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DARIO ROSSIN: IL 2012 SARÀ UN ANNO
DI SVOLTA
PER L'ISTITUTO
A. C. JEMOLO

L’on. avv. Dario Rossin, commissario
straordinario dell’Istituto regionale
di Studi giuridici
«Arturo Carlo Jemolo»

Fondato nel 1987
con legge regionale
del Lazio, ha tra i fini
quello di promuovere
il progresso culturale,
civile e sociale della
regione. A tal fine
organizza iniziative
di studio e ricerca
in vari campi e corsi
di formazione

<<obiettivo principale della mia azione è quello di assicurare, pur nel rispetto della tradizione, una discontinuità nella gestione dell’Istituto, sia nel merito dell’attività formativa sia nei rapporti con l’esterno». Ha le idee chiare Dario Rossin, nominato quasi un anno fa dal presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, commissario straordinario del prestigioso Istituto di Studi giuridici «Arturo Carlo Jemolo». Dario Rossin è avvocato del Foro di Roma, specializzato in Diritto civile, commerciale e amministrativo. Ha conseguito il titolo di «manager della sicurezza» dopo un corso di perfezionamento nell’Istituto Italiano di Medicina sociale. Ha insegnato in qualificati istituti ad indirizzo giuridico e ha pubblicato numerosi articoli in materia di Diritto civile e Diritto amministrativo su riviste specializzate.
Domanda. Quali sono gli scopi dell’Istituto?
Risposta. L’«Arturo Carlo Jemolo» è stato creato con legge regionale del Lazio nel 1987 ed ha personalità di diritto pubblico. Le sue finalità sono volte a promuovere il progresso culturale, civile e sociale della società laziale, sostenendo l’impegno unitario ed il confronto fra quanti, nella Pubblica Amministrazione, nelle Università, nella Magistratura e nell’Avvocatura, intendono fornire un positivo contributo per il raggiungimento di tali obiettivi.
D. Quali attività svolge l’Istituto?
R. Promuove iniziative di studio e di ricerca, organizza convegni, seminari ed altre manifestazioni di carattere scientifico e culturale; inoltre, si occupa della raccolta di materiale bibliografico e documentario, della pubblicazione di volumi e periodici e dell’attivazione di corsi per la formazione professionale nelle materie giuridiche ed economiche. Svolge inoltre attività di conciliazione attraverso un proprio organismo di natura pubblica.
D. Quali i programmi in cantiere?
R. Il 2012 sarà un anno di svolta sia perché i mutamenti in tutti i campi della società rendono necessario fare dell’Istituto un’istituzione aperta, sia perché il nuovo corso della Regione Lazio impone un’integrazione con gli obiettivi strategici dell’Amministrazione governata da Renata Polverini.
D. Intende dunque apportare delle modifiche significative?
R. Sì, è necessario un rinnovamento dettato dalla necessità di recepire il cambiamento intervenuto nel mondo della cultura giuridica dal 1987 ad oggi. Si consideri, per esempio, lo spazio che occupa, anche nella gestione delle professioni legali, l’informatica; o l’esigenza, da parte dei giovani laureati che intendono avviarsi alle professioni forensi, di conseguire una specializzazione rispondente ai nuovi bisogni sociali, in modo da poter soddisfare con successo le richieste del mercato del lavoro in continua e rapida evoluzione. È quindi fondamentale che i corsi di formazione, anche quelli storici dell’Istituto, abbiano un taglio sempre più dinamico, più attuale e orientato a garantire un’occupazione qualificata ai professionisti in cerca di lavoro.
D. Aumenteranno dunque coloro che potranno usufruire dei corsi?
R. Naturalmente, perché la promozione dell’immagine dell’Istituto Jemolo ha di fatto aumentato il target di riferimento di potenziali utenti, per la caratteristica propria dell’Ente di porsi come collegamento con la Magistratura, le Università e il mondo forense. Nello stesso tempo è stata rivolta particolare attenzione allo snellimento dell’architettura dei corsi al fine di agevolare una maggiore facilità di fruizione dell’offerta didattica, avvalendosi di docenze d’eccellenza e proponendo nuovi corsi con un’apertura alla società civile.
D. Ad esempio?
R. Assumono, al riguardo, particolare rilevanza, oltre alla XXI edizione del corso istituzionale Jemolo di preparazione al concorso per l’accesso alle professioni forensi, completamente rinnovato nella didattica, anche altre novità come quella, veramente rilevante, del corso specialistico di preparazione al concorso per la Magistratura, per la realizzazione del quale è stata utilissima la collaborazione del presidente della Corte di Appello Giorgio Santacroce e di altri illustri giuristi, magistrati, avvocati e docenti universitari, che sono tornati ad insegnare nel nostro Istituto dopo un periodo di lontananza. Altro corso particolare, riproposto su nuove basi, è quello per la tutela dei soggetti deboli, donne e minori, soprattutto in presenza di violenze in ambito familiare.
D. Avete ampliato l’offerta formativa con altre specializzazioni?
R. Nel quadro della convenzione con la Protezione civile, un rilievo significativo assume l’inaugurazione del corso, con la collaborazione dei Nas dei Carabinieri, per i volontari che operano nel settore degli alimenti. Unico nel suo genere in Italia.
D. Poi c’è l’attività svolta dai vostri esperti nel nuovo settore della conciliazione?
R. Un risalto del tutto particolare ha assunto, nel campo della mediazione, la riorganizzazione dell’organismo di conciliazione. L’Istituto Jemolo, infatti, prevede nel proprio interno una scuola per la formazione dei mediatori, che solo nel 2011 ha svolto ben sette corsi per la formazione, ai quali si sono aggiunte quattro classi integrative con circa trenta partecipanti ciascuna. Ai vari corsi integrativi per mediatori, della durata di 10 ore come previsto dal decreto istitutivo della mediazione obbligatoria, sono stati aggiunti ulteriori due corsi per l’aggiornamento biennale obbligatorio di tutti gli abilitati.
D. Unico di natura pubblica esistente in Italia, quante vertenze l’organismo di conciliazione Jemolo ha finora mediato e quante ne ha risolte nei numerosi settori previsti dalla legge istitutiva?
R. È oggi all’avanguardia nel panorama degli organismi di conciliazione della Regione Lazio, con oltre 200 mediazioni presentate e una percentuale di accordi raggiunti molto elevata. Fatto, questo, che ha consentito di realizzare una crescita esponenziale delle richieste di accesso a questa struttura per la risoluzione delle controversie.
D. L’Istituto dunque sta rapidamente ampliando i propri orizzonti?
R. Sì, le molte iniziative sommariamente elencate hanno un concreto riscontro di immagine per la stessa Regione Lazio, di cui l’Istituto costituisce un valido strumento di collegamento con la Magistratura, da quella civile all’amministrativa, ma anche con quella contabile, con le Università e con il variegato mondo forense in generale. L’auspicio è che questo impegno sia coronato da successo e che la Regione Lazio ci sostenga fino in fondo nel raggiungimento degli obiettivi.

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