A Milano la Galleria De Angeli-Frua rinasce in chiave digitale

La riqualificazione della Galleria Metropolitana De Angeli-Frua si inserisce nel più ampio ripensamento delle politiche urbane milanesi orientate alla rigenerazione delle infrastrutture dismesse, alla riduzione del consumo di suolo e alla valorizzazione di spazi pubblici inutilizzati. Il progetto, denominato Major Virtual Tunnel, rappresenta un caso emblematico di applicazione della cosiddetta Twin Transition – digitale ed ecologica – attraverso il riuso funzionale di un’opera esistente, in coerenza con gli indirizzi del PNRR e con le strategie del Comune di Milano in materia di sostenibilità, sicurezza urbana e innovazione.

L’intervento, promosso da Major, agenzia di moda milanese attiva a livello internazionale, riconverte una superficie di circa 2.500 metri quadrati in un nuovo hub urbano a vocazione esperienziale, culturale e tecnologica, concepito per operare come piattaforma integrata piuttosto che come semplice spazio commerciale. L’obiettivo dichiarato non è soltanto la restituzione fisica di un luogo alla città, ma la creazione di un’infrastruttura capace di produrre valore economico, occupazionale e sociale nel tempo, attivando nuove forme di relazione tra imprese, creatività, cittadini e territorio.

Dal punto di vista dell’impatto locale, la riapertura della galleria genera effetti immediati sull’ecosistema urbano circostante. La creazione di oltre cinquanta nuovi posti di lavoro – tra profili tecnici, operatori culturali, addetti alla sicurezza e personale di accoglienza – si accompagna a un incremento misurabile dell’attrattività dell’area, con ricadute positive sulle attività commerciali limitrofe, che registrano un aumento medio della frequentazione stimato intorno al 30%. Il tunnel diventa inoltre sede stabile di eventi, installazioni artistiche ed esperienze immersive, configurandosi come un nuovo polo cittadino in cui convergono moda, tecnologia e produzione culturale.

Un elemento centrale del progetto riguarda il tema della sicurezza e della qualità dello spazio pubblico. La riqualificazione ha previsto fin dalle fasi iniziali interventi strutturali di pulizia, bonifica e illuminazione, accompagnati dall’introduzione di sistemi avanzati di videosorveglianza, monitoraggio ambientale e presidio umano. Questo insieme di misure ha consentito di superare una condizione di degrado protratta per oltre due decenni, restituendo continuità urbana e migliorando la percezione di vivibilità in un’area precedentemente marginalizzata, in linea con le politiche cittadine di prevenzione del degrado e presidio dei quartieri.

Sul piano tecnologico, il Major Virtual Tunnel si distingue come un’infrastruttura retail di nuova generazione, basata sull’integrazione di intelligenza artificiale e realtà virtuale. Il modello operativo, completamente automatizzato, consente una drastica riduzione dei costi di gestione rispetto al commercio tradizionale, con stime che indicano un abbattimento fino al 97%. I marchi coinvolti operano in spazi progettati con materiali modulari e riciclabili, eliminando magazzini fisici, trasporti intermedi e packaging B2B, con una conseguente riduzione significativa delle emissioni climalteranti (ossia quelle emissioni di gas che contribuiscono al cambiamento climatico). Un singolo hub è in grado di sostituire decine di punti vendita fisici, con un risparmio annuo stimato di oltre 12.800 tonnellate di CO₂.

Il progetto recupera e rilegge la dimensione storica del luogo: realizzata negli anni Sessanta come collegamento pedonale tra Piazza De Angeli e via Frua, la galleria era nata come infrastruttura innovativa per la mobilità urbana, ma a partire dagli anni Ottanta aveva conosciuto un progressivo declino fino alla chiusura. L’intervento attuale non cancella questa stratificazione, ma la incorpora, valorizzando elementi architettonici e segni del passato, dalle insegne della metropolitana ai graffiti storici, all’interno di un nuovo impianto funzionale, in cui memoria urbana e innovazione tecnologica convivono. Il Major Virtual Tunnel è oggi pensato come spazio aperto e permeabile alla città: accanto alle attività espositive ed esperienziali, il progetto prevede laboratori, workshop e programmi formativi sviluppati in collaborazione con scuole, università e associazioni locali, dando al Municipio 7 un nuovo luogo di aggregazione e sperimentazione condivisa..

La Redazione

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