Le due principali Authority continuano a operare in attesa della designazione dei nuovi presidenti.
L’Italia si trova in una fase particolarmente delicata per il sistema delle Autorità indipendenti. A distanza di settimane dalla conclusione dei rispettivi mandati, sia la Consob sia l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato continuano infatti a operare senza un presidente nominato in via definitiva. Sebbene entrambe le istituzioni mantengano piena operatività grazie ai meccanismi di continuità previsti dalla normativa, il protrarsi dello stallo nelle nomine alimenta interrogativi tra operatori economici, investitori e imprese, soprattutto in un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni dei mercati finanziari, della concorrenza e della regolazione europea.
La questione non riguarda soltanto il fisiologico rinnovo di due incarichi di vertice, ma investe il tema più ampio della capacità delle istituzioni di garantire stabilità decisionale e continuità nell’attività di vigilanza. In una fase in cui il sistema economico italiano è chiamato ad affrontare operazioni straordinarie nel comparto bancario, l’accelerazione della digitalizzazione, l’applicazione delle nuove normative europee e l’evoluzione dei mercati finanziari, l’assenza di una leadership pienamente insediata rischia infatti di rappresentare un elemento di incertezza istituzionale.
Il ruolo centrale delle due Authority
Consob e Antitrust rappresentano due pilastri dell’architettura economica italiana. La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa è l’organismo che vigila sul corretto funzionamento dei mercati finanziari, sulla trasparenza delle società quotate, sull’operato degli intermediari e sulla tutela del risparmio, principio espressamente richiamato dall’articolo 47 della Costituzione. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, invece, è chiamata a preservare il corretto funzionamento della concorrenza, contrastando intese restrittive, abusi di posizione dominante, concentrazioni anticoncorrenziali e pratiche commerciali scorrette a tutela sia delle imprese sia dei consumatori.
Negli ultimi anni il ruolo di entrambe le Authority si è progressivamente ampliato. L’integrazione dei mercati europei, la crescita delle piattaforme digitali, lo sviluppo della finanza sostenibile, la diffusione dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie hanno reso sempre più complessa l’attività di regolazione e vigilanza, aumentando la necessità di decisioni rapide e di un costante coordinamento con le istituzioni europee.
La guida provvisoria della Consob
Dal 9 marzo 2026 la Consob è guidata dalla presidente vicaria Chiara Mosca, commissaria dell’Autorità e docente di diritto commerciale presso l’Università Bocconi. Alla scadenza del mandato settennale di Paolo Savona, Mosca ha assunto automaticamente le funzioni di presidente vicario in virtù della maggiore anzianità nel collegio, garantendo la continuità dell’attività istituzionale insieme agli altri commissari Carlo Comporti, Gabriella Alemanno e Federico Cornelli.
L’eredità lasciata da Savona è particolarmente significativa. Durante il suo mandato la Consob ha accompagnato il mercato italiano attraverso alcune delle fasi più complesse degli ultimi anni, dalla pandemia alla crescente diffusione della finanza sostenibile, fino alla regolamentazione delle cripto-attività e al rafforzamento della cooperazione con le autorità europee. Parallelamente è stata intensificata l’attività di vigilanza sugli intermediari finanziari e di tutela degli investitori, in un mercato caratterizzato da una crescente sofisticazione degli strumenti finanziari e dall’aumento dei rischi connessi agli investimenti digitali.
L’Antitrust in attesa del nuovo presidente
Anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato attende la nomina del successore di Roberto Rustichelli, il cui mandato si è concluso nel maggio 2026. Dopo la fine del suo incarico, l’Autorità continua a operare attraverso il Collegio e la struttura amministrativa coordinata dal segretario generale Guido Stazi, garantendo la continuità dell’attività istituzionale fino alla designazione del nuovo presidente. Si tratta di una soluzione prevista dall’ordinamento che consente all’Autorità di proseguire le proprie funzioni senza interruzioni, pur in assenza di una guida politica pienamente insediata.
Nel corso della presidenza Rustichelli, l’Antitrust ha rafforzato il proprio ruolo nel controllo dei mercati, intervenendo su numerosi procedimenti riguardanti le grandi piattaforme digitali, il settore energetico, le telecomunicazioni, la distribuzione commerciale e i servizi finanziari. L’Autorità ha inoltre intensificato l’attività di tutela dei consumatori, contrastando pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevoli, e ha consolidato il coordinamento con la Commissione europea nell’applicazione delle nuove regole sulla concorrenza nei mercati digitali.
Lo stallo delle nomine e le possibili conseguenze
Dal punto di vista operativo, sia Consob sia Antitrust continuano a esercitare le proprie competenze senza particolari interruzioni. Tuttavia, la mancanza di un presidente nominato in via definitiva può incidere sulla programmazione strategica di lungo periodo, sulla definizione delle priorità istituzionali e sulla rappresentanza delle due Authority nei tavoli nazionali ed europei, dove la stabilità della governance assume un valore anche politico oltre che amministrativo.
Per il mondo delle imprese e dei mercati finanziari il tema assume quindi una rilevanza che va oltre il semplice rinnovo degli incarichi. In una fase caratterizzata da crescente volatilità economica, innovazione tecnologica e nuove sfide regolatorie, la presenza di vertici stabili contribuisce infatti a rafforzare la prevedibilità delle decisioni, la credibilità delle istituzioni e la fiducia degli operatori economici. La rapidità con cui saranno individuati i nuovi presidenti sarà quindi osservata con attenzione non solo dagli addetti ai lavori, ma anche dagli investitori e dai partner internazionali.
Un tassello del più ampio piano di rinnovo delle Authority
Il caso di Consob e Antitrust si inserisce all’interno di un più vasto processo di rinnovo degli organismi indipendenti dello Stato. Nel corso del 2026 sono infatti numerosi gli incarichi di vertice destinati a essere rinnovati, interessando autorità di regolazione, enti pubblici e organismi di vigilanza. Si tratta di un dossier particolarmente delicato, poiché la scelta dei futuri presidenti dovrà coniugare competenze tecniche, indipendenza istituzionale e capacità di governare settori sempre più complessi e interconnessi.
Per questo motivo il mercato guarda con attenzione alle prossime decisioni del Governo e del Parlamento. La tempestiva nomina dei nuovi vertici non rappresenta soltanto un adempimento amministrativo, ma costituisce un elemento importante per consolidare la credibilità del sistema di vigilanza italiano, rafforzare la certezza delle regole e offrire a imprese, investitori e cittadini istituzioni pienamente legittimate ad affrontare le sfide dell’economia contemporanea.
La Redazione