Alzheimer, parte il progetto europeo ACCESS-AD con Siemens Healthineers 

L’arrivo in Europa delle prime terapie in grado di rallentare la progressione della malattia di Alzheimer ha aperto una fase nuova, ma anche profondamente problematica, per i sistemi sanitari. Diagnosi tardive, percorsi frammentati, carenze di imaging e lunghi tempi di attesa rischiano infatti di vanificare l’impatto clinico delle nuove cure. È da questo nodo strutturale, più che dalla sola innovazione farmacologica, che nasce ACCESS-AD, una delle più ambiziose iniziative europee dedicate alla gestione dell’Alzheimer lungo l’intero percorso di cura. Il progetto, della durata di cinque anni, è finanziato dall’Innovative Health Initiative (IHI), la partnership pubblico-privata dell’Unione Europea che sostiene programmi strategici nelle scienze della vita. ACCESS-AD prenderà avvio nel gennaio 2026 e coinvolgerà oltre trenta organizzazioni tra università, centri clinici, enti di ricerca, associazioni di pazienti e industria, con competenze che spaziano dalla neurologia alla data science, dall’imaging avanzato all’analisi dei dati real-world.

In questo contesto, Siemens Healthineers assume il ruolo di co-guida industriale dell’iniziativa, affiancando la leadership clinica dell’Amsterdam University Medical Center e il contributo scientifico di istituzioni come King’s College London e Gates Ventures. La partecipazione dell’azienda non si limita al supporto tecnologico, ma si estende alla progettazione di modelli operativi capaci di rendere realmente accessibili diagnosi e trattamenti su scala europea.

L’obiettivo centrale di ACCESS-AD è superare l’attuale frammentazione dell’assistenza, costruendo un percorso continuo che accompagni il paziente dalla diagnosi precoce alle decisioni terapeutiche, fino al monitoraggio nel tempo, riflettendo un’esigenza resa sempre più urgente dall’aumento della prevalenza della malattia: nell’Unione Europea oltre sette milioni di persone convivono oggi con l’Alzheimer e le stime indicano un possibile raddoppio entro il 2050, con un impatto crescente su famiglie, caregiver e sistemi sanitari nazionali.

Dal punto di vista operativo, il progetto punta a integrare diagnostica di laboratorio, imaging avanzato e soluzioni digitali, facendo leva sull’intelligenza artificiale per analizzare immagini mediche, biomarcatori ematici e dati di salute digitale. L’obiettivo è migliorare la stratificazione dei pazienti, prevedere la risposta alle terapie e identificare precocemente i soggetti a maggior rischio di complicazioni. ACCESS-AD prevede inoltre la raccolta di dati real-world da oltre cinquecento pazienti europei e uno studio pilota dedicato alla valutazione combinata di terapie farmacologiche e interventi sullo stile di vita.

All’interno di questo ecosistema, Siemens Healthineers contribuisce con soluzioni che coprono l’intero continuum di cura dell’Alzheimer. Dalla diagnostica precoce tramite test ematici fino al monitoraggio attraverso risonanza magnetica e tomografia a emissione di positroni, l’azienda lavora alla validazione clinica di tecnologie pensate per ridurre i colli di bottiglia oggi presenti nei sistemi sanitari. Un elemento chiave riguarda la raccolta dei campioni di sangue a domicilio, che consente ai pazienti di effettuare prelievi capillari senza recarsi nei centri specialistici. I campioni possono essere analizzati sulle piattaforme di laboratorio Siemens Healthineers per individuare biomarcatori rilevanti dell’Alzheimer, aumentando la frequenza dei controlli e favorendo diagnosi più tempestive, soprattutto nelle aree meno servite.

Parallelamente, l’azienda è impegnata a ridurre le barriere tecniche e operative che limitano l’accesso al neuroimaging avanzato. Questo include lo sviluppo e l’implementazione clinica di soluzioni MRI e PET/CT anche al di fuori dei grandi centri specialistici, attraverso tecnologie come sistemi di risonanza magnetica compatti e privi di elio, flussi di lavoro potenziati dall’AI e protocolli di imaging cerebrale accelerati in grado di ridurre in modo significativo i tempi di scansione.

Secondo la visione che guida ACCESS-AD, il futuro della cura dell’Alzheimer non passa solo da nuove molecole, ma da modelli di assistenza capaci di integrare innovazione tecnologica, standardizzazione dei percorsi e collaborazione tra pubblico e privato. È in questa direzione che il progetto intende muoversi, trasformando l’innovazione in accesso reale alle cure e riducendo le disuguaglianze tra i diversi sistemi sanitari europei.

La Redazione

ALTRI ARTICOLI DI SPECCHIO:

Condividi su: