato, perché trasformò definitivamente il giovane cantante britannico in una superstar internazionale capace di dominare arene e stadi senza più il sostegno dell’identità costruita con gli Wham!.

Un archivio musicale che continua a parlare al presente

Il recupero di quel concerto assume oggi anche un valore diverso. George Michael è ormai entrato nella storia della cultura pop non soltanto per le vendite o per i premi ricevuti, ma per l’influenza esercitata sulla generazione successiva di cantanti e autori. Il modo in cui riuscì a combinare controllo creativo, capacità vocale, immagine e scrittura personale anticipò un modello di popstar-autore che sarebbe diventato centrale nei decenni successivi.

Artisti molto diversi tra loro hanno indicato, direttamente o attraverso le proprie scelte musicali, quanto quel repertorio sia rimasto vivo. Le sue canzoni sono state reinterpretate da Adele, Ariana Grande, Chris Martin, Dua Lipa, H.E.R. e numerosi altri musicisti; figure come Sam Smith e Harry Styles hanno più volte mostrato affinità con quell’idea di pop capace di tenere insieme spettacolo, vulnerabilità e sofisticazione musicale.

Lo stesso catalogo continua inoltre a essere continuamente riscoperto. Careless Whisper, Wake Me Up Before You Go-Go, Freedom! ’90, Last Christmas, Fastlove, Jesus to a Child, Praying for Time e naturalmente Faith appartengono ormai a un repertorio che ha superato il proprio periodo storico di origine, entrando stabilmente nell’immaginario collettivo.

La carriera di George Michael, iniziata negli anni Ottanta e proseguita per oltre tre decenni, si è chiusa con più di 125 milioni di dischi venduti nel mondo come artista solista e una lunga serie di riconoscimenti: due Grammy Awards, numerosi Ivor Novello Awards, American Music Awards e BRIT Awards. Nel 2023 è arrivato anche l’ingresso postumo nella Rock and Roll Hall of Fame, ulteriore consacrazione di una figura che ha attraversato pop, soul e cultura visuale lasciando un’impronta molto più profonda di quella suggerita dall’etichetta di semplice star degli anni Ottanta.

Il concerto diventa anche un oggetto da collezione

“George Michael: The Faith Tour” sarà pubblicato in diverse edizioni, con una particolare attenzione al pubblico dei collezionisti. Accanto al formato CD arriveranno versioni in vinile, compresa quella Blue Black Marble, e un Deluxe Box Set composto da tre LP, due CD e un libro di 136 pagine con fotografie inedite dedicate alla prima tournée mondiale da solista dell’artista.

Il materiale audio è stato mixato da Chris Porter e David Austin e masterizzato da John Webber. La versione standard raccoglie diciotto tracce, dall’apertura di Freedom fino al finale dello stesso brano, passando attraverso I Want Your Sex, Hard Day, Everything She Wants, Father Figure, A Different Corner, Faith, Monkey, Hand to Mouth, One More Try, I Knew You Were Waiting (For Me), Careless Whisper e Lady Marmalade.

Parallelamente all’album arriverà anche “George Michael: The Faith Tour” in versione cinematografica, costruita intorno alle immagini di quella stagione. Il film riporta così sullo schermo non soltanto un concerto, ma un artista nel momento esatto in cui sta ridefinendo il proprio posto nella musica pop.

Ed è forse questo il motivo per cui il recupero del Faith Tour ha un interesse che va oltre la nostalgia. Quelle registrazioni documentano l’istante in cui George Michael smette definitivamente di essere “l’ex cantante degli Wham!” e diventa semplicemente George Michael: autore, interprete e produttore capace di costruire un modello artistico che, quasi quarant’anni dopo, continua a essere riconoscibile nella musica di molte delle star contemporanee.

Questa la tracklist della versione standard: “Freedom Opening”, “I Want Your Sex”, “Hard Day”, “Love’s In Need Of Love Today”, “Everything She Wants”, “Father Figure”, “I’m Your Man”, “A Different Corner”, “Faith”, “Monkey”, “Hand To Mouth”, “Play That Funky Music”, “One More Try”, “I Knew You Were Waiting (For Me)”, “Careless Whisper”, “Lady Marmalade”, “I Want Your Sex Pts 1 and 2” e “Freedom Finale”.

Questa la tracklist della versione 2LP: “Freedom Opening”, “I Want Your Sex”, “Hard Day”, “Love’s In Need Of Love Today”, “Everything She Wants”, “Father Figure”, “I’m Your Man”, “A Different Corner”, “Faith”, “Monkey”, “One More Try”, “I Knew You Were Waiting (For Me)”, “Careless Whisper”, “Lady Marmalade”, “I Want Your Sex Pts 1 and 2” e “Freedom Finale”.

Romina Ciuffa

Romina Ciuffa

Romina Ciuffa è direttore di Specchio Economico dal 2016.

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