Coppa di Parma Igp, cresce il mercato delle vaschette: export oltre il 30%

Nel settore dei salumi Dop e Igp il formato vaschetta continua a guadagnare spazio, modificando abitudini di consumo, strategie commerciali e distribuzione internazionale. A confermarlo sono i dati 2025 del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp, che chiude l’anno con un fatturato al consumo di 78 milioni di euro e una crescita significativa del comparto preaffettato, diventato ormai uno dei principali motori del settore. Secondo il bilancio diffuso dal Consorzio, nel corso dell’ultimo anno sono stati oltre 525 mila i chilogrammi di Coppa di Parma Igp destinati alle vaschette, contro i 415 mila del 2024. L’incremento del 26% porta il valore del segmento preaffettato a circa 30 milioni di euro, pari al 38% dell’intero fatturato al consumo. Un dato che fotografa un cambiamento ormai strutturale nel comparto alimentare: la domanda di prodotti pronti al consumo, pratici da conservare e facilmente distribuibili, sta incidendo sempre di più anche nelle produzioni certificate della tradizione italiana. La crescita del preaffettato non riguarda infatti soltanto la grande distribuzione, ma anche i mercati esteri, dove il formato confezionato consente maggiore durata commerciale, standardizzazione qualitativa e logistica più efficiente.

Nel 2025 l’export della Coppa di Parma Igp ha superato il 30% delle vendite complessive, con oltre 700 mila chilogrammi destinati ai mercati internazionali. La Francia si conferma il principale sbocco europeo, mentre il Canada resta il riferimento extraeuropeo più importante per il comparto. In parallelo, i volumi produttivi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Sono stati lavorati circa 3,5 milioni di chilogrammi di carne, di cui 1,8 milioni destinati alla produzione certificata Igp. Il fatturato alla produzione si attesta intorno ai 29 milioni di euro. Dopo anni caratterizzati dall’aumento dei costi delle materie prime, il 2025 segna una fase di maggiore stabilità per il comparto. I prezzi della carne suina restano elevati rispetto al periodo pre-pandemico, ma senza ulteriori incrementi significativi rispetto agli ultimi tre anni. Una situazione che ha permesso alle aziende di concentrarsi maggiormente sul posizionamento commerciale e sull’espansione distributiva.

Il mercato italiano continua a essere dominato dalla grande distribuzione organizzata, che rappresenta circa il 70% delle vendite complessive della Coppa di Parma Igp. Il restante 30% passa invece attraverso il canale horeca, considerato strategico dal Consorzio soprattutto per la valorizzazione qualitativa del prodotto e per il posizionamento nella ristorazione.

Ha spiegato Fabrizio Aschieri, presidente del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma Igp:

“Siamo molto soddisfatti della crescita registrata dal preaffettato. La vaschetta risponde alle esigenze di praticità del consumatore moderno mantenendo qualità, aromi e caratteristiche distintive del prodotto. Anche i dati dell’export confermano un interesse crescente verso la Coppa di Parma Igp sui mercati internazionali”.

Il Consorzio riunisce oggi 21 aziende associate e rappresenta una filiera che coinvolge oltre 500 addetti tra occupazione diretta e indotto. Numeri che testimoniano il peso economico di una produzione storica dell’Emilia-Romagna, sempre più orientata a conciliare tradizione gastronomica e trasformazione dei modelli di consumo. Nel panorama agroalimentare italiano, il caso della Coppa di Parma Igp evidenzia come anche i prodotti legati alla cultura salumiera territoriale stiano evolvendo verso formule più adatte alla distribuzione globale. Non soltanto tutela della denominazione, quindi, ma anche adattamento industriale, innovazione di packaging e internazionalizzazione delle vendite.

La Redazione

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