Al Museo dell’Automobile di Torino si segna il passaggio dell’ACI ad una nuova fase orientata al futuro.
Il Museo dell’Automobile di Torino (MAUTO) ha ospitato il 22 gennaio 2026 l’evento conclusivo delle celebrazioni per il centoventesimo anniversario dell’Automobile Club d’Italia, segnando simbolicamente il passaggio da una lunga storia di servizio alla mobilità italiana a una nuova fase orientata alle trasformazioni del futuro. La scelta del MAUTO, custode di una delle più importanti collezioni automobilistiche al mondo, ha rafforzato il legame tra patrimonio storico, innovazione tecnologica e cultura industriale del Paese.
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico e dell’industria automotive, riuniti per ripercorrere un percorso iniziato nel 1905, quando in Italia circolavano poco più di duemila automobili. Oggi, a distanza di centoventi anni, il contesto è radicalmente mutato: sulle strade italiane viaggiano oltre quarantuno milioni di autovetture e più di cinquantacinque milioni di veicoli complessivi, a testimonianza di un’evoluzione che ha inciso profondamente sulla società, sull’economia e sull’organizzazione del territorio.
Nel corso dell’evento è stato infatti effettuato l’annullo filatelico del francobollo commemorativo dedicato all’ACI, inserito nella serie “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, un riconoscimento che sottolinea il ruolo dell’Automobile Club d’Italia come attore istituzionale nello sviluppo della mobilità nazionale.
Nel suo intervento, Tullio Del Sette, commissario straordinario dell’ACI, ha richiamato il valore umano e civile della storia dell’ente, ricordando come la crescita della mobilità in Italia sia stata resa possibile dall’impegno di generazioni di donne e uomini che hanno visto nell’automobile non solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento di progresso economico e sociale. Un percorso che oggi, ha sottolineato, si traduce nella responsabilità di accompagnare le grandi transizioni in atto, dalla sicurezza stradale alla sostenibilità ambientale, mettendo competenze e strutture al servizio dei cittadini e delle istituzioni.
“l primi 120 anni dell’Automobile Club d’Italia raccontano una grande storia: quella delle donne e degli uomini che hanno creduto, e continuano a credere, nell’automobile come strumento di progresso.”
Il legame tra automobile e identità nazionale è stato al centro anche dell’intervento di Giovanni Tombolato, subcommissario ACI e presidente di ACI Storico:
“Basta osservare queste auto straordinarie, sintesi sublime del genio italiano, per comprendere quanto
profondamente la storia del nostro Paese sia intrecciata a quella dell’automobile e, quindi, a quella dell’Automobile Club d’Italia che, da ben centoventi anni accompagna la vita degli automobilisti.”
Il presidente eletto dell’ACI, Antonino Geronimo La Russa, ha posto l’accento sul significato contemporaneo dell’anniversario: i centoventi anni dell’Automobile Club d’Italia non rappresentano un traguardo da celebrare guardando al passato, ma una base solida da cui affrontare una fase storica segnata da profondi cambiamenti tecnologici, infrastrutturali e normativi. Governare il cambiamento, garantire sicurezza, sostenibilità e diritto alla mobilità sono le sfide che attendono l’ACI, chiamato a rinnovare ogni giorno il proprio impegno al fianco della collettività.
La cerimonia di Torino ha così chiuso un anno di celebrazioni trasformandolo in un momento di rilancio: un passaggio di testimone ideale tra la storia della motorizzazione italiana e le nuove traiettorie della mobilità, in cui l’Automobile Club d’Italia continua a proporsi come punto di riferimento istituzionale, tecnico e culturale.
La Redazione
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