Costa dei Trabocchi, la nuova guida Touring racconta l’Abruzzo lento

Non più soltanto una successione di spiagge, scogliere e antiche macchine da pesca affacciate sull’Adriatico. La Costa dei Trabocchi prova a consolidarsi come una destinazione turistica completa, nella quale il mare diventa il punto di partenza di un viaggio che attraversa borghi, colline, ciclovie, produzioni agricole, gastronomia e luoghi della spiritualità. È questa l’immagine dell’Abruzzo raccontata dalla nuova guida “La Costa dei Trabocchi”, realizzata dal Touring Club Italiano per la collana “Territori” e presentata in questi giorni attraverso una serie di appuntamenti organizzati in Abruzzo.

Dopo la presentazione istituzionale in Regione, la pubblicazione è stata portata direttamente nelle Comunità di progetto, sottolineando così uno degli elementi centrali dell’iniziativa: raccontare non semplicemente una destinazione, ma un territorio che negli ultimi anni ha cercato di costruire intorno alla propria identità un modello condiviso di sviluppo turistico.

Il sottotitolo della guida ne sintetizza l’impostazione: “Incanto sul mare: natura e avventure, gusti e sapori, storia e spiritualità, sentieri e ciclovie”. Il volume accompagna il lettore alla scoperta dei luoghi simbolo della costa, ma allarga lo sguardo alle esperienze che possono trasformare una visita di poche ore in un soggiorno più articolato.

Dal trabocco alla Via Verde, cambia il modo di scoprire la costa

Il paesaggio resta dominato dai trabocchi, le caratteristiche costruzioni in legno sospese sul mare che hanno contribuito a rendere immediatamente riconoscibile questo tratto del litorale abruzzese. Ma negli ultimi anni un secondo elemento ha modificato profondamente la fruizione turistica dell’area: la Via Verde. Realizzata lungo il tracciato della vecchia ferrovia adriatica, la ciclovia consente di attraversare lentamente il litorale alternando scorci sul mare, promontori, spiagge e trabocchi. Il suo valore, tuttavia, non è soltanto paesaggistico o legato alla mobilità sostenibile. L’obiettivo del territorio è utilizzarla come infrastruttura capace di distribuire i flussi turistici e mettere in relazione realtà che fino a pochi anni fa venivano promosse separatamente.

«L’intuizione è stata quella di considerare la Via Verde non solo come un’infrastruttura per la mobilità lenta, ma come l’asse generatore di un nuovo prodotto turistico territoriale, capace di collegare mare, trabocchi, borghi, paesaggio rurale, ospitalità e servizi»,

spiega Roberto Di Vincenzo, presidente del Gal Costa dei Trabocchi. Una strategia che punta quindi a superare il tradizionale modello della vacanza balneare. Chi percorre la costa in bicicletta può essere indirizzato verso un borgo dell’entroterra, una cantina, un produttore locale, un ristorante o una struttura ricettiva. La ciclovia diventa così una sorta di spina dorsale sulla quale costruire una rete economica e turistica più ampia.

Trecento chilometri per collegare Adriatico e colline

Il progetto non si ferma alla linea costiera. Intorno alla Via Verde sono stati sviluppati circa 300 chilometri di itinerari ciclabili che dal mare si spingono verso l’interno, collegando la fascia adriatica con il paesaggio collinare. È probabilmente qui che si gioca una delle partite più interessanti per il futuro della destinazione. L’integrazione tra costa ed entroterra permette infatti di ampliare l’offerta, distribuire maggiormente i visitatori e valorizzare territori che difficilmente potrebbero intercettare da soli i grandi flussi turistici. Sottolinea Di Vincenzo:

«Accanto alla Via Verde abbiamo sviluppato circa 300 km di percorsi ciclabili che dal mare risalgono verso la collina, ampliando l’esperienza del visitatore e integrando la costa con l’entroterra».

Il risultato, secondo il presidente del Gal, è la progressiva affermazione di un’identità turistica riconoscibile anche fuori dai confini nazionali. Un processo che porta però con sé una nuova esigenza: governare la crescita.

Dopo il successo, la sfida della qualità

L’aumento dell’attenzione verso la Costa dei Trabocchi pone infatti questioni che riguardano servizi, mobilità, sostenibilità, qualità dell’accoglienza e tutela del paesaggio. La sfida non consiste più soltanto nell’attirare visitatori, ma nel costruire un’offerta sufficientemente organizzata da sostenere nel tempo l’aumento della domanda senza compromettere proprio gli elementi che rendono attrattiva la destinazione.

«La nuova sfida riguarda la qualità complessiva dell’offerta: rendere la crescita più ordinata, sostenibile e riconoscibile»,

osserva Di Vincenzo.

In questa prospettiva si inserisce il Piano d’Area, sviluppato attraverso una “comunità di progetto” presieduta dalla Provincia e aperta alla partecipazione dei Comuni, delle associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni ambientaliste. A questo percorso si affianca la concessione del marchio Costa dei Trabocchi, pensato per rafforzare un’identità comune e rendere maggiormente riconoscibile l’offerta del territorio. L’obiettivo è passare dalla notorietà di alcuni singoli luoghi a un vero sistema di destinazione, nel quale amministrazioni, imprese e operatori condividano standard e strategie.

Il viaggio passa anche dalla tavola

La nuova guida Touring interpreta proprio questa trasformazione. Oltre alle informazioni sui luoghi da visitare, propone itinerari, esperienze, indirizzi per mangiare e occasioni di shopping, inserendo l’enogastronomia all’interno del racconto del territorio. È un aspetto particolarmente significativo in un’area nella quale mare e campagna convivono a pochi chilometri di distanza. Alla cucina marinara e all’esperienza dei trabocchi si affiancano infatti produzioni dell’entroterra, vigneti, oliveti e una tradizione gastronomica che può diventare uno strumento importante per prolungare il soggiorno e destagionalizzare i flussi.

La scelta del Touring Club Italiano di inserire la Costa dei Trabocchi nella collana “Territori”, dedicata alle eccellenze italiane, rappresenta dunque anche un riconoscimento del percorso compiuto dalla destinazione.

«Questa guida nasce da una lavorazione lunga e intensa con il Gal Costa dei Trabocchi. Il Touring nasce per diffondere la cultura del viaggio che per noi non è evasione ma cittadinanza»,

racconta Luciano Mornacchi, direttore commerciale di Touring Editore. Una filosofia che attribuisce alla guida un ruolo diverso dal semplice repertorio di indirizzi:

«Crediamo che il lettore possa diventare cittadino onorario di un territorio, esserne parte integrante: creiamo identità, trasferendola all’interno della guida».

Ed è proprio l’identità il filo che lega le diverse componenti del progetto. I trabocchi restano la sua immagine più potente, ma attorno a quelle strutture sospese sull’Adriatico sta prendendo forma un’offerta più complessa. Bicicletta, paesaggio, borghi, gastronomia e cultura diventano parti dello stesso viaggio. La nuova guida Touring arriva nel momento in cui la Costa dei Trabocchi prova così a compiere il passaggio decisivo: da luogo da vedere a territorio da attraversare, conoscere e vivere.

La Redazione

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