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RETROSPECCHIO


Ibm: un chip rivela le cause di malattie e consente le cure

Il Centro Ricerche dell’Ibm di Zurigo


Un dispositivo per eseguire test diagnostici in un’unica fase presso il paziente, basato su un nuovo chip richiedente un minore volume di campione, è stato creato da scienziati dell’Ibm. Rapido, portatile, facile da usare, è capace di rilevare molte malattie, comprese le patologie cardiovascolari che sono tra le principali cause di morte. Grazie al chip, campioni di sangue o siero del paziente possono essere esaminati immediatamente dopo un infarto cardiaco per consentire al medico di decidere le cure necessarie. Messo a punto da Luc Gervais ed Emmanuel Delamarche del Centro di Ricerche dell’Ibm di Zurigo, il dispositivo accerta la presenza di proteine che rivelino la malattia servendosi della tendenza dei liquidi a risalire in tubi di piccolo diametro e a concentrarsi in piccole aperture. Composto di silicio come quelli usati nei computer, il chip microfluidico, di un centimetro per cinque, ha una serie di canali microscopici attraverso i quali il campione di sangue o siero passa in circa 15 secondi, a velocità molto superiore a quella che si registra nei test tradizionali. Il campione, 50 volte più piccolo di una lacrima, viene appoggiato sul chip, viene spinto dalle forze capillari in un’intricata serie di strutture a rete, fino a una zona in cui sono state depositate quantità microscopiche di anticorpi di rilevamento dotati di un marcatore fluorescente, i quali riconoscono la molecola della malattia e si attaccano ad essa all’interno del campione. Di questi anticorpi viene usato un volume un milione di volte più piccolo di una lacrima. La pompa capillare, che costituisce la componente principale dell’intero sistema, contiene un’intricata serie di microstrutture il cui compito è di pompare il campione di sangue attraverso il dispositivo per il tempo necessario, ad una portata regolare come il cuore umano. La pompa rende il test accurato. «Stiamo restituendo minuti preziosi ai medici, in modo che possano prendere decisioni precise nel momento in cui ne hanno più bisogno, per salvare vite umane», spiegano i due scienziati di Zurigo che hanno collaudato, con partner accademici e sanitari, dal banco di lavoro al letto del paziente le idee concepite in laboratorio. Inoltre, nella forma il chip è stato progettato in funzione della sua flessibilità di impiego: grazie alle ridotte dimensioni, infatti, può essere incorporato, secondo l’uso che se ne vuole fare, in vari tipi di apparecchi, incluse carte di credito, penne o dispositivi simili a quelli in uso per i test di gravidanza. Oltre a diagnosticare le malattie, esso consente anche l’analisi dei rischi chimici e biologici.
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