Ciao Millemiglia, anzi addio per sempre

La cessazione definitiva del programma MilleMiglia, annunciata con la comunicazione che stabilisce il 31 dicembre 2025 come data di chiusura, segna non soltanto la fine di una delle iniziative di fidelizzazione più longeve della storia italiana, ma anche un passaggio simbolico nella traiettoria di declino e trasformazione del sistema aereo nazionale. Il messaggio rivolto ai soci, in cui si legge che il programma non sarà rinnovato, non avrà nuove edizioni e che le miglia non utilizzate verranno cancellate, conclude idealmente un percorso iniziato decenni fa e profondamente intrecciato con la storia di Alitalia, la sua ascesa e la sua lunga crisi.

Per anni MilleMiglia non è stato solo un programma di premi: è stato uno dei principali strumenti attraverso cui Alitalia coltivava relazioni con i viaggiatori più fedeli, consolidava valore commerciale e alimentava un patrimonio di dati strategici. L’adesione della compagnia all’alleanza SkyTeam aveva permesso al programma di estendersi ben oltre i confini nazionali, consentendo l’accumulo e il riscatto delle miglia su una vasta rete globale di vettori partner. Tra i principali partner aerei con cui i soci MilleMiglia potevano volare figuravano Air FranceKLMDelta Air LinesKorean AirVietnam AirlinesChina AirlinesChina EasternGaruda IndonesiaSaudiaKenya AirwaysMiddle East AirlinesXiamenAirTaromAeroflotCzech Airlines e Aerolíneas Argentinas. Questa rete rappresentava un’estensione naturale del modello Alitalia: un tentativo di inserirsi saldamente nel traffico internazionale attraverso collaborazioni che garantivano capillarità, continuità operativa e riconoscibilità del marchio.

La chiusura di MilleMiglia arriva in un momento in cui il settore aereo italiano non ha ancora trovato un equilibrio dopo il fallimento di Alitalia e la nascita di un nuovo vettore con dimensione ridotta e diversa strategia di mercato. Le difficoltà strutturali che hanno segnato gli ultimi vent’anni – costi operativi elevati, concorrenza crescente dei low-cost, scarsa capitalizzazione, inefficienze operative e decisioni strategiche disallineate alle dinamiche globali – hanno progressivamente eroso la capacità dell’Italia di sostenere un network carrier competitivo. In questo scenario, MilleMiglia era rimasto uno degli ultimi elementi di stabilità percepita: un legame emotivo e commerciale con una clientela storica e internazionale che riconosceva nel programma un valore superiore rispetto ai benefici immediati.

L’annuncio della chiusura, che stabilisce il 26 gennaio 2026 come ultimo giorno di accesso all’area personale e il 31 gennaio 2026 come ultima data di assistenza, sancisce un processo di spegnimento completo, che non lascia spazio a trasferimenti automatici, valorizzazioni future o integrazioni nei programmi di altri vettori. Non esiste, in questa fase, un programma erede: MilleMiglia non si trasforma, non migra, non sopravvive in un’altra forma. Scompare. Un dettaglio che rivela la profondità del cambiamento in atto.

Dal punto di vista economico, la chiusura di un programma di questo tipo comporta la dispersione di un patrimonio immateriale significativo: milioni di conti attivi, dati comportamentali di valore elevato, abitudini di acquisto, segmentazioni di clientela e un capitale relazionale accumulato in oltre trent’anni. In molti mercati, i programmi frequent flyer sono considerati veri e propri asset finanziari, capaci di generare ricavi diretti attraverso la vendita delle miglia ai partner commerciali e attraverso l’integrazione con carte di pagamento, servizi ancillari e piattaforme digitali. La liquidazione di MilleMiglia, invece, avviene senza un utilizzo industriale di questo potenziale: segno dell’incapacità strutturale, ormai cronica, del sistema aereo italiano di trasformare i propri punti di forza in leve strategiche di lungo periodo.

L’ultimo messaggio rivolto ai soci – «Grazie per aver viaggiato con noi in tutti questi anni. È stato bello averti a bordo»– ha un valore che va oltre il commiato formale. È il simbolo di un modello che si chiude definitivamente, lasciando irrisolta la domanda su quale sarà, se mai verrà costruito, il prossimo grande programma di fidelizzazione del trasporto aereo italiano. In un settore dominato da alleanze globali, data economy e sistemi di membership sofisticati, il vuoto lasciato da MilleMiglia è più che nostalgico: è strategico.

Romina Ciuffa

Romina Ciuffa è direttore di Specchio Economico dal 2016.

Condividi su: