Borgo diVino 2025 fa il giro d’Italia e chiude in crescita, consolidando il modello economico del turismo del gusto e puntando sulla “restanza” e sulla “ritornanza”.
L’edizione 2025 di Borgo diVino in tour si conclude registrando numeri che confermano la trasformazione della rassegna da semplice appuntamento enogastronomico a vero motore economico per i territori coinvolti. Da aprile a novembre, il format itinerante ha attraversato l’Italia – sconfinando per la prima volta anche a San Marino e in Provenza – generando oltre 60 mila presenze, 22 tappe e più di 130 mila degustazioni: una performance che certifica la solidità di un settore, quello del turismo del vino, sempre più strategico per l’economia delle aree interne.
Il progetto, ideato dal gruppo Valica e sostenuto dall’Associazione I Borghi più belli d’Italia, ha trasformato alcuni dei centri storici più suggestivi del Paese in piattaforme temporanee di scambio culturale ed economico, dove le produzioni vitivinicole – selezionate tra le eccellenze locali – si sono articolate in degustazioni, masterclass, show-cooking e momenti di entertainment. Un ecosistema che ha coinvolto visitatori, operatori e creator, generando un ritorno misurabile tanto per le cantine quanto per l’indotto commerciale dei borghi ospitanti.
«Il tour ha dimostrato la capacità del vino di attivare valore tangibile per territori e aziende», osserva Luca Cotichini, co-founder di Valica, gruppo italiano specializzato nel marketing territoriale, nel turismo e nella creazione di eventi e piattaforme digitali dedicate alla promozione dei territori. Ha sottolineato come il format sia divenuto una piattaforma in grado di mettere in relazione produttori, amministrazioni e pubblico: «L’energia raccolta lungo tutte le tappe conferma che Borgo diVino non è solo un evento, ma un’infrastruttura culturale su cui costruire nuove opportunità». L’organizzazione è già al lavoro per l’edizione 2026, che punterà ad ampliare geografie e sperimentare format innovativi, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare ulteriormente la filiera.
Il tour 2025, partito da Egna-Neumarkt /nella provincia autonoma di Bolzano) e concluso a Venosa (Potenza), ha attraversato l’intero Paese, toccando 22 località certificate e coinvolgendo una rete di partner istituzionali – dalle Camere di Commercio alle Regioni, dalle agenzie di sviluppo agricolo ai musei del patrimonio immateriale – che hanno contribuito alla costruzione di un’offerta integrata, capace di unire prodotti tipici, promozione del territorio e una narrazione identitaria coerente.
Fiorello Primi, presidente de I Borghi più belli d’Italia, interpreta il risultato 2025 come un segnale politico oltre che economico: l’estensione del percorso a San Marino e alla Francia, grazie alla collaborazione con Les plus beaux villages de France, apre la strada a una possibile rete europea del turismo dei borghi. «Vino, gastronomia e cultura rappresentano un asse competitivo decisivo per contrastare lo spopolamento e stimolare nuova occupazione nelle aree interne», afferma Primi, richiamando le parole chiave della “restanza” e della “ritornanza”, oggi centrali nelle politiche territoriali.
A dimostrazione della vitalità del progetto, il programma prevede un appuntamento speciale il 21 e 22 dicembre a Subiaco, dedicato ai migliori vini del Lazio, selezionati durante le tappe dell’anno. Un epilogo che conferma la volontà di radicare la manifestazione in percorsi di qualità continuativi, capaci di generare ricadute economiche anche oltre la stagione turistica.
Chiusa un’edizione che ha consolidato pubblico, reputazione e partnership, Borgo diVino in tour guarda già a un 2026 orientato all’espansione: nuove tappe, collaborazioni internazionali e un rafforzamento della dimensione economica che, ormai, è parte strutturale della sua identità.