Crisi auto 2025: Ford e Renault sfidano la Cina

Oggi Ford e Renault hanno annunciato un’alleanza strategica per produrre auto elettriche “economiche” in Europa, una mossa che Ford definisce necessaria perché i costruttori occidentali devono lottare contro la concorrenza cinese a basso costo, come indicato da Reuters (qui). Contestualmente, The Guardian ha confermato il grido d’allarme del CEO Ford Jim Farley (qui): “We know we’re in a fight for our lives in our industry. There is no better example than here in Europe.”

Questi annunci arrivano in un momento già critico per l’automotive europeo. Secondo i dati diffusi da Reuters il 24 luglio 2025 (qui), le immatricolazioni complessive del mercato europeo sono in flessione e i costruttori stanno affrontando un peggioramento delle prospettive industriali. Ulteriori segnali negativi arrivano dalla Germania, dove Reuters ha documentato un crollo del 20% delle vendite Tesla nel mese di novembre (qui).  

Il quadro che emerge è quello di un’industria sotto pressione su tutti i fronti: domanda in calo, aumento dei costi energetici, forte concorrenza cinese e investimenti insufficienti nella produzione europea di batterie. Per la filiera italianache vale oltre 40 miliardi e include 260.000 addetti — la tempesta rischia di trasformarsi in un tornado industriale. Le PMI della componentistica, ancora fortemente dipendenti dal motore endotermico, subiscono un doppio svantaggio: la riduzione degli ordini e la difficoltà di riconvertirsi rapidamente a batterie, powertrain elettrici e software vehicle-centric. I rapporti di ANFIA e Unioncamere indicano un incremento delle ore di cassa integrazione nel comparto e segnali di fragilità strutturale nelle province fortemente meccaniche.

La concorrenza asiatica amplifica la crisi. Secondo un’indagine 2025 di Transport & Environment (T&E), le auto elettriche cinesi arrivano in Europa con un costo di produzione inferiore fino al 35%, rendendo la concorrenza di prezzo quasi impossibile senza protezioni o forti incentivi.

La partnership Ford-Renault — che prevede EV low-cost su piattaforme condivise entro il 2028 — è un chiaro segnale di accelerazione. I costruttori europei sanno che, senza interventi drastici, una parte della produzione rischia di spostarsi fuori dall’UE. La stessa Renault ha confermato che la collaborazione mira esplicitamente a contrastare BYD Auto e gli altri colossi cinesi in arrivo massiccio sul mercato europeo nei prossimi tre anni. In Italia, con nessuna gigafactory pienamente operativa e progetti ancora in fase embrionale, il ritardo infrastrutturale e industriale diventa un fattore critico. L’assenza di una catena del valore integrata delle batterie limita la competitività e impedisce economie di scala.

Il 2025 si sta rivelando l’anno decisivo: non più un dibattito sulla “transizione”, ma una resa dei conti industriale. Chi non si adatterà rapidamente al nuovo paradigma — veicoli elettrici accessibili, modelli software-defined, filiere corte, produzione energetica decarbonizzata — rischia di essere espulso dal mercato globale. Per il Made in Italy è una minaccia, ma anche un’ultima opportunità. Se sostenuta da politiche industriali mirate e da investimenti sulla formazione tecnica e sulla produzione locale di batterie, la filiera può riconquistare un ruolo strategico nei segmenti ad alto valore aggiunto.

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