Il gruppo tech di Treviso destina il 7% dei ricavi alla ricerca e punta sull’AI agentica.
Aton consolida la propria traiettoria di crescita rafforzando la dimensione internazionale del business e ponendo l’innovazione come asse centrale della strategia industriale. Il gruppo tech con sede a Villorba, attivo nello sviluppo di soluzioni digitali e sistemi basati sull’intelligenza artificiale per il retail e le reti di vendita, ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 26,2 milioni di euro, in aumento del 3% rispetto all’esercizio precedente, mentre l’Ebitda si attesta a 3,3 milioni di euro, registrando una flessione che riflette una scelta precisa di investimento in competenze digitali avanzate e nuove figure specializzate nell’AI.
Il piano di sviluppo delineato dal management guarda al medio periodo e si fonda su un incremento strutturale degli investimenti in ricerca e sviluppo, che raggiungono circa 1,8 milioni di euro, pari al 7% del fatturato. Al centro della roadmap tecnologica si colloca la piattaforma proprietaria “.one”, ecosistema software sviluppato internamente che unifica in un unico ambiente digitale i diversi canali di vendita, i sistemi di tracciabilità dei prodotti e gli strumenti di analisi delle performance commerciali. L’obiettivo è quello di trasformare i dati operativi quotidiani in informazioni strategiche per le aziende, grazie all’utilizzo di soluzioni avanzate di intelligenza artificiale capaci di supportare decisioni e processi in modo sempre più autonomo. L’azienda punta a ridefinire il rapporto tra persone e tecnologie, immaginando ambienti in cui l’automazione e l’analisi predittiva non sostituiscano l’intervento umano ma ne amplifichino la capacità decisionale.
Parallelamente all’evoluzione tecnologica, il gruppo ha avviato un importante progetto di restyling della propria sede storica, pensato per accompagnare una crescita occupazionale che ha portato l’organico a 284 collaboratori. Gli spazi, concepiti secondo logiche di collaborazione ibrida uomo-macchina, intendono favorire benessere organizzativo e creatività, rafforzando un’identità aziendale già riconosciuta a livello internazionale con la certificazione Great Place to Work e con l’adesione al modello B Corp, che integra obiettivi economici con impatti sociali e ambientali misurabili. Nel corso del 2025 il saldo occupazionale è stato positivo, con tredici nuove assunzioni nette, segnale di una strategia orientata alla crescita sostenibile anche in un contesto macroeconomico complesso.
Commenta il CEO Giorgio De Nardi:
“I risultati del 2025 consolidano il nostro percorso di trasformazione da fornitori di servizi a partner strategici per il retail globale. Abbiamo scelto di aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione perché crediamo che l’intelligenza artificiale agentica modificherà concretamente il modo di lavorare delle organizzazioni e dei nostri clienti. Continuare ad assumere e a riprogettare gli spazi di lavoro significa costruire un ambiente capace di attrarre talenti e generare valore nel lungo periodo”.
al punto di vista finanziario, il gruppo evidenzia una solida tenuta, sostenuta anche dall’ingresso di Teksmar e dall’espansione del portafoglio ordini internazionale. Osserva la CFO Tania Zanatt:
“Nonostante una congiuntura economica globale complessa, abbiamo mantenuto una performance positiva che conferma la capacità del gruppo di investire in modo strategico”
Fondata nel 1988 da Giorgio De Nardi, Aton si è progressivamente trasformata in un gruppo tecnologico internazionale specializzato nella digitalizzazione delle vendite omnicanale e della supply chain, con servizi attivi in quattordici lingue e supporto continuativo su scala globale. Il business si sviluppa attraverso consulenza, servizi gestiti e soluzioni software in modalità SaaS, con applicazioni dedicate alla gestione delle reti commerciali, all’e-commerce e alla tracciabilità dei prodotti tramite tecnologie come RFID e sistemi di enterprise mobility management. Oggi il gruppo opera per circa 750 clienti nel mondo, distribuiti tra industria dei beni di largo consumo, grande distribuzione e fashion, oltre al settore energetico, consolidando un posizionamento che mira a coniugare innovazione digitale e valorizzazione del capitale umano all’interno di un modello di crescita definito “profitto etico e sostenibile”.
La Redazione
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