AgriFoodTech, il Sud accelera ma l’innovazione resta una sfida

Il Mezzogiorno concentra quasi la metà delle imprese agricole italiane e custodisce alcune delle produzzioni agroalimentari più prestigiose del Paese, ma continua a registrare un ritardo sul fronte dell’innovazione. È quanto emerge dal primo report dedicato all’ecosistema AgriFoodTech del Sud Italia realizzato da PwC Italia e StartupItalia, che fotografa lo stato di salute del comparto e individua le leve necessarie per trasformare il Mezzogiorno in un polo europeo dell’innovazione agroalimentare.

Lo studio evidenzia un ecosistema giovane e dinamico, ma ancora frammentato, nel quale startup, PMI innovative, ricerca e imprese tradizionali iniziano a costruire un modello capace di coniugare tecnologia, sostenibilità e valorizzazione delle produzzioni tipiche.

Il Sud è il cuore agricolo d’Italia ma innova poco

Puglia, Sicilia, Calabria e Campania ospitano circa il 44% delle imprese agricole italiane e generano 17,3 miliardi di euro di valore aggiunto tra agricoltura e agroindustria. Un patrimonio produttivo che comprende 327 denominazioni DOP e IGP, pari al 38% del totale nazionale, con filiere d’eccellenza che spaziano dall’olivicoltura al vitivinicolo, dall’ortofrutta al lattiero-caseario. Nonostante questa forte vocazione, il tasso di innovazione rimane contenuto. Tra il 2019 e il 2024 solo il 6,2% delle aziende agricole del Sud ha introdotto innovazioni tecniche o gestionali, contro una media nazionale del 12%, mentre appena l’8% delle imprese italiane può essere considerato digitalmente maturo. Lo scenario diventa ancora più delicato alla luce delle nuove normative europee e nazionali sulla sostenibilità, la tracciabilità delle filiere e la sicurezza alimentare, che rendono la digitalizzazione un fattore competitivo oltre che un obbligo normativo.

Cresce l’ecosistema delle startup AgriFoodTech

La ricerca ha censito 82 startup e PMI innovative, individuando un ecosistema in rapida evoluzione. Quasi la metà delle imprese è nata negli ultimi cinque anni e il 72% delle realtà censite si concentra tra Sicilia, Puglia e Campania. Un dato che conferma come il Mezzogiorno stia diventando sempre più attrattivo per imprenditori e innovatori che sviluppano tecnologie dedicate all’agricoltura e alla trasformazione alimentare. Il 77% delle startup utilizza più tecnologie contemporaneamente, integrando intelligenza artificiale, sensoristica, Internet of Things, analisi dei dati e piattaforme digitali per rispondere alle sfide del settore.

Otto direttrici guidano l’innovazione

Il report individua otto principali aree di sviluppo dell’AgriFoodTech: agricoltura di precisione, gestione intelligente dell’acqua, biodiversità, FoodTech, tracciabilità delle filiere, economia circolare, piattaforme digitali e strumenti fintech per l’agricoltura, oltre alle tecnologie dedicate all’adattamento climatico. Tra questi, il comparto della Smart & Precision Agriculture rappresenta oggi il cluster più sviluppato, mentre cresce rapidamente l’interesse verso soluzioni per la valorizzazione degli scarti, la riduzione dei consumi idrici e la resilienza ai cambiamenti climatici.

Bari diventa hub dell’innovazione

Accanto ai tradizionali distretti produttivi stanno emergendo nuovi poli dell’innovazione. Dalle interviste condotte con founder e amministratori delle startup emerge infatti il ruolo crescente di città come Bari, che stanno attirando competenze e imprenditori rientrati nel Mezzogiorno dopo esperienze di studio o lavoro all’estero. Le particolari condizioni climatiche del Sud, segnato da stress idrico e temperature elevate, stanno inoltre trasformando il territorio in un laboratorio naturale per sviluppare tecnologie esportabili anche in altri Paesi del Mediterraneo.

Le priorità per crescere

Secondo PwC e StartupItalia, il potenziale del comparto potrà essere pienamente espresso solo attraverso un rafforzamento dell’intero ecosistema. Tra le priorità individuate figurano il sostegno agli investimenti privati, la creazione di cluster territoriali specializzati, l’integrazione tra ricerca e imprese, lo sviluppo di competenze interdisciplinari e una maggiore diffusione di automazione e robotica per contrastare la carenza di manodopera.

Afferma Vincenzio Tanania, partner Digital Innovation di PwC Italia:

“L’ecosistema Agritech del Mezzogiorno è in transizione verso un’innovazione di sistema che integra dimensioni ambientali, climatiche e sociali. Per consolidare questa traiettoria servono investimenti mirati, capitale umano qualificato e una riduzione del divario digitale del comparto agricolo”.

Sulla stessa linea Giampaolo Colletti, direttore di StartupItalia, secondo cui

“le startup stanno dimostrando che l’innovazione può nascere anche lontano dai tradizionali poli tecnologici. La sfida ora è rafforzare il dialogo tra imprese, investitori e istituzioni affinché le tecnologie sviluppate possano trasformarsi in crescita industriale e competitività internazionale”.

La Redazione

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