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Accordo con il comitato Ifi

Il consorzio Cobat smaltirà
i pannelli solari esausti

 


Una centrale elettrica costituita
da pannelli fotovoltaici

In Italia sono presenti
50 milioni di moduli, che
occupano una superficie
di 75 chilometri quadrati;
la vita media
di una struttura va dai 25
ai 30 anni: andrà riciclata una grande quantità
di materiale inquinante

ntesa storica per il futuro dell’energia solare in Italia: è stato firmato, infatti, a Roma negli ultimi mesi dello scorso anno l’accordo di Programma tra il Cobat e il Comitato Ifi, Industrie Fotovoltaiche Italiane, per la raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici. L’atto sancisce la nascita della prima filiera italiana destinata a questo scopo. Il Cobat è un consorzio di imprese nato nel 1988, che si occupa della raccolta, del trattamento e del riciclo non solo nel settore dei rifiuti di pile e accumulatori, ma anche in altri, come quello ad esempio dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Quanto sia importante pensare allo smaltimento dei pannelli solari, e non solo all’installazione, è dimostrato da alcuni dati eloquenti: già oggi in Italia sono presenti 50 milioni di moduli, che occupano una superficie di 75 chilometri quadrati. Considerato che la vita media di un pannello va dai 25 ai 30 anni, con un settore in ascesa verticale, si può capire quale priorità assumerà in futuro il problema dello smaltimento di questo materiale.
Aderendo al sistema Cobat, l’Ifi nonché distributori e importatori potranno garantire ai propri clienti raccolta, smaltimento e riciclo dei pannelli a fine vita. Ma l’accordo sarà in grado di risolvere un altro problema: il 75 per cento dei pannelli installati in Italia proviene dall’estero, il che rende difficile risalire ai materiali con cui sono stati realizzati. Il sistema di gestione dei pannelli esausti sarà reso possibile grazie a una mappa che indicherà la localizzazione di tutti gli impianti installati in campo nazionale, consultabile anche dal Gestore dei Servizi Energetici. Inoltre sarà potenziato un sistema di tracciabilità dei moduli a fine vita istituendo una banca dati centralizzata che Cobat e Ifi intendono rendere consultabile anche alle autorità competenti. Cobat è in grado da subito di offrire a tutti i produttori dell’Ifi che aderiranno al Consorzio la garanzia che saranno sgravati da ogni responsabilità circa gli obblighi legislativi e l’attivazione di un’area telematica personale sul portale Cobat con accesso mediante user-id e password.
Ma come sarà il procedimento che porterà alla fine «virtuosa» della vita dei pannelli? Il Cobat si occuperà del frazionamento dei moduli, inviando al riciclo le componenti metalliche e vetrose. La cella dovrà essere invece inviata all’estero per lo smaltimento, perché non esistono in Italia impianti in grado di svolgere questo compito. Tuttavia l’Accordo prevede la creazione di un Tavolo tecnico che realizzi lo studio di fattibilità per un impianto pilota. Lo studio avrà anche un’altra ambizione: analizzare le diverse tipologie di moduli di vecchia e nuova generazione per caratterizzarne la componentistica in prospettiva del loro trattamento, riciclo e smaltimento, e creare un sistema nazionale di raccolta e stoccaggio dei moduli esausti. Serve naturalmente anche un’operazione culturale, per far crescere nella popolazione la consapevolezza che i pannelli esausti possono costituire un problema ambientale: il Cobat e l’Ifi si impegneranno perciò nella promozione nell’intero territorio nazionale di una campagna di comunicazione e sensibilizzazione affinché sia resa nota l’esistenza del sistema nazionale di gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita e di una partnership accreditata, in grado di offrire un’assistenza legislativa, tecnica, scientifica e amministrativa a privati cittadini, aziende e Pubblica Amministrazione.
«Ancora una volta il Cobat–ha dichiarato il presidente Giancarlo Morandi –sta lavorando per offrire, grazie alla partnership con il Comitato Ifi, un servizio ambientale di cui il sistema Paese dovrà presto dotarsi, vista la crescente diffusione di pannelli fotovoltaici in Italia, offrendo la propria consolidata esperienza nel settore e una rete logistica diffusa capillarmente nell’intero territorio nazionale».
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Filippo Levati, presidente del Comitato Ifi: «Sono molto soddisfatto dell’accordo raggiunto con uno dei principali Consorzi che da anni si occupa con successo del riciclo di materiali e componenti industriali nel nostro Paese. È un altro passo in avanti promosso dal Comitato Ifi per una filiera industriale italiana che guarda alla sostenibilità ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto». «L’accordo–ha commentato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente–risponde perfettamente alle esigenze di tutti quei cittadini che, per contrastare la realizzazione di grandi impianti a terra, si pongono il problema dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici giunti a fine vita».

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