Donometro: la nuova rete contro lo spreco alimentare

Dare valore anche alle quantità minime di cibo che ogni giorno restano inutilizzate nei bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie: è da questa esigenza che nasce Donometro, il nuovo progetto promosso dalla Campagna Spreco Zero di Last Minute Market, spin off accademico dell’Università di Bologna, presentato ufficialmente il 19 gennaio 2026 al SIGEP di Rimini.

Il Donometro interviene in uno dei punti più fragili e meno strutturati del recupero alimentare: quello delle piccole eccedenze diffuse, spesso difficili da intercettare e gestire, ma potenzialmente decisive per rafforzare le reti di contrasto alla povertà alimentare, una parte della filiera Horeca che, fino ad oggi, è rimasta in larga misura esclusa dai sistemi organizzati di donazione.

Uno strumento operativo per semplificare la donazione

Si tratta, concretamente, di una piattaforma progettata per rispondere alle difficoltà concrete che molti esercenti incontrano nel donare il cibo ancora perfettamente consumabile: vincoli di tempo, complessità burocratiche, problemi logistici. Il Donometro offre una soluzione snella, immediata e funzionale, pensata per rendere la donazione una pratica quotidiana e non un’eccezione: attraverso un’interfaccia intuitiva, i pubblici esercizi possono segnalare anche quantitativi ridotti di eccedenze, mentre gli enti del Terzo Settore possono organizzare in modo più efficiente la raccolta e la distribuzione. Il risultato è una connessione diretta tra chi produce valore e chi lo redistribuisce, con benefici sociali immediati.

Oltre alla funzione operativa, il Donometro consente di tracciare gli alimenti recuperati e di misurare l’impatto ambientale positivo generato: riduzione degli sprechi, risparmio di risorse e contenimento delle emissioni legate alla produzione e allo smaltimento del cibo.

Il sostegno delle imprese e della ristorazione

Al progetto hanno contribuito anche rappresentanti del mondo imprenditoriale e della ristorazione organizzata, sottolineando il valore strategico del Donometro come strumento operativo. Carlotta Fabbri, in rappresentanza di Fabbri 1905, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di trasformare l’impegno contro lo spreco in pratiche concrete, evidenziando come la piattaforma renda finalmente semplice e accessibile la donazione delle eccedenze, in linea con una cultura aziendale da sempre attenta al valore del cibo. Dal punto di vista del settore dei pubblici esercizi, Luciano Sbraga di FIPE-Confcommercio ha messo in evidenza come esista una rete diffusa di piccole imprese pronta a contribuire, ma spesso frenata dall’assenza di strumenti adeguati. In questo contesto, il Donometro viene letto come una risposta concreta alle esigenze operative del comparto, capace di rendere ordinaria anche la donazione di quantitativi minimi.

Il progetto si inserisce, inoltre, in un percorso più ampio di evoluzione delle politiche di prevenzione dello spreco alimentare. Andrea Segrè, fondatore della Campagna Spreco Zero e direttore dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher, ha richiamato la continuità con le iniziative già avviate sul fronte domestico, sottolineando come l’estensione all’ambito Horeca rappresenti un passaggio necessario per intercettare un settore ad alto valore, in cui il cibo può essere rapidamente trasformato in risorsa sociale, anche grazie alla cornice offerta dal SIGEP. Il Donometro guarda anche alle nuove generazioni. Giorgio Segrè, project manager di Sprecometro e Donometro, ha evidenziato la dimensione culturale dell’iniziativa:

«Il Donometro traduce un impegno storico in uno strumento quotidiano, capace di parlare il linguaggio dell’innovazione e dell’impatto sociale. Non è solo una piattaforma digitale, ma un nuovo modo di prendersi cura del cibo e delle persone».

Un tassello della strategia Spreco Zero

Il Donometro si inserisce nel percorso avviato da oltre quindici anni dalla Campagna Spreco Zero, impegnata nella prevenzione dello spreco alimentare e nella valorizzazione delle eccedenze, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

In un contesto segnato da crescenti difficoltà di accesso al cibo, recuperare ciò che è già stato prodotto rappresenta una delle risposte più efficaci e sostenibili. Con il Donometro, il mondo dell’Horeca entra a pieno titolo in questa sfida, trasformando ogni eccedenza – anche minima – in un atto concreto di responsabilità sociale.

La Redazione

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