“Cambio rotta”: AI e lavoro, cresce la paura di restare indietro

L’avanzata dell’intelligenza artificiale continua a ridisegnare il mercato del lavoro e ad alimentare interrogativi sia tra le imprese sia tra i lavoratori. Da una parte le aziende faticano a trovare le competenze necessarie per sfruttare le nuove tecnologie, dall’altra cresce il timore che molte professioni possano essere profondamente trasformate nei prossimi anni.

A fotografare questa situazione sono due recenti indagini internazionali. Secondo una ricerca di Lenovo, oltre l’82% delle imprese ritiene di non possedere ancora competenze interne adeguate per utilizzare pienamente le potenzialità dell’intelligenza artificiale, mentre meno di una azienda su cinque dichiara di aver integrato questi strumenti in modo strutturato nei propri processi.

Le preoccupazioni emergono anche dal lato dei lavoratori. Il rapporto “Transformation, Skill and Learning 2026” realizzato da Cegos Group in undici Paesi evidenzia che quasi un terzo degli occupati teme la scomparsa del proprio ruolo professionale, mentre quasi tre lavoratori su quattro prevedono cambiamenti significativi nelle attività svolte quotidianamente.

Il tema della trasformazione professionale è al centro del nuovo libro di Angelo Spinalbelli, intitolato Cambia rotta! Guida pratica per riposizionarsi nel mondo del lavoro, pubblicato da Il Sole 24 Ore. Il volume sarà presentato il 24 giugno a Verona nell’ambito del Mura Festival 2026.

L’autore affronta le conseguenze dell’evoluzione tecnologica sul lavoro, soffermandosi su fenomeni come lo smart working, i modelli organizzativi ibridi, il job hopping e le transizioni professionali che interessano sempre più persone nel corso della vita lavorativa. L’idea di una carriera lineare e stabile lascia infatti spazio a percorsi più dinamici, caratterizzati da cambi di ruolo, aggiornamento continuo e nuove competenze da acquisire.

Secondo Spinalbelli, il vero elemento distintivo nell’era dell’automazione non risiede soltanto nelle competenze tecniche. Abilità come pensiero critico, problem solving, capacità di apprendimento, gestione delle relazioni, leadership e resilienza diventano sempre più strategiche perché difficilmente replicabili dalle tecnologie digitali.

Il tema assume particolare rilevanza in una fase in cui l’intelligenza artificiale non viene più percepita soltanto come uno strumento innovativo, ma anche come un fattore destinato a modificare ruoli, organizzazioni e modelli di business. In questo contesto, la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti viene indicata da molti esperti come una delle competenze più importanti per affrontare il futuro del lavoro.

«Il vero vantaggio competitivo non è sapere più degli altri, ma saper cambiare più velocemente»,

sostiene Spinalbelli, sintetizzando una sfida che riguarda oggi imprese, professionisti e lavoratori di ogni settore.

La Redazione

Condividi su: