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PIETRO SCOTT JOVANE:
MICROSOFT, RICERCA INCESSANTE, INNOVAZIONE, SUCCESSO

a cura di Serena Purarelli


Pietro Scott Jovane,
amministratore delegato
della Microsoft Italia


«In un anno di difficile
accesso al credito come
l’attuale, l’aumento
percentuale degli
investimenti nei nostri
prodotti informatici
è stato a due cifre. Più
che la riduzione dei costi
ha inciso l’atteggiamento
di piccole e medie
imprese, resesi conto
che in tempi di crisi
la tecnologia consente
di sopravvivere »


l 15 luglio 2008 è stato nominato amministratore delegato della Microsoft Italia, quinto manager alla guida della filiale fondata 24 anni fa da Umberto Paolucci e primo a ricoprire quel ruolo senza essere ingegnere, bensì laureato in Economia. Classe 1968, Pietro Scott Jovane è nato a Cambridge, negli Stati Uniti, da padre napoletano, ingegnere e docente universitario, e da madre scozzese. Formato nei rigidi college inglesi, scelse l’Italia per frequentare l’Università. Si iscrisse alla Facoltà di Economia e Commercio, perché, spiega, è vero che il sistema delle «boarding school» è tuttora molto valido, apre la mente e responsabilizza i giovani, ma la formazione italiana, sicuramente più teorica, insegna un metodo più efficace per trovare le risposte.
«Credo che questa combinazione mi abbia consentito di affrontare il lungo viaggio lavorativo che ognuno di noi è chiamato a percorrere; il mio è cominciato, in piena tangentopoli, con uno stage nella Breda Energia, durante il quale fui convocato da Paolo Scaroni al quale avevo inviato il mio curriculum. Pur criticando la prolissità della mia lettera, mi propose di entrare nel team della Techint, all’epoca incaricata di privatizzare un gioiello dell’Efim, il Gruppo vetrario SIV. Occorreva fare bene, e in tempi brevi imparai ad allacciare relazioni con le banche; eravamo in una situazione drammatica, ci erano stati bloccati tutte i crediti e fu necessario trattare con 35 istituti».
Quando, nel 1998, il nuovo partner britannico Pilkington trasferì la sede di lavoro a Manchester in Gran Bretagna, Jovane accettò dal Gruppo Versace, operante nell’Alta Moda, l’incarico di direttore finanziario per il Nord America, con sede a New York. Qualche tempo dopo Gianni Versace, stilista e titolare dell’atelier, rimase vittima di un delitto mentre si accingeva a quotare l’atelier nella Borsa Usa. Jovane rientrò in Italia nel 2000; ancora grazie a un contatto con Scaroni, Lorenzo Pelliccioli lo chiamò alla Seat del Gruppo Telecom Italia, nel ruolo di direttore finanziario per «Virgilio», il primo motore di ricerca italiano: «Mi occupai di quella che sarebbe diventata la divisione Internet di Telecom Italia, acquistando 200 società; furono tre anni entusiasmanti». Nel 2003 entrò nella Microsoft come direttore finanziario.

Domanda. Come si diventa, in soli cinque anni e non ancora quarantenni, leader di una multinazionale?
Risposta. È stato determinante, per la mia formazione professionale, aver lavorato molti anni in campo finanziario e aver seguito settori innovativi come quelli delle telecomunicazioni e della Rete, ma anche aver colto l’opportunità di allargare le mie competenze in un comparto di grande interesse, tlc e media, di cui mi fu affidata la direzione commerciale nella Microsoft. Avere come clienti aziende all’avanguardia, come Telecom Italia, Vodafone, Mediaset o Il Sole 24 Ore che acquistano tecnologia per sviluppare i propri servizi e usano i software per realizzare ricavi, è stata un’esperienza ancora più coinvolgente. Credo che per raggiungere certi traguardi occorra soprattutto avere voglia di impegnarsi, con curiosità e con passione.

D. Aveva esperienza di vendite?
R. Non ne sapevo nulla e tanto meno di tecnologia. Mi trovai a gestire un team di 14 persone, 6 delle quali dotate sia di grandissima competenza tecnica, sia anche di grande capacità di applicarla. Costituiscono uno dei segreti del successo della Microsoft. Ma al di là dei risultati aziendali che potrò conseguire, il mio obiettivo è incidere nel presente e nel futuro digitale perché le tecnologie possono essere una chiave di sviluppo e di benessere. Poi fui chiamato ad occuparmi della strategia Online di Microsoft in Italia.

D. A cosa punta la Divisione Consumer & Online di questa azienda?
R. La visione Microsoft di un pc su ogni scrivania e in ogni casa si è trasformata oggi nella volontà di portare uno smartphone nelle mani di ogni persona e di mettere a disposizione di tutti i migliori servizi online accessibili sempre e da qualunque strumento tecnologico. I consumatori odierni ottengono e condividono informazioni ed esperienze e comunicano attraverso varie piattaforme tecnologiche per molteplici finalità, illimitate quanto la loro immaginazione. Questo trend rappresenta una delle più grandi opportunità di oggi nel mondo IT e il nostro obiettivo è di semplificare, attraverso la nostra tecnologia, la vita delle persone offrendo loro una serie di strumenti perfettamente integrati e sicuri per gestire in modo centralizzato tutti gli aspetti della loro vita digitale.

D. Perché avete deciso di occuparvi anche della pubblicità?
R. Il digital advertising è uno dei settori economici che sta registrando una crescita marcata nonostante la crisi e che offre buone prospettive anche per il futuro: siamo entrati in questo mercato già da alcuni anni e stiamo continuando ad investire, tanto che il nostro CEO Steve Ballmer ha dichiarato lo scorso giugno a Cannes, in occasione del Festival dell’Advertising, che la pubblicità digitale potrebbe arrivare a rappresentare nei prossimi anni il 25 per cento del fatturato totale di Microsoft, una percentuale sorprendente se si pensa che quest’azienda è da sempre riconosciuta leader mondiale nel software.

D. Cosa sta determinando la maggiore apertura di Microsoft verso l’interoperabilità? È una risposta alle pressioni dell’Unione Europea?
R. Dalla fondazione della nostra società, avvenuta 34 anni fa, abbiamo condiviso molte informazioni con centinaia di migliaia di partner in tutto il mondo e abbiamo contribuito a costruire questo settore: il nostro impegno di oggi va verso un’ulteriore maggiore trasparenza. Il nostro obiettivo è promuovere una più ampia interoperabilità e maggiori possibilità di scelta per clienti e sviluppatori in tutto il settore IT, rendendo i nostri prodotti più aperti e condividendo ancor più informazioni sulle nostre tecnologie. I clienti ci hanno chiesto di offrire software e servizi sufficientemente flessibili affinché qualunque sviluppatore possa usare le interfacce aperte e i dati per integrare efficacemente le applicazioni o per realizzare nuove soluzioni: in pratica, aumentando l’apertura dei nostri prodotti, forniremo agli sviluppatori possibilità addizionali di innovare e aggiungere valore per i clienti finali.

D. Cosa vi aspettate nel futuro?
R. A noi interessa continuare ad impegnarci ogni volta che si presenta una nuova opportunità. Uno dei punti che contraddistinguono Microsoft è la capacità di lottare fino a raggiungere il risultato, anche nelle aree in cui siamo più deboli, con grande tenacia e determinazione. Abbiamo lottato sette anni per l’xbBox 360 prima di vincere. Anche dopo tanti anni di lavoro siamo capaci di entusiasmarci per un successo o per un riconoscimento e comunque siamo sempre pronti a ricominciare.

D. Il suo primo anno trascorso da amministratore delegato è stato contrassegnato da una diffusa crisi economica. Quale bilancio ne trae?
R. È stato un anno complesso, imprevedibile e straordinario, costituito da risultati negativi e positivi. Tra quelli negativi va registrato il fatto che, per la prima volta nella nostra storia, abbiamo dovuto rinunciare a circa 5 mila persone nel mondo, pur procedendo all’assunzione di ulteriori 2 mila o 3 mila unità nelle aree per noi più strategiche. Tra i risultati positivi ricorderei il fatto che quest’anno Microsoft Italia è salita al secondo posto nell’elenco Best Workplaces in Italy 2009 stilato dalla filiale italiana del Great Place to Work Institute. La nostra filiale ha inoltre ricevuto un premio speciale per la categoria Best Internal Communication. Tra gli altri risultati positivi, quest’anno hanno registrato un andamento favorevole le piccole e medie aziende che hanno capito l’importanza degli investimenti in innovazione tecnologica come soluzione per uscire rapidamente da questa fase economica difficile e per guadagnare in competitività.

D. Qual è stato l’andamento delle vendite dei vostri prodotti?
R. In un anno di difficoltà di accesso al credito come l’attuale, l’aumento percentuale degli investimenti nelle nostre tecnologie informatiche è stato a due cifre. Più che la diminuzione dei costi, ha inciso il mutato atteggiamento, nei confronti dell’informatizzazione, delle piccole e medie imprese, finalmente consapevoli che in tempi di crisi la tecnologia fornisce la possibilità non solo di ridurre i propri costi operativi, ma anche di aprirsi verso nuovi mercati, soprattutto per chi opera all’estero. La crisi ha diminuito i ricavi e ha imposto a tutti di ridurre i costi, ma per ricominciare a crescere occorre innovare e la tecnologia può svolgere entrambe le funzioni. Oggi le aziende non ci chiedono sconti sulle trasferte dei nostri tecnici, ma innovazione, ad esempio l’introduzione nel loro sito web di un «carrello» per la vendita on line.

D. In quale altro modo assistete i vostri clienti?
R. Oltre al nostro storico ruolo di fornitore di tecnologia, abbiamo deciso di assistere le piccole e medie aziende con servizi, risorse e informazioni gratuite. Dal momento che l’accesso al credito per gli investimenti in IT può oggi rappresentare un problema, stiamo finanziando l’acquisto di software, hardware e anche di servizi e prodotti di terzi da parte di centinaia di clienti con forme di pagamento studiate su misura attraverso due programmi distinti, Microsoft Financing e Innovazione e Finanziamenti. Il primo, che prevede un investimento minimo di mille euro, è stato scelto soprattutto da piccole imprese che finora hanno presentato oltre 350 richieste per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro ed un tempo medio di approvazione pari a 3 giorni. Innovazione & Finanziamenti è un programma che si pone l’obiettivo di aiutare gratuitamente le imprese a individuare sovvenzioni locali, regionali, nazionali e internazionali dell’Unione Europea. A fine luglio abbiamo presentato più di 290 progetti per un ammontare di 74 milioni di euro di cui 96 finanziati.

D. Vi comportate come banche e società finanziarie?
R. Pur non essendo una banca, assistiamo gratuitamente le aziende italiane che vedono nella tecnologia la chiave per il loro futuro, accompagnandole in questo momento di difficoltà. In tal modo, insieme alla loro produttività cresce la probabilità che siano più attive domani e che siano quindi più capaci di accedere con maggiore facilità a crediti e contributi, italiani ed europei.

D. Quali sono i risultati degli accordi da lei stretti con il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta?
R. Credo che Renato Brunetta sia una persona straordinaria. Appena assunto l’incarico di ministro ha lanciato una programma unico nella storia, per contrastare la burocrazia italiana, che sappiamo essere frutto di stratificazioni secolari. Il suo obiettivo è restituire valore al ruolo dei dipendenti pubblici accrescendone la produttività attraverso la tecnologia.

D. Che cosa intende fare la sua azienda per il settore pubblico?
R. La Microsoft ha deciso di investire direttamente nella modernizzazione della Pubblica Amministrazione. Siamo stati i primi a rispondere all’appello quando il ministro Brunetta ha chiesto chi fosse disposto a investire nel suo progetto di e-Government e, nell’agosto dello scorso anno, abbiamo avviato 4 progetti pilota. Il primo riguarda la digitalizzazione dei documenti cartacei per accelerare le attività, risparmiare la carta, far funzionare tutto meglio. Abbiamo preso come modello l’Ufficio del Personale della Regione Friuli Venezia Giulia, perché in quell’ufficio i dati sono particolarmente sensibili e un banale errore può causare danni rilevanti. Abbiamo impiegato 20 giorni per studiare il funzionamento e 40 per collaudare le procedure; alla conclusione abbiamo riscontrato che invece delle 10 persone impegnate con il sistema cartaceo, oggi ne occorrono solo 3; le altre 7 possono essere destinate più proficuamente ad altri compiti. Senza contare il risparmio che la digitalizzazione crea ogni anno, nonché i benefici nel settore ambientale.

D. Quanto costa e in che consiste questo progetto?
R. Il progetto è stato realizzato con l’ausilio di due partner italiani: insieme a loro Microsoft Italia ha messo a disposizione del Paese, in modo del tutto gratuito per la Pubblica Amministrazione, esperienze e competenze maturate a livello internazionale per contribuire a migliorare l’efficienza e l’economicità dei servizi resi al cittadino. Sulla scelta del Friuli Venezia Giulia ha influito la considerazione che è tra le regioni più avanzate d’Italia. Un secondo progetto pilota, consistente nella costruzione di una «scuola del futuro», un centro di eccellenza innovativo nell’ambito della didattica, è stato realizzato a Galatina in provincia di Lecce. Anche in questo caso abbiamo operato con alcuni partner italiani, per dar vita al primo esempio concreto in Italia di rinnovamento didattico e di costruzione di percorsi di eccellenza basati su una didattica nuova, efficace, tipica di una scuola moderna: grazie a questo progetto pilota le iscrizioni per il prossimo anno sono cresciute dell’86 per cento.

D. Perché avete lanciato Bing, un altro motore di ricerca? Quando arriverà il nuovo sistema operativo?
R. Anche se il web è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, gli strumenti a disposizione per effettuare ricerche sono rimasti sostanzialmente sempre gli stessi. Recentemente sono stati effettuati studi per capire come le persone usano Internet e in particolare i motori di ricerca e per trovare le aree che possono essere migliorate. Da questo rapporto emerge che il 50 per cento dei risultati delle ricerche non soddisfano le necessità dell’utente e inoltre il 72 per cento delle persone affermano che i risultati sono disorganizzati. Bing si basa su un principio nuovo, cerca di interpretare le esigenze dell’utente e di guidarne la ricerca fino al risultato finale offrendo informazioni immediatamente utilizzabili per esigenze pratiche. È pertanto un motore di ricerca decisionale. Il 22 ottobre prossimo debutterà Windows 7, nuovo sistema operativo destinato ad assumere gradualmente il posto della attuali versioni - 98, Xp e Vista -, che operano su circa il 90 per cento dei computer nel mondo. È una piattaforma estremamente stabile, in grado di garantire la massima sicurezza agli utenti, dai contenuti fortemente innovativi, capace di funzionare con sistemi hardware meno recenti. Windows 7 darà un grande contributo alla ripresa economica, assai più consistente di quello dei sistemi precedenti. L’IDC stima che ogni euro fatturato da Microsoft correlato a Windows 7 determinerà un ricavo di 19 euro nel sistema economico dei partner e che il rilascio del nuovo sistema operativo permetterà nel mondo la creazione di più di 300 mila nuovi impieghi. In breve, Windows 7 rappresenterà non solo una grande innovazione dal punto di vista tecnologico, ma anche una concreta opportunità di crescita e sviluppo per i nostri partner e per l’intero ecosistema IT e questo nonostante il clima economico in cui stiamo vivendo.

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