La GAM di Torino cambia volto: presentato il progetto di rigenerazione firmato MVRDV

Una nuova piazza urbana, un museo aperto alla città e uno spazio capace di coniugare architettura contemporanea, sostenibilità e innovazione culturale. È questa la visione che guiderà la trasformazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, protagonista di uno dei più importanti interventi di riqualificazione museale oggi in corso in Italia e tra i più significativi a livello europeo. Il progetto è stato presentato ufficialmente al Teatro Regio di Torino dalla Fondazione Torino Musei, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Città di Torino, insieme al raggruppamento vincitore del concorso internazionale di progettazione composto dallo studio olandese MVRDV, da Balance Architettura e EP&S Group. L’intervento potrà contare su un investimento complessivo di 27,5 milioni di euro, interamente sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

Un museo storico che guarda al futuro

Fondata nel 1895, la GAM è la più antica Galleria civica dedicata all’arte moderna e contemporanea in Italia e custodisce un patrimonio di oltre 50.000 opere tra dipinti, sculture, fotografie, installazioni, disegni e arti decorative, che raccontano oltre due secoli di storia artistica, dall’Ottocento fino alle più recenti espressioni contemporanee. L’attuale edificio, inaugurato nel 1959 su progetto degli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, rappresentò all’epoca uno degli esempi più innovativi dell’architettura museale del dopoguerra. Oggi quella stessa vocazione sperimentale viene reinterpretata attraverso un progetto che punta a ridefinire il ruolo del museo nel tessuto urbano, trasformandolo in uno spazio sempre più aperto, accessibile e partecipato.

Piazza culturale aperta alla città

L’idea sviluppata da MVRDV, insieme ai partner italiani, supera il concetto tradizionale di museo come semplice contenitore di opere d’arte. Il nuovo complesso sarà infatti concepito come una vera e propria piazza civica, capace di favorire l’incontro tra cittadini, visitatori, studenti e artisti. Il progetto, denominato “La Diagonale di Luce”, introduce un nuovo attraversamento urbano che collegherà il quartiere con gli spazi museali, rendendo la GAM un luogo vissuto quotidianamente e non soltanto una destinazione espositiva. La trasparenza degli spazi, l’apertura verso l’esterno e la continuità tra architettura e città rappresentano gli elementi centrali della proposta vincitrice. Grande attenzione sarà dedicata anche alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica, all’accessibilità universale e all’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di creare un museo capace di rispondere alle esigenze del pubblico contemporaneo e delle nuove generazioni.

Un concorso internazionale con 49 studi di architettura

Il progetto nasce al termine di un concorso internazionale che ha visto confrontarsi 49 studi di progettazione provenienti da tutto il mondo. Oltre al team vincitore, sono stati selezionati tra i finalisti alcuni tra i nomi più prestigiosi dell’architettura internazionale, tra cui Kengo Kuma & Associates EuropeGuillermo Vázquez Consuegra ArquitectoMario Cucinella Architects e ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel. Dal 1° luglio la GAM ospita una mostra dedicata ai cinque progetti finalisti, offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere le diverse visioni elaborate per il futuro del museo e di comprendere il percorso che ha portato alla scelta della proposta vincitrice.

Un investimento strategico per Torino

Per la città il progetto rappresenta molto più di un semplice intervento edilizio. La riqualificazione della GAM rientra infatti nel Piano Strategico della Fondazione Torino Musei e nei programmi di sviluppo della Fondazione Compagnia di San Paolo, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Torino come capitale internazionale della cultura e dell’innovazione. Secondo il sindaco Stefano Lo Russo,

“il nuovo museo consentirà di recuperare lo spirito pionieristico che caratterizzò la nascita della GAM, aggiornandolo alle esigenze del XXI secolo”.

Una visione condivisa anche dal presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli:

“Il progetto è un investimento destinato a rafforzare l’attrattività culturale della città e a creare nuove opportunità per le future generazioni”.

La visione di MVRDV

Per Winy Maas, cofondatore dello studio MVRDV,

“questo progetto rappresenta un dialogo tra la storia del museo e le possibilità offerte dall’architettura contemporanea. L’obiettivo è valorizzare le intuizioni originarie dell’edificio degli anni Cinquanta, reinterpretandole attraverso nuovi materiali, tecnologie e criteri progettuali, senza alterarne l’identità”.

Il risultato sarà un museo più permeabile, luminoso e connesso con il contesto urbano, capace di affermarsi come nuovo punto di riferimento internazionale per l’arte moderna e contemporanea.

Con questo intervento Torino avvia dunque una delle più importanti operazioni di rigenerazione culturale degli ultimi anni, destinata a ridefinire non solo il volto della GAM, ma anche il ruolo stesso del museo nella società contemporanea: non più semplice luogo di conservazione delle opere, ma infrastruttura civica, laboratorio culturale e spazio di partecipazione aperto alla città e al mondo.

La Redazione

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