EMERGENZA LUDOPATIA: CRESCE SEMPRE E A NATALE PEGGIORA

La fotografia aggiornata del Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) in Italia nel 2025 rivela un fenomeno che cresce in silenzio, sostenuto da dinamiche economiche, tecnologiche e sociali che lo rendono una delle emergenze più sottovalutate del Paese. Il sistema dei SerD e del privato sociale assiste oggi 13.000–15.000 persone: una cifra che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, rappresenta meno dell’1% dei soggetti realmente coinvolti. Le stime indicano oltre 1,3 milioni di giocatori patologici e una “zona grigia” di quasi 2 milioni di giocatori problematici, numeri che configurano un mercato della dipendenza fuori controllo (Fonte: ISS, Ministero della Salute).

Il 2025 conferma inoltre la correlazione tra stress economico e vulnerabilità al gioco. L’inflazione e il rallentamento del potere d’acquisto hanno alimentato l’illusione della “vincita risolutiva”, con un impatto crescente su fasce non tradizionalmente a rischio: pensionati, famiglie monoreddito, giovani lavoratori. Un indicatore significativo proviene dall’Osservatorio Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM): nel 2024 la spesa nel settore del gioco pubblico ha superato 20,4 miliardi di euro, mentre la raccolta complessiva ha raggiunto 147 miliardi, registrando un nuovo massimo storico (Fonte: ADM – Relazione annuale 2024).

Durante il periodo natalizio, quando disponibilità finanziaria e fragilità emotiva si intrecciano, il fenomeno accelera: a dicembre 2024 le scommesse virtuali sono aumentate del 51,93% su base annua e del 12,39% sul mese precedente, confermando il Natale come “zona rossa” per la recrudescenza del gioco. Il 2025 si avvia a replicare lo stesso schema.

A trasformare il DGA in una dipendenza perfetta dal punto di vista comportamentale ed economico è il ruolo dello smartphone: un “casinò permanente”, accessibile 24 ore su 24, capace di annullare frizioni, controlli sociali e percezione del rischio. Tre fattori tecnici ne amplificano l’impatto:

1) Velocità transazionale: una giocata dura meno di una pausa caffè;

2) Gamification: i meccanismi digitali replicano i circuiti dopaminergici dei social network;

3) Dematerializzazione del denaro: con wallet e carte digitali, la spesa diventa psicologicamente “leggera”.

L’aumento della prevalenza del gioco digitale è documentato dall’ISS: tra il 2019 e il 2023 i giocatori online sono cresciuti del 30%, con un incremento del 45% nella fascia 18–24 anni, oggi la più esposta (Fonte: ISS – Indagine Epidemiologica 2023).

L’emergenza ha anche un costo macroeconomico. Secondo l’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA, 2024), il DGA genera in Europa un costo sociale stimato tra 0,1% e 0,6% del PIL per perdita di produttività, indebitamento, assistenza sanitaria e crisi familiari. Applicando gli stessi parametri all’Italia, il costo annuale oscilla tra 1,8 e 10 miliardi di euro.

Eppure gli strumenti di contenimento esistono: dal Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA) ai software di blocco, fino alla digitalizzazione dell’assistenza psicologica. Il tasso di successo dei percorsi di cura strutturati è elevato: secondo l’ISS, chi supera i primi 12 mesi di terapia ha oltre il 70% di probabilità di non ricadere, dimostrando che la prevenzione comportamentale e tecnologica funziona quando è ben guidata.

Nel periodo dell’anno in cui la vulnerabilità raggiunge il picco, fa un appello l’associazione no profit Giocoresponsabile, quello di riconoscere il problema, attivare barriere di protezione e utilizzare le risorse disponibili. Nata con l’obiettivo di promuovere una cultura di gioco consapevole e responsabile, essa incoraggia i giocatori a prendere coscienza dei loro comportamenti e dei rischi legati al gioco d’azzardo. L’iceberg della dipendenza è grande, ma non impenetrabile. E la prima crepa si apre sempre nello stesso punto: la consapevolezza.

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