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TECNOLOGIE INFORMATICHE
E DELLA COMUNICAZIONE

ALESSANDRO LUCIANO: FONDAZIONE UGO BORDONI, UNICO BALUARDO DELLA RICERCA RIMASTO IN ITALIA


dell’avv. Alessandro Luciano
presidente della Fondazione
Ugo Bordoni

Artefice in passato
di un progresso diffuso,
permeata oggi da latente
cultura fordista, in preda
a schematismi tattici
e ferma all’antagonismo
nel mondo del lavoro,
la Confederazione sembra
aver smarrito il sano
pragmatismo di un tempo
e la capacità di realizzare
accordi di portata storica
e mutamenti sostanziali
nella cultura sindacale

l 2011 è stato per molti versi un anno decisivo per lo sviluppo delle comunicazioni in Italia. Il passaggio dal sistema televisivo analogico a quello digitale e l’asta delle frequenze per le nuove reti telefoniche sono stati i due momenti fondamentali che stanno finalmente ridisegnando l’ambiente digitale italiano avvicinandolo a quello degli altri Paesi europei. In questo nuovo scenario di progresso la Fondazione Ugo Bordoni è riuscita a dare il proprio contributo di ricerca, di conoscenza e di competenza, partecipando in qualità di advisor e di supporto tecnico e scientifico ad ambedue le operazioni.
D’altra parte la Fondazione Ugo Bordoni è il più importante centro di ricerca pubblico dedicato allo sviluppo tecnologico; anzi, mi permetto di osservare che, con il progressivo ridimensionamento della ricerca privata nelle grandi aziende, la Bordoni è ormai l’unico vero baluardo della ricerca rimasto in Italia nel settore delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni. Per lo «switch-off» televisivo la Fondazione ha fornito e sta fornendo assistenza tecnica, scientifica, operativa e logistica, nonché di verifica e monitoraggio nel passaggio alla trasmissione digitale terrestre: abbiamo realizzato il Master Plan consistente nel calendario della transizione degli impianti di trasmissione, le procedure per l’accesso, la memorizzazione e l’aggiornamento dei dati del Catasto degli impianti e delle frequenze; infine gestiamo anche la campagna di comunicazione e informazione.
Per quanto riguarda invece la gara per le frequenze di nuova generazione, di cui abbiamo curato ogni aspetto tecnico e gestionale, non mi pare ci si possa lamentare dei risultati. E non era semplice: in palio era la maggiore capacità di spettro elettromagnetico - ben 255 megahertz - mai sottoposta a gara in Italia. Il successo ottenuto, a dispetto di qualsiasi previsione, è per questo ancora più significativo. Abbiamo dato prova di saperci districare in un contesto così infuocato, forti della nostra competenza tecnica ma anche della natura di soggetto terzo e indipendente, che ci ha consentito di gestire in maniera ottimale una gara in cui si muovevano una mole ingente di interessi contrapposti.
Anche il risultato economico è stato soddisfacente: di fronte, infatti, a una previsione di incassi fatta dal Ministero dell’Economia di 2 miliardi 400 milioni di euro, si sono ottenuti 4 miliardi: incassi superiori a ogni previsione. Mi auguro quindi che questo permetta di assegnare una quota significativa dell’introito a misure di sostegno dell’intero settore della comunicazione, banda larga e reti di nuova generazione in primis, come d’altra parte si aspettano giustamente gli operatori delle telecomunicazioni. Stiamo valutando, per gli aspetti di nostra competenza, alcune ipotesi da sottoporre all’attenzione del Governo. Sarà infatti opportuno reinvestire con convinzione in questo settore che può contribuire, come pochi, ad accelerare in maniera sostanziale la crescita e lo sviluppo del Paese, favorendo così la competitività internazionale dell’Italia.
Vi sono però ancora passaggi che vanno gestiti con attenzione e in cui la Fondazione Bordoni può avere un ruolo rilevante. Penso, ad esempio, alla verifica delle operazioni di cessione delle frequenze occupate ora dalle emittenti locali, ma anche alla necessità di studiare eventuali problemi interferenziali nell’uso condiviso della banda a 800 megahertz causati da servizi televisivi e telefonici così da individuare soluzioni tecniche idonee, sulla scia di quanto già fatto dall’Ofcom in Gran Bretagna. Si tratta di temi delicati per i quali è necessaria un’attività di ricerca mirata all’individuazione di soluzioni d’avanguardia che potrebbero costituire un modello di riferimento per quei Paesi come la stessa Gran Bretagna, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda, che si apprestano ad affrontare i medesimi problemi. Non a caso, dopo i successi italiani, ci proporremo anche come advisor in Europa per questo modello di aste.
Il significativo investimento degli operatori telefonici, per lo più stranieri, nella banda larga mobile, in un momento di difficoltà del mercato e di riacutizzazione della crisi economica, è un’indicazione precisa delle enormi potenzialità di crescita del settore: credo sia dovere di tutti sfruttarle in pieno, soprattutto quando l’economia italiana rischia seriamente la recessione. Non c’è dubbio, infatti, che le tecnologie informatiche e della comunicazione possano essere un elemento fondamentale per la ripresa: per esempio, la diffusione della banda larga ha benefici diretti e indiretti sull’economia, generando un aumento del prodotto interno stimabile nell’1,2 per cento per ogni 10 per cento di penetrazione nel mercato.
Diventa quindi indispensabile individuare strategie di incremento della domanda, perché la sfida da vincere è quella dell’alfabetizzazione digitale a cominciare dall’azzeramento del digital divide: il divario tra chi può accedere a connessioni ad alta velocità e chi invece ne è escluso deve essere eliminato nel più breve tempo possibile. E non è un problema solo delle cosiddette zone a «fallimento di mercato», cioè zone del Paese in cui la domanda è così scarsa e i costi di collegamento così alti da rendere la connessione antieconomica; ma riguarda purtroppo anche numerosi distretti industriali nei quali internet va al rallentatore o proprio non arriva. Questo ritardo rappresenta un grave danno per l’intero Sistema Paese. Desidero segnalare, a questo proposito, un esempio interessante a cui guardare, l’esperienza di Metroweb, che ha realizzato a Milano la più estesa rete metropolitana in fibra ottica d’Europa.
Vanno anche studiate soluzioni che incentivino le piccole e medie imprese ad adottare le nuove tecnologie e a sviluppare prodotti innovativi, in modo da consentire da una parte il sempre più facile accesso al mercato globale tramite la Rete, e dall’altro la costruzione di una filiera tecnologica che supporti lo sviluppo digitale. E anche per la Fondazione Bordoni si apre ora una fase nuova: nel 2012 non solo vogliamo mantenere questo ruolo centrale nella ricerca applicata alla tecnologia informatica e della comunicazione, che da sempre è la nostra attività principale, ma vogliamo applicare le nostre conoscenze e capacità anche in settori contigui.
La convergenza tecnologica è ormai un dato di fatto e le competenze che abbiamo acquisito nelle reti della comunicazione risultano sempre più preziose: è nostra precisa intenzione allargare le attività di ricerca e consulenza alle infrastrutture di rete rafforzando anche le nostre sinergie con il mercato: energia, trasporti, gas, servizi logistici e postali. Sarà proprio il mercato la nostra prossima sfida: stiamo lavorando per l’ingresso, come soci della Fondazione, di aziende quali Enel, Eni, F2i, Ferrovie ed altri ancora. Vogliamo cambiare il nostro rapporto con il mondo produttivo ed anche quello con i nostri soci: non chiedere loro soltanto le quote di iscrizione annuali - che verranno comunque ridotte di un terzo rispetto al passato -, destinate all’organizzazione di convegni, seminari e incontri e indispensabili anche per far funzionare la nostra macchina (circa 120 ingegneri) e le nostre attività di ricerca, ma anche per dare loro i prodotti, i servizi e le consulenze di cui hanno bisogno.
Vogliamo sviluppare la nostra presenza sul mercato con offerte mirate per il settore privato, e stiamo inoltre valutando la creazione di una società ad hoc di consulting, probabilmente in joint venture con un’altra prestigiosa Fondazione di ricerca, per affrontare le gare in campo privatistico. È per noi fondamentale che queste ipotesi operative possano accompagnare la nostra tradizionale attività di ricerca e consulenza per il settore pubblico, nel quale peraltro puntiamo ad avere un ruolo ancora più incisivo e rapporti ancora più stretti e proficui. Un ruolo che ci è inequivocabilmente assegnato dalla legge n. 69 del 2009, che vuole la Bordoni un braccio della Pubblica Amministrazione, competente per le questioni tecnologiche.
Tutto questo senza tralasciare ovviamente le attività in corso, che vanno dalla gestione del Registro Pubblico delle Opposizioni, iscrivendosi al quale gli utenti possono bloccare le telefonate di offerte pubblicitarie e di servizi, alla consulenza tecnica per il Beauty Contest, dall’organizzazione di seminari, convegni internazionali e giornate di studio al quotidiano lavoro di ricerca scientifica nel campo delle telecomunicazioni: mining information, analisi economica e di scenario nel settore informatico, tecnologie per le reti di nuove generazioni, sicurezza delle tecnologie informatiche e comunicative, sistemi radio e molto, molto altro.
Riteniamo che i prossimi anni saranno ancora più decisivi per lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione e per la modernizzazione e la messa in rete del nostro Paese e dell’intera Europa, e la Fondazione Ugo Bordoni li vuole vivere ancora una volta da protagonista.

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