Fòrema: welfare aziendale veneto a due velocità, le PMI restano indietro

La trasformazione digitale aumenta competitività e occupazione, ma sul fronte del welfare aziendale e della conciliazione tra lavoro e famiglia permane un forte divario tra grandi e piccole imprese. È quanto emerge dalle ultime survey realizzate da Fòrema, società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est, presentate durante il Festival «Umano Tutto Intero» di Roma, al quale ha partecipato anche il ministro per le Pari Opportunità Eugenia Maria Roccella.

Innovazione traina crescita e occupazione

L’indagine, condotta su un campione di mille aziende venete, evidenzia gli effetti positivi degli investimenti nei programmi Industria 4.0 e 5.0. Il 71,5% delle imprese ha investito in tecnologie digitali, beni strumentali e formazione, mentre quasi nove aziende su dieci (88,6%) dichiarano di aver migliorato efficienza e competitività. Gli investimenti hanno avuto ricadute anche sull’occupazione: tra il 2022 e il 2025 gli addetti sono aumentati del 12,8%, grazie soprattutto all’introduzione di nuove competenze digitali e green.

Il welfare resta a due velocità

Accanto ai risultati economici, la ricerca mette però in evidenza un marcato divario tra grandi e piccole imprese nell’applicazione delle politiche di welfare e di parità di genere. Solo il 17% delle aziende è certificato o sta completando il percorso previsto dalla PdR 192/2026, mentre quasi un’impresa su tre dichiara di non conoscere affatto la nuova prassi. Le differenze emergono soprattutto nelle misure dedicate al welfare familiare, ai congedi di paternità, alla gestione dei caregiver e alle opportunità di carriera, ambiti nei quali le grandi aziende ottengono valutazioni nettamente superiori rispetto alle piccole imprese.

«Servono strumenti semplici per sostenere le PMI»

“I dati evidenziano come la parità di genere non sia solo un valore etico, ma una sfida organizzativa legata alla dimensione aziendale”,

spiega Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema.

“Per aiutare le piccole imprese non bastano nuovi obblighi normativi: servono strumenti operativi, procedure più semplici e un accompagnamento concreto per sviluppare politiche di welfare, sostegno alla genitorialità e gestione dei caregiver”.

Le imprese chiedono regole stabili

Dall’indagine emerge inoltre una richiesta condivisa dal mondo produttivo: rendere più semplice e stabile il sistema degli incentivi dedicati alla transizione digitale ed ecologica. Le aziende indicano come principali criticità la complessità normativa, la continua modifica delle regole e l’eccesso di adempimenti burocratici. Oltre il 57% prevede comunque nuovi investimenti nei prossimi due anni, purché il quadro normativo diventi più stabile e gli incentivi continuino a sostenere innovazione, sostenibilità e formazione del personale.

La Redazione

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