Comunità energetiche portuali, nasce il Tavolo permanente

Dai porti può partire una parte importante della transizione energetica del Paese. È questo il messaggio emerso dal convegno “Le Comunità Energetiche Portuali: dalla visione all’attuazione”, ospitato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e promosso dall’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare (ONTM), che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, autorità portuali, imprese, associazioni di categoria e mondo della ricerca.

Al centro del confronto il ruolo che le Comunità Energetiche Portuali potranno svolgere nel processo di decarbonizzazione delle infrastrutture marittime, nella sicurezza degli approvvigionamenti energetici e nella competitività del sistema logistico nazionale. L’obiettivo è trasformare gli scali italiani in poli capaci non soltanto di consumare energia, ma anche di produrla, accumularla e condividerla attraverso modelli di gestione integrata.

A differenza delle tradizionali Comunità Energetiche Rinnovabili, quelle sviluppate in ambito portuale dovranno confrontarsi con ecosistemi particolarmente complessi, nei quali convivono terminal, aree industriali, reti ferroviarie, depositi energetici, cantieri navali, impianti alimentati da fonti rinnovabili e sistemi per l’elettrificazione delle banchine. In questo scenario la condivisione dell’energia non rappresenta soltanto un’opportunità di risparmio economico, ma diventa uno strumento strategico di governance capace di aumentare l’autonomia energetica, rafforzare la resilienza delle infrastrutture e favorire nuove forme di collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

Durante il convegno è stata inoltre evidenziata la fase di crescita che stanno vivendo le Comunità Energetiche in Italia grazie all’evoluzione del quadro normativo e agli incentivi disponibili. Un interesse confermato anche dai numeri illustrati dal GSE, che ha registrato circa 48 mila richieste di accesso agli strumenti di sostegno dedicati alle CER, segnale di una crescente maturità del modello e della sua capacità di attrarre investimenti.

Secondo i partecipanti, proprio il sistema portuale rappresenta uno degli ambiti nei quali queste configurazioni potranno trovare le applicazioni più avanzate. Le vaste superfici disponibili per la produzione di energia rinnovabile, gli elevati consumi energetici, la diffusione del cold ironing, l’integrazione con sistemi di accumulo e le prospettive offerte dalle filiere dell’idrogeno e dei carburanti alternativi rendono infatti i porti luoghi ideali per sperimentare nuovi modelli di autoconsumo e condivisione dell’energia.

Tra i protagonisti dell’incontro sono intervenuti, tra gli altri, l’amministratore delegato del GSE Vinicio Mosè Vigilante, il presidente dell’ONTM Roberto Minerdo, l’amministratore unico di RAM Davide Bordoni, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti, il direttore generale di Assiterminal Alessandro Ferrari, il direttore generale di ServPort Sergio Prete, il direttore generale della Fondazione NEST Gabriella Scapicchio, il direttore generale di Assocostieri Dario Soria e, in collegamento, il deputato Luca Squeri, segretario della X Commissione Attività produttive della Camera.

Uno dei risultati più concreti dell’iniziativa è l’annuncio della nascita, prevista per settembre, di un Tavolo Permanente sulle Comunità Energetiche Portuali promosso congiuntamente da ONTM e GSE. Il nuovo organismo riunirà istituzioni, autorità di sistema portuale, operatori logistici, imprese energetiche, associazioni, università e centri di ricerca con l’obiettivo di favorire il confronto tecnico, individuare criticità e opportunità, diffondere le migliori esperienze nazionali e internazionali e accompagnare la realizzazione dei primi progetti strutturati nei porti italiani.

Nel corso del dibattito è stato inoltre ribadito il ruolo del GSE nel supportare lo sviluppo delle Comunità Energetiche attraverso attività informative, assistenza tecnica, gestione degli incentivi e monitoraggio delle iniziative, anche nell’ambito delle misure previste dal PNRR.

Commentando il percorso avviato, l’amministratore delegato del GSE, Vinicio Mosè Vigilante, ha dichiarato: 

«La transizione energetica richiede modelli capaci di coniugare sostenibilità, innovazione e collaborazione. Le Comunità Energetiche rappresentano uno strumento concreto per valorizzare la produzione e la condivisione dell’energia rinnovabile. I porti, per le loro caratteristiche infrastrutturali e industriali, possono diventare laboratori d’eccellenza di questa evoluzione. Il GSE continuerà ad accompagnare questo percorso mettendo a disposizione competenze, strumenti e misure di sostegno affinché tali progettualità possano tradursi in risultati concreti per il sistema Paese.»

Sulla stessa linea il presidente dell’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare, Roberto Minerdo, che ha sottolineato: 

«I porti italiani sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo nella nuova geografia energetica del Mediterraneo. Le Comunità Energetiche Portuali rappresentano una straordinaria opportunità per integrare sostenibilità ambientale, competitività economica e innovazione industriale. Con il Tavolo Permanente che avvieremo a settembre vogliamo costruire un luogo stabile di confronto tra istituzioni, imprese e ricerca per trasformare una visione condivisa in progetti concreti, contribuendo alla crescita della Blue Economy e al rafforzamento della leadership del sistema portuale italiano. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso che ONTM sta portando avanti sui temi della transizione ecologica del cluster marittimo nazionale, confermando la centralità del mare e dei porti nelle strategie energetiche, ambientali e industriali dell’Italia e rafforzando il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca per costruire modelli di sviluppo sempre più sostenibili, competitivi e innovativi, in linea con il Protocollo di Intesa in essere, tra il nostro Osservatorio e il GSE».

La Redazione

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