FESTIVAL DEL MARE: IL MEDITERRANEO HA BISOGNO DI ROMA (E VICEVERSA)

Un’indagine dell’Istituto Piepoli su cittadini e imprese fotografa un’Italia consapevole del proprio potenziale nel Mediterraneo. Le infrastrutture vengono considerate fondamentali per lo sviluppo e la sicurezza nazionale. In particolare, reti energetiche e digitali sono viste come elementi chiave della transizione ecologica e dell’integrazione nei grandi flussi globali di energia e comunicazione.

Blue Economy e ruolo di Roma

Il mare emerge come risorsa strategica per economia e geopolitica: l’80% dei cittadini e il 98% delle imprese ne riconoscono il valore. La Blue Economy viene percepita come leva di innovazione sostenibile e il Mediterraneo come identità condivisa. Roma e il Lazio sono ritenuti possibili protagonisti di questo sviluppo: circa il 70% del campione crede nella loro capacità di guidare la crescita delle infrastrutture mediterranee.

Porti e investimenti strategici

Il sistema portuale italiano è visto come un punto di forza, ma anche come un potenziale non pienamente valorizzato. Solo metà degli intervistati ritiene che il Paese sfrutti appieno questa risorsa. Le priorità individuate riguardano trasporti, mobilità e innovazione, mentre la burocrazia viene indicata come principale freno allo sviluppo (56%).

Le sfide e la direzione futura

Pur consapevole delle proprie risorse, l’Italia non ha ancora pienamente affermato il suo ruolo di hub mediterraneo. Serve una governance più integrata tra istituzioni e imprese per consolidare la posizione del Paese nel Mediterraneo e in Europa. Come sottolinea Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, “c’è bisogno di più Roma nel Mediterraneo e di più Mediterraneo in Roma”. E prosegue: “Una fra le più importanti vocazioni della nostra città è proprio quella di essere una grande Capitale europea, centro del dialogo nel Mediterraneo e in Europa. Una vocazione che è legata a una serie di elementi: la sua posizione geografica, la sua storia millenaria e il suo ruolo internazionale. È, dunque, necessario che ci interroghiamo a fondo su quali politiche e responsabilità può avere Roma nei confronti del Mediterraneo, in una prospettiva di pace e sviluppo”.

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