Il portoghese Francisco Tropa in mostra a Bologna

Dal 3 febbraio al 1° marzo 2026, la Sala Convegni di Palazzo De’ Toschi a Bologna, sede di rappresentanza di Banca di Bologna, ospita Miss America, mostra personale di Francisco Tropa, tra le figure più rilevanti dell’arte contemporanea portoghese. Il progetto, curato da Simone Menegoi, si inserisce nel programma di ART CITY Bologna 2026 e conferma il ruolo di Palazzo De’ Toschi come spazio di dialogo tra arte contemporanea e contesto istituzionale.

La mostra presenta due opere di grande formato che mettono in relazione tempo, percezione e artificio. Da un lato Lantern with clock mechanism (2025), installazione basata su proiezioni di ombre in movimento, dall’altro Miss America, lavoro inedito che inaugura un nuovo ciclo nella ricerca dell’artista. Quest’ultima opera prende la forma di una grande installazione ambientale che, durante la settimana di Arte Fiera, viene attivata da una serie di performance affidate a sei performer. A prima vista l’installazione richiama un semplice stenditoio, con corde, mollette e canne di bambù che attraversano lo spazio. Uno sguardo più attento rivela però la natura artificiale dell’insieme: mollette e canne sono calchi in bronzo, realizzati per imitare materiali poveri e quotidiani. Alle corde sono appesi cartelli serigrafati con brevi scritte legate alla vita commerciale, frammenti di linguaggio urbano che introducono una dimensione sospesa tra memoria, lavoro e consumo.

Durante le azioni, i performer stendono e ritirano lenzuola con gesti lenti e ripetuti. Un’attività domestica elementare si trasforma così in una sequenza rituale, dove il tempo si dilata e l’azione quotidiana assume una valenza simbolica. L’opera alterna momenti di pieno e di vuoto, offrendo al visitatore immagini differenti dello stesso spazio.

Il titolo Miss America resta volutamente ambiguo. Può alludere a una figura femminile oppure evocare un’assenza, un’America immaginata e lontana, più legata al mito che alla realtà contemporanea. Tropa non propone una lettura univoca, ma costruisce un dispositivo aperto, in cui materiali, parole e gesti quotidiani diventano strumenti per interrogare memoria, desiderio e disincanto. Con questa mostra, Banca di Bologna prosegue il proprio impegno nella promozione dell’arte contemporanea, accogliendo un progetto che coniuga rigore formale e riflessione critica, in dialogo diretto con lo spazio storico di Palazzo De’ Toschi.

La Redazione

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