Favignana: il silenzio del mare e la memoria del tonno

Certe isole si visitano. Favignana (Sicilia), invece, si vive. Bastano pochi minuti dall’arrivo nel porto per percepire un’atmosfera tranquilla ma vivace. Qui il tempo segue il ritmo delle onde. Tra il caldo torrido e la gentile brezza, si crea un ambiente vivibile e accogliente. I turisti iniziano ad arrivare curiosi e felici, mentre i Favignanesi guardano con uno sguardo d’ interesse misto a distacco. Ci sono abituati ai turisti. Sanno che la stagione è iniziata.

La tranquillità dei pescatori trasmette un senso di purezza e serenità che mi ha pervaso sin dall’inizio. Non c’è la fretta di vedere musei o di prendere il prossimo treno. A Favignana, il tempo lo gestisci come vuoi. La maniera di lavorare dei ragazzi del chioschetto all’angolo del porto o l’informalità con cui il personale per il noleggio di motorini ci accoglie, mi fa sentire già a casa. Al primo impatto, infatti, l’isola mi ha trasmesso un’atmosfera armoniosa e non frettolosa o caotica. Oltre che un senso di leggerezza in tutto il corpo, mi ha anche fatto capire la relatività del tempo. Ho percepito il luogo come un pit-stop per ricaricare le batterie e rivitalizzare sia il corpo e sia la mente.

Il porto e il ritmo lento dell’isola

Favignana è la principale delle Isole Egadi. Le acque circostanti fanno parte dell’Area Marina Protetta dell’arcipelago, una delle più estese d’Europa, caratterizzata da fondali ricchi di biodiversità. Le sue dimensioni ridotte permettono di attraversarla quasi interamente in bicicletta, trasformando ogni spostamento in una lenta scoperta del paesaggio. Al centro del territorio sorge il Monte Santa Caterina, dove si vede l’omonimo castello. Non sorprende che proprio qui Christopher Nolan abbia scelto il Castello di Santa Caterina come scenario per alcune scene della sua Odissea: il paesaggio conserva ancora oggi un fascino quasi mitologico.Il nome dell’isola deriva probabilmente dal vento Favonio, un vento già conosciuto al tempo dei Romani, allora abitanti del posto. Non solo i Romani abitarono l’isola, ma precedentemente arrivarono Fenici e Cartaginesi. Fu nel 241 a.C. che i Romani sconfissero Cartagine nella Battaglia delle Isole Egadi, avvenimento che pose fine alla Prima Guerra Punica.

La storia dei Florio e la rivoluzione economica

Oltre ad essere conosciuta internazionalmente per gli splendidi paesaggi e le sue calette nascoste., un altro elemento che caratterizza questo luogo è la tonnara. La tonnara era un complesso sistema di pesca dei tonni che richiedeva una grande conoscenza delle correnti marine e delle migrazioni dei tonni che, infatti, venivano incanalati attraverso diverse reti fino all’ultima “camera”, anche chiamata “camera della morte”, dove avveniva la fase finale della pesca, comunemente nota come “mattanza”. La mattanza, oltre ad essere un procedimento fondamentale per l’economia dell’isola, era un vero e proprio rito che costituiva il forte legame tra gli abitanti e il mare. Questo sistema di pesca, oltre ad essere un rito, era una forte tecnica di pesca collettiva. Camminando tra gli edifici dell’antica tonnara, il silenzio colpisce più di qualsiasi rumore. È difficile immaginare che lì, fino a pochi decenni fa, centinaia di uomini lavorassero seguendo i ritmi della mattanza.

Al vertice dell’economia dell’isola c’era la famiglia Florio, una delle più importanti dinastie imprenditoriali dell’Italia ottocentesca. Ignazio Florio non comprò semplicemente la maggiore delle Egadi, ma acquistò le tonnare e le isole Egadi nel 1874 dal Governo italiano. I Florio trasformarono l’intero sistema delle Tonnare e perfezionarono e industrializzarono il confezionamento del tonno sott’olio in scatola. In questo ambito, i Florio innovarono il sistema di conservazione rendendo il prodotto più facilmente trasportabile e commerciabile, sia in Italia che all’estero. 

Un turista comune visita l’isola soffermandosi sulle meravigliose calette e il mare cristallino. In realtà, questo angolo delle Egadi offre un’ampia storia ricca di significato che la rende conosciuta in tutto il Mediterraneo. 

Il tonno nella cucina locale

In pochi luoghi si riesce ad assaporare la freschezza del mare. Qui, non solo la storia e le spiagge hanno un valore, ma soprattutto la gastronomia racconta una ricca tradizione attraverso prodotti locali e autentici. Favignana è celebre soprattutto perché offre la possibilità di assaggiare il Lattume. Il tonno, in passato, era un elemento principe nella dieta quotidiana e costituiva una fondamentale risorsa per gli abitanti così che ogni parte del pesce avesse un valore. Molti non lo sanno, ma il lattume è considerato una specialità tipica sicula. Il Lattume è la sacca seminale del tonno che viene preparato in diversi e semplici modi così da preservare il delicato sapore. La degustazione del Lattume, chiamato così per il suo colore biancastro, se da un lato mi ha suscitato molta curiosità, dall’altro mi ha permesso di conoscere un altro pilastro della cultura favignanese. Questa tradizione gastronomica è simbolo della cucina marinara del territorio. 

Favignana si distingue per il metodo innovativo con cui lega il passato alle novità odierne. È il caso del Kebab di Tonno, una prelibatezza del luogo, conosciuta per rivitalizzare e dare un tono giovanile alla gastronomia favignanese.

L’accoglienza degli abitanti

Mentre passeggiavo tra i vicoli del posto, un senso di familiarità mi ha pervaso. Non una sensazione di distacco, ma di accoglienza e curiosità. Nelle strade del borgo, quello che colpisce sono i rumori delle case, le finestre aperte e le persone accaldate davanti alle TV. Nel borgo marinaro si percepisce un forte senso di comunione, dove tutto è di tutti, nel bene e nel male. Essendo un turista, si ha sempre un pò la paura di essere trattati e accolti da tali, guardati con occhi distaccati e disinteressati. A Favignana tutto questo non c’è. I turisti sono parte della comunità perché la rendono viva e vivace. Mentre l’inverno è momento di riposo e pace per i favignanesi, l’estate e la primavera portano con sé festa e vivacità, oltre a muovere l’economia. Favignana non si limita a meravigliare il visitatore con le sue acque cristalline e le calette nascoste, ma incuriosisce per la sua ricca storia e cultura marinara.  Mentre molte isole sono viste come mete turistiche, questo luogo rappresenta un incontro di culture e storie, di venti e correnti. 
Quando il traghetto si allontana in silenzio, l’isola ci accompagna e ci saluta con il suo silenzio. Le sue acque cristalline sono una delle tante caratteristiche che la rendono una meta da visitare. La grande ricchezza culturale legata alla famiglia Florio, della tonnara e la cultura peschereccia rendono Favignana una meta culturale oltre che turistica.

Fabio Sai

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