Convention iDEE, confronto su rappresentanza, autonomia economica e leadership femminile.
Raccontare ciò che troppo spesso resta ai margini della narrazione pubblica significa anche restituire visibilità al contributo delle donne nella società, nell’economia, nella politica e nei luoghi decisionali. È da questa prospettiva che iDEE – Associazione delle Donne del Credito Cooperativo ha costruito la sua 22ª Convention nazionale, ospitata il 19 settembre nella Sala 500 del Centro Congressi Lingotto di Torino.
L’appuntamento, dal titolo “Tutta un’altra storia. Il contributo femminile che fa la differenza”, ha riunito circa 400 partecipanti provenienti da tutta Italia, chiamati a confrontarsi sul ruolo delle donne, sulla loro rappresentazione nello spazio pubblico e sulle condizioni necessarie per trasformare la parità da principio dichiarato a realtà concreta. Al centro dei lavori, la necessità di ampliare il racconto collettivo includendo esperienze e competenze che continuano a trovare una rappresentazione insufficiente. Una questione che riguarda i media, ma anche l’accesso alle posizioni di responsabilità, l’indipendenza economica, la partecipazione politica e la capacità delle organizzazioni di rappresentare realmente la società.
Ad aprire la Convention sono stati Teresa Fiordelisi, presidente di iDEE, Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse, ed Elia Dogliani, presidente della Federazione BCC Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, seguiti dall’intervento di Alessandro Azzi, presidente onorario di iDEE.
“Le donne della nostra epoca vivono un’invisibilità estesa, che attraversa mezzi di comunicazione, coscienza collettiva e che si insinua nell’immaginario comune, con conseguenze estremamente concrete su spazi e opportunità che le donne possono abitare”,
ha osservato Teresa Fiordelisi.
Un’invisibilità che trova riscontro anche nei numeri citati durante l’incontro. Secondo il Global Media Monitoring Project 2025, soltanto il 26% delle persone viste, ascoltate o citate nelle notizie a livello mondiale sono donne, nonostante rappresentino circa la metà della popolazione.
Il tema della rappresentazione si intreccia con quello dell’accesso ai luoghi nei quali vengono prese le decisioni. I dati dell’European Institute for Gender Equality indicano infatti per l’Italia nella dimensione del “potere” uno dei risultati più deboli rispetto ad altri ambiti come lavoro, salute e istruzione. Il parametro comprende la presenza delle donne nelle istituzioni politiche, nei consigli di amministrazione, ai vertici economici e nei centri decisionali pubblici. Anche i dati Consob 2025, ricordati nel corso della Convention, segnalano una riduzione del già limitato numero di donne che ricoprono incarichi di amministratore delegato e presidente.
Il quadro resta complesso anche sul fronte dell’occupazione. Nel Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum, l’Italia si colloca all’85° posto su 148 Paesi, mentre scende al 117° nella dimensione relativa alla partecipazione economica e alle opportunità. Il divario occupazionale tra uomini e donne raggiunge il 17,4%, contro una media europea del 9,1%.
Per Fiordelisi, riportare in primo piano il contributo femminile significa intervenire direttamente sulla qualità della società:
“Oggi ci troviamo a raccontare un’altra storia, per dare spazio e riconoscimento pubblico e collettivo al contributo femminile”, ha spiegato. “Abbiamo bisogno di raccontare esperienze e vite che possano diventare modello e ispirazione per le giovani donne che verranno, ed elementi di riflessione per i giovani uomini con loro”.
Il presidente di iDEE ha quindi sottolineato come l’obiettivo non sia quello di costruire una narrazione separata, ma di completare quella esistente:
“Crediamo nell’importanza e nell’urgenza di raccontare una storia più completa, fatta di nomi, volti, vite e contributi rimasti latenti; centrali, eppure così poco noti. Questa narrazione non serve a noi donne per rivendicare spazi: serve alla società tutta per ricordarsi che l’unico modo per costruire un futuro sostenibile è valorizzare ogni risorsa a disposizione”.
Uno dei temi centrali della giornata è stato quello dell’indipendenza economica, indicata come condizione essenziale per accrescere autonomia e capacità di scelta. Ha affermato Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse:
“Spetta a noi creare una coscienza che diventi una prassi. Da sempre siamo convinti che l’indipendenza sia veicolo di libertà. E che il fattore economico sia fondamentale per l’autodeterminazione: per scegliere, occorre conoscere”.
Da qui il richiamo all’educazione finanziaria, che secondo Dell’Erba deve uscire dalla dimensione puramente teorica per diventare uno strumento concreto:
“Dall’educazione finanziaria come concetto, bisogna passare all’educazione finanziaria come pratica e il Credito Cooperativo è impegnato, attraverso numerose iniziative, a favorire questo processo. Una responsabilità che, ha aggiunto, è collegata alla stessa identità del sistema cooperativo. L’educazione finanziaria non è solo conoscenza: è uno strumento di autonomia, consapevolezza e partecipazione”.
Sul rapporto tra presenza femminile, comunità e modello cooperativo si è soffermato anche Alessandro Azzi, presidente onorario di iDEE, che ha sottolineato:
Nel Credito Cooperativo siamo abituati a parlare di prossimità. Ma la prossimità non è soltanto una misura geografica. Essere vicini ai territori significa soprattutto essere capaci di ascoltarne la pluralità: significa creare le condizioni perché persone diverse possano portare dentro l’organizzazione il proprio punto di vista, la propria esperienza, le proprie competenze. E significa riconoscere che una comunità è davvero conosciuta da una banca quando quella banca riesce a rappresentarne la pluralità”.
In questa prospettiva, ha aggiunto, la partecipazione femminile diventa parte integrante della funzione stessa delle banche cooperative:
“La presenza femminile non è per il Credito Cooperativo un elemento accessorio. È una componente della nostra capacità di essere realmente banche del territorio”.
Alla Convention è intervenuta anche Elena Bonetti, parlamentare e presidente della Commissione d’inchiesta della Camera dei Deputati sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, che ha affrontato il tema della partecipazione femminile alla vita pubblica a ottant’anni dal voto alle donne. Ha dichiarato:
“Fin dall’inizio è emerso come l’essere partecipe nella vita pubblica per le donne fosse elemento imprescindibile e indispensabile nel percorso di ricostruzione della Repubblica. La partecipazione non può essere ridotta alla semplice presenza numerica né vuol dire una rivendicazione di una rappresentanza o di una tutela di una ‘parte’. Si tratta di qualcosa di molto più profondo che risiede nell’anima stessa della democrazia rappresentativa”.
Secondo Bonetti, il contributo delle donne alla politica si esprime anche attraverso una particolare capacità di costruire connessioni e processi condivisi.
“L’agire delle donne nella politica è un agire generativo, che connette e congiunge, in grado di attivare battaglie per le altre e di agire trovando percorsi di sintesi e di dialogo. Un approccio che si proietta nella direzione del futuro e che rende possibile un futuro migliore. Per tutti”.
Il confronto ha coinvolto numerose esponenti del mondo bancario, cooperativo, scientifico e sociale. Tra i partecipanti anche Claudia Benedetti, vicepresidente vicaria di iDEE, Sara Reggio, segretaria generale dell’Associazione, Chiara Piva, consigliera, Barbara Camporeale, vicepresidente, e Luca Raffaele, direttore generale di Next – Nuova Economia per Tutti.
Sono intervenuti inoltre Gabriella Greison, fisica e narratrice di meccanica quantistica, Sandra Andrade, direttrice generale di Banco Codesarrollo, Mauro Pastore, direttore generale di BCC Banca Iccrea, Ursula Thaler, presidente del comitato donne alla guida delle cooperative della Federazione Cooperative Raiffeisen, Enrica Cavalli, vicepresidente di Cassa Centrale Banca, Vilma Armando, vicepresidente di Banca di Boves, Margherita Fenoglio, consigliera di Banca d’Italia, Emanuela Bratos, direttrice generale di ZKB Trieste Gorizia, Maria Cristina Brambilla, direttrice generale di BCC Oglio e Serio, e Carla Stillavato, presidente di Cooperativa Assiste e Cooperativa Insieme.
La Convention di Torino ha così spostato il tema della parità dalla sola questione della rappresentanza a quello della qualità delle organizzazioni e delle comunità. Perché raccontare “un’altra storia”, secondo il messaggio emerso dal Lingotto, significa in realtà completare quella già conosciuta, facendo emergere contributi, competenze ed esperienze senza i quali qualsiasi ricostruzione della realtà resta inevitabilmente parziale.
La Redazione