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RETROSPECCHIO


Neuronavigatore per interventi sicuri nel cervello

Il neuronavigatore del San Giovanni-Addolorata


Nell’attività di ammodernamento di strutture e apparecchiature tecnologiche, l’Azienda ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma, diretta dal prof. Luigi D’Elia, si è dotata di uno degli strumenti più nuovi nel campo della neurochirurgia: il neuronavigatore nella sua versione più recente e avanzata. All’inizio dell’anno oltre 30 pazienti selezionati erano stati già trattati chirurgicamente con esso per neoplasie alla base del cranio e per patologie della colonna vertebrale. «Rispetto alle tecniche chirurgiche più tradizionali, sono notevoli i vantaggi che ne derivano al paziente per il minore stress chirurgico, la drastica contrazione della degenza ospedaliera e della morbilità post-operatoria, la significativa riduzione delle complicazioni legate alla procedura chirurgica», ha spiegato il prof. D’Elia. Grazie alla guida computerizzata fornita dal neuronavigatore, con questo strumento sono esclusi eventuali errori di localizzazione, da parte del neurochirurgo, nella rimozione di lesioni encefaliche o nell’applicazione di viti e barre nella chirurgia della colonna vertebrale. Usato dall’équipe medica di Neurochirurgia diretta dal prof. Stefano Esposito, il neuronavigatore permette di sottoporre i pazienti a interventi chirurgici nell’encefalo e nella colonna vertebrale controllando in tempo reale la posizione degli strumenti in relazione alla patologia che in quel momento si sta trattando. In poche parole, esso consente di avere tutte le informazioni di cui si ha bisogno nel posto e nel momento giusto. È inoltre possibile impiegare il neuronavigatore anche nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale usando sia un sistema in 2D con immagini radiografiche immediatamente elaborate, sia un sistema in 3D con immagini Tac o Risonanza magnetica. Ormai ampiamente usato nelle sale operatorie neurochirurgiche tecnologicamente più attrezzate, questo sistema mostra in tempo reale, proprio basandosi sulle immagini neuroradiologiche, la posizione intraoperatoria corretta, risolvendo il primo problema della chirurgia: l’orientamento spaziale anatomico. Il neuronavigatore consente, inoltre, di individuare, in considerazione delle sue immagini tridimensionali e degli spostamenti dalle strutture contigue, il miglior tragitto per raggiungere la lesione; valutato un bersaglio chirurgico, l’apparecchio elabora il punto di entrata e quello da raggiungere; in tal modo una lesione può essere asportata praticamente da qualsiasi sede. Fer. Bru.

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