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RETRO
SPECCHIO

 

MOBOTIX SORVEGLIA
IL MINISTERO DELL'ECONOMIA


Uno scorcio dell’area videosorvegliata
del Ministero dell’Economia e delle Finanze

 

Costruito nel 1876 per ospitare all’epoca il Ministero delle Finanze - oggi dell’Economia -, di cui era titolare Quintino Sella, il grande edificio situato in Via XX Settembre a Roma è attorniato oggi da 20 pali che ne abbelliscono il perimetro esterno ma che costituiscono un sofisticato strumento tecnologico incaricato di garantire la sicurezza nelle aree limitrofe. Nel loro interno, infatti, sono installate telecamere prodotte e distribuite dall’azienda tedesca Mobotix, dotate di apparati per la registrazione e la rielaborazione delle immagini. «L’obiettivo del progetto era la realizzazione di un sistema di controllo basato su strumenti di videosorveglianza all’avanguardia, e di un apparato di illuminazione con consumi di elettricità sensibilmente ridotti, una più lunga durata di esercizio e un risparmio nei costi di manutenzione», ha spiegato Saverio La Monaca, capo della sicurezza del Ministero. Quanto ai costi, le analisi realizzate dal team della Ghisamestieri prevedono un recupero dell’investimento di ogni sorgente di luce led nell’arco di soli 4 o 5 anni, e un risparmio economico del 50 per cento tra il quinto e il 15esimo anno di vita. Avviato nel 2010 e terminato in 5 mesi, il sistema consta di 20 mensole a muro installate lungo il perimetro del Ministero. Ciascuna nasconde nell’interno 2 telecamere Mobotix ad alta risoluzione da ripresa a 180 gradi, in totale 40 telecamere. Le immagini registrate 24 ore su 24 - a colori di giorno e in bianco e nero di notte - sono osservate dalla Centrale operativa posta all’interno del Ministero, presidiata da agenti della Guardia di Finanza. 10 antenne wireless, poste all’interno di altrettante lampade, consentono il collegamento wi-fi tra la centrale operativa interna e le pattuglie esterne. «Soprattutto in occasione di manifestazioni è necessario risalire rapidamente ai proprietari di determinati veicoli o alla verifica dei dati anagrafici di passaporti e carte di identità. Prima ci affidavamo a un sistema Gsm ma i costi erano elevati; il nuovo sistema wireless richiede spese di gestione molto più contenute di fronte a potenzialità molto più elevate», ha precisato Giancarlo Varvo, responsabile dell’Organo centrale di sicurezza del Ministero. Grazie a un sistema di letture delle targhe delle auto, le telecamere poste in prossimità degli accessi al Ministero sono in grado di inviare allarmi all’interno della Centrale operativa o di gestire i sistemi di apertura e chiusura dei dissuasori antisfondamento posti nel terreno.
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