Studenti, cultura e imprese creative nel complesso storico di 13 mila metri quadrati.
Un complesso storico di 13 mila metri quadrati torna a far parte della vita di Bologna dopo un lungo periodo di inutilizzo. L’ex Ospedale degli Esposti, conosciuto in città come Ospedale dei Bastardini, si prepara a diventare uno spazio multifunzionale dedicato all’ospitalità temporanea degli studenti, alla cultura, ai servizi sociali, alla creatività e alla ristorazione. Il passaggio decisivo è arrivato con la firma del contratto di locazione e la consegna delle chiavi ai soggetti selezionati attraverso la procedura competitiva promossa da Invimit SGR. Ad aggiudicarsi il compendio sono stati Open Event Srl, in qualità di capofila, Lama Società Cooperativa Impresa Sociale e la costituenda ATI, chiamati ora a trasformare uno degli immobili dismessi più significativi del centro storico in un nuovo polo urbano.
L’operazione rientra nella strategia con cui Invimit, società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, punta a recuperare il patrimonio immobiliare pubblico che ha perso la propria funzione originaria. L’edificio appartiene al Fondo I3 Valore Italia, gestito dalla SGR, e rappresenta un caso particolarmente significativo per dimensioni, posizione e valore storico.
Da luogo dell’assistenza a spazio aperto alla città
Situato in via D’Azeglio, nel pieno centro di Bologna, il complesso conserva un forte legame con la memoria cittadina. La sua storia è infatti strettamente connessa all’assistenza dell’infanzia abbandonata, funzione dalla quale deriva anche la denominazione popolare di “Bastardini”. La nuova destinazione non cancellerà questa vocazione sociale, ma proverà a reinterpretarla attraverso funzioni contemporanee. Il progetto prevede infatti un mix di attività pensato per evitare una trasformazione esclusivamente immobiliare dell’edificio e creare, invece, un luogo frequentato da pubblici differenti durante l’intero arco della giornata.
Una parte degli spazi sarà destinata all’ospitalità temporanea, in particolare per studenti impegnati nei programmi Erasmus e per persone coinvolte in iniziative formative, culturali o ad impatto sociale. A questa funzione si affiancheranno attività terziarie, laboratori di produzione artistica, imprese creative, artigianato, esposizioni ed eventi. Il futuro dei Bastardini comprenderà inoltre servizi educativi e sociali, attività di prossimità rivolte anche all’infanzia e spazi dedicati alla ristorazione. La sostenibilità ambientale costituirà un altro degli elementi intorno ai quali dovrà svilupparsi la riqualificazione.
La rigenerazione del patrimonio pubblico
L’intervento bolognese si inserisce nella “Missione REgenera”, il programma attraverso cui Invimit punta a riportare sul mercato e nella vita delle città immobili pubblici che hanno esaurito la funzione per la quale erano stati originariamente utilizzati. Sottolinea l’amministratore delegato Stefano Scalera:
“Stiamo dando seguito all’impegno assunto dalla consiliatura di INVIMIT SGR SpA di ridare una nuova vita agli immobili pubblici che da anni hanno esaurito la precedente funzione, attraverso la “Missione REgenera”. Nel caso dell’ex Ospedale, siamo davvero soddisfatti di poter restituire alla città di Bologna, un bene dall’alto valore sentimentale e culturale. Abbiamo preso in considerazione un progetto con caratteristiche di sostenibilità e di forte interesse per la comunità, in stretto rapporto con l’Amministrazione comunale, e così è stato. Bologna è una città in cui INVIMIT SGR SpA è fortemente impegnata anche con altri importanti progetti”.
Gli usi temporanei come laboratorio urbano
Un elemento centrale dell’operazione è rappresentato proprio dagli usi temporanei. Invece di attendere il completamento di un processo definitivo di trasformazione, l’obiettivo è riportare progressivamente il complesso nella vita cittadina e sperimentare sul campo nuove funzioni. Per il Comune di Bologna il modello può rappresentare uno strumento utile per affrontare il problema degli immobili pubblici inutilizzati. Dichiara l’assessore alla Pianificazione, ai Progetti strategici e al Patrimonio, Raffaele Laudani:
“Siamo molto soddisfatti della firma del contratto che dà avvio agli usi temporanei degli ex Bastardini, uno degli immobili dismessi più importanti della nostra città, rimasto chiuso per troppo tempo. Insieme a INVIMIT e ai nuovi gestori, lo restituiamo alla città perché torni a essere un luogo vivo, aperto e capace di accogliere attività culturali e sociali. Questa rappresenta una grande opportunità anche per le tante realtà culturali e associative di Bologna, che sono certo sapranno valorizzare al meglio questo spazio con progetti di qualità”.
L’amministrazione punta soprattutto sulla capacità del nuovo spazio di intercettare il tessuto culturale e associativo bolognese. Le esperienze già realizzate alla Caserma Boldrini, a Villa Turri e in altri immobili recuperati temporaneamente vengono indicate dal Comune come un modello da sviluppare: aprire gli edifici prima che il degrado ne comprometta ulteriormente il valore, sperimentare nuove destinazioni e coinvolgere le realtà del territorio nella costruzione della loro futura identità.
Per l’ex Ospedale dei Bastardini comincia così una fase completamente nuova. Da grande immobile inutilizzato nel cuore di una delle zone più frequentate di Bologna, il complesso punta a trasformarsi in un’infrastruttura urbana ibrida, nella quale student housing, cultura, servizi, creatività e attività economiche possano convivere. Una riconversione che diventa anche un banco di prova per un modello di gestione del patrimonio pubblico sempre più orientato a combinare valorizzazione immobiliare e utilità sociale.
La Redazione