Via al coordinamento dei prezzi tra i consorzi, 30 milioni di euro tra rimborsi e voucher per gli sciatori.
La concorrenza entra ufficialmente sulle piste da sci. Con la decisione di accogliere gli impegni presentati da Federconsorzio Dolomiti SuperSki e dai dodici Consorzi vallivi aderenti, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato chiude uno dei procedimenti più rilevanti degli ultimi anni nel comparto turistico-montano, destinato a incidere non soltanto sul sistema tariffario degli skipass, ma anche sulle future dinamiche commerciali dell’intero comprensorio dolomitico.
L’istruttoria, avviata nel luglio 2025 ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 287/1990 e dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, aveva acceso i riflettori su alcune disposizioni dello statuto del Federconsorzio ritenute potenzialmente idonee a limitare la concorrenza tra i dodici consorzi territoriali. In particolare, l’Autorità contestava due profili: il coordinamento nella determinazione dei prezzi degli skipass di valle e le restrizioni alla commercializzazione degli stessi attraverso operatori terzi e piattaforme digitali indipendenti.
Il nodo centrale del procedimento riguardava quindi il grado di autonomia commerciale dei singoli comprensori. Secondo l’Antitrust, un sistema nel quale le politiche tariffarie e distributive vengono coordinate all’interno di un organismo comune rischia infatti di ridurre il confronto competitivo tra operatori che, pur appartenendo allo stesso circuito turistico, restano imprese autonome chiamate a competere anche sul piano dei prezzi, delle promozioni e dei canali di vendita.
Per evitare una possibile decisione di accertamento dell’infrazione, Federconsorzio Dolomiti SuperSki e i dodici consorzi hanno presentato un pacchetto di impegni che l’Autorità ha ritenuto idoneo a eliminare le criticità concorrenziali emerse durante l’istruttoria. Il primo intervento riguarda la governance del sistema: saranno eliminate dallo statuto tutte le disposizioni che consentivano forme di coordinamento sulle politiche di prezzo e sulla distribuzione degli skipass vallivi, restituendo piena autonomia decisionale ai singoli consorzi. Ciò significa che ogni comprensorio potrà definire in modo indipendente le proprie strategie commerciali, favorendo una maggiore competizione anche nell’offerta turistica invernale.
Accanto agli interventi strutturali, il provvedimento introduce una significativa componente compensativa a favore dei consumatori. Gli sciatori che hanno acquistato skipass vallivi giornalieri o plurigiornalieri nelle stagioni 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 potranno scegliere tra un rimborso monetario pari al 20% della spesa sostenuta oppure un voucher del valore del 30% da utilizzare per futuri acquisti. Il plafond complessivo destinato alle misure di ristoro ammonta a 30 milioni di euro, suddivisi in 12 milioni di rimborsi diretti e 18 milioni di voucher.
Non è tutto. Il piano prevede anche la stabilizzazione, per cinque stagioni sciistiche consecutive, di alcune agevolazioni e promozioni già introdotte sul superskipass Dolomiti SuperSki, con un valore economico stimato in circa 20 milioni di euro. Una misura che, nelle valutazioni dell’Autorità, contribuisce ad attenuare gli eventuali effetti pregiudizievoli che la presunta intesa avrebbe potuto produrre sui consumatori.
Dal punto di vista giuridico, il procedimento rappresenta un esempio significativo dell’utilizzo dello strumento degli impegni previsto dalla normativa antitrust. In luogo di una decisione sanzionatoria, l’Autorità ha ritenuto preferibile ottenere una modifica strutturale dell’assetto concorrenziale del mercato e benefici economici immediati per gli utenti. Una soluzione che punta a ripristinare rapidamente condizioni competitive senza attendere i tempi di un eventuale contenzioso.
Il caso Dolomiti SuperSki assume inoltre una portata che va oltre il settore degli impianti di risalita. La decisione ribadisce infatti un principio destinato a incidere anche su altri sistemi consortili italiani: la cooperazione tra operatori può rappresentare uno strumento di sviluppo territoriale, ma non può tradursi in un coordinamento delle politiche commerciali tale da comprimere il confronto competitivo tra imprese formalmente indipendenti.
Per il mercato della montagna si apre quindi una nuova fase, nella quale l’attrattività del comprensorio dovrà sempre più coniugarsi con una maggiore autonomia commerciale, una più ampia apertura ai canali distributivi e una competizione fondata su prezzi, servizi e innovazione. Un equilibrio che l’Antitrust considera essenziale per garantire, insieme, efficienza economica e tutela dei consumatori.
La Redazione