Con le tre business unit Vigne, Mare, Sapori vuole far crescere aziende e piccole medie imprese del comparto food senza snaturarle
Cos’hanno in comune una bottiglia di vini NoLo (no-low alcohol) e una scatola di latta? Entrambe contengono non solo un prodotto ma una visione. La prima, Arya di Conegliano, per via dei nuovi scenari del consumo di vino nasce guardando al futuro; la seconda, gli storici Krumiri Rossi di Casale Monferrato, con quella latta strizza l’occhio allo storico passato, decisa però ad andare avanti a lungo. Artigianalità, tradizioni, lungimiranza e quel tocco di ingegno italiano che ci ha resi noti nel mondo è in parte la formula ricercata da Compagnia del Gusto, club deal teso a investire e far crescere aziende e piccole medie imprese del comparto food senza snaturarle: e così i Krumiri Rossi sono stati acquisiti dalla s.p.a. fondata da Francesco Cosulich, ben lieti di contribuire alla creazione di un gruppo alimentare della qualità con un focus sulle produzioni particolari e di un certo livello. A tal fine, la holding Compagnia del Gusto, guidata dal presidente Sergio Albarello e dal ceo Ettore Nicoletto (anche partner insieme a Cosulich e altri investitori), si articola in Compagnia delle Vigne, dedicata al comparto vitivinicolo; Compagnia dei Sapori, focalizzata sulle specialità alimentari italiane; Compagnia del Mare, attiva nel segmento delle produzioni ittiche e artigianali: tre business unit volte a coprire l’intera filiera del gusto, dalla produzione alla distribuzione.
L’evoluzione del club deal
“Un club deal evoluto – spiegano dalla holding -: imprenditori e finanziatori che, insieme, investono le proprie risorse e accolgono capitali per mettere nel paniere aziende sulle tre verticali dedicate a vino, cibo, prodotti della pesca, da gestire con approccio finanziario stile fondo di investimento, in maniera trasparente con tutte le informazioni a disposizione di tutti”. Volutamente la holding è una società per azioni per maggior snellezza ma la mentalità è quella di un fondo con una governance strutturata, che si differenzia però per la quota di investimento personale: “Abbiamo investito il 10% del commitment, un’altissima percentuale rispetto al 2 o 3% della raccolta che normalmente ci si aspetta”, sottolinea il ceo Nicoletto, evidenziando il prossimo obiettivo: dopo l’attuale raccolta di 50 milioni, arrivare a oltre 200 nel 2027. Il portafoglio consolidato ha infatti chiuso il 2025 con un fatturato di circa 32 milioni di euro mentre circa 70 milioni di euro sono il target 2026, e l’intento è posizionare Compagnia del Gusto come ’la’ eccellenza italiana tra le eccellenze. A tal fine, prosegue Nicoletto, “cerchiamo tesori nascosti tra i 10 e i 15 milioni di fatturato, oppure dove ci sia un imprenditore che vuole crescere o una famiglia che cerca un’exit come Krumiri, anche per ricambio generazionale: il team offre tutte le competenze necessarie. Soprattutto all’estero si può combinare l’offerta e creare sinergia con un distributore”. E a proposito di distribuzione, l’esordio nel 2025 è stato molto radicato nella grande distribuzione ma, anche se è ancora così, grazie a questo bouquet di aziende di qualità “ci vengono in soccorso questi prodotti: è adesso che cominciamo a diventare omnichannel, cominciamo ad avere la giusta selezione”, e si può iniziare a ragionare più seriamente anche di export.
Le aziende in Compagnia del Gusto
La strada è tracciata: tra i primi a salire a bordo il salmone di Fjord, azienda con sede (e shop) a Busto Arsizio specializzata nell’importazione, lavorazione e distribuzione horeca; il salmone affumicato e i crostacei di Sal SeaFood; il caviale Elite; confluiscono in Compagnia del Mare, la unit verticale dedita ai prodotti ittici premium. Compagnia dei Sapori ha già fatto parlare di sé un mese fa per l’acquisizione del 100% di Portinaro & C. con il marchio piemontese Krumiri Rossi; tra i progetti futuri, l’imminente closing con una realtà dolciaria siciliana, isola nella quale si guarda inoltre per un’ulteriore acquisizione relativamente a prodotti del mare. Inoltre, questa verticale si dedicherà a sviluppare progetti legati alle regionalità con i prodotti tipici locali. Vino ed enoturismo le direttive che muovono Compagnia delle Vigne, nel cui portafoglio si trovano Sansego Holding (nell’isola di Sansego, la croata Susak); la joint venture con la famiglia Spadotto di Lea Winery, per la valorizzazione di produzioni vinicole ad alta identità territoriale; Arya, produzione e commercializzazione all’estero di vini premium a basso contenuto alcolico (lo spumante Arya a base Glera è un metodo Charmat fermentato, dealcolato e rifermentato per arrivare a 2% di gradazione e 17 calorie ogni 100 ml); infine, l’ultimo recente ingresso: Cantine Romagnoli, fondata nel 1857 sui Colli Piacentini e riconosciuta per la valorizzazione dei vitigni autoctoni con metodo classico. L’obiettivo di tutto ciò è giungere a una piattaforma che integri produzione, distribuzione, enoturismo e sviluppo commerciale internazionale.
